“La Primavera del Giglio”

Non è Tolkien, ci mancherebbe, però è una bella saga, piacevole e ben delineata, e l’avvicendamento delle scrittrici rende la storia ancora più fatata e inusuale.
Io li ho letti in un posticino che ahimè non esiste più, un localino intimo con un bel giardino sul retro con un dondolo che sembrava messo lì apposta per fare da culla alla lettura.

Thr0ugh The Mirr0r

Molto prima che diventassi una tvseries-addicted e una appassionata della serialità in generale, ero pur sempre una bookaholic, perciò non vi sarà difficile capire che le saghe sono sempre state un genere di primaria importanza per me. Il poter accompagnare i personaggi per molto più che un solo romanzo, era un regalo e un privilegio che non potevo lasciarmi sfuggire. Perciò c’è stato un tempo in cui ho iniziato a cercare appositamente scrittori che avessero adottato la serialità nelle loro narrazioni. Ecco come mi sono fatta una cultura di legal-thriller e psico-thriller; bellissimi e affascinanti, generi che ancora leggo e rileggo con piacere. Però a un certo punto la mia testa stava chiedendo tregua da brutali assassini o ingiustizie sugli innocenti, e così mi è tornato in mente che c’era un altro genere che molto spesso, se non sempre, si fa portatore di saghe: il fantasy[1]! Una categoria…

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“Spostare il mio baricentrO”

Voglio vivere, voglio conoscere, voglio ascoltare gli altri.. chi diceva che oggi più che mai il mondo ha bisogno di storie?.. io ci credo fermamente. L’ascolto è una delle armi da usare contro la banalità – concetto che mi spaventa alquanto- ed accogliere ciò che si ascolta non è sempre facile, e a volte bisogna anche saperlo fare, ognuno a suo modo, altrimenti si rischia di essere travolti in modo spiazzante e controproducente.

Thr0ugh The Mirr0r

p Graphic by: Gioia

Qualche anno fa una mia cara amica mi ha fatto notare la sua difficoltà nell’usare un semplice bollitore per il latte con manico e beccuccio messi a 90 gradi di distanza l’uno dall’altro. Lei è mancina, e trovava scomodo usare quel bollitore con la mano sinistra. Quel piccolo dettaglio mi ha fatto pensare come ogni cosa, anche la più apparentemente insignificante, andrebbe guardata da diversi punti di vista. Amo quando mi capitano epifanie del genere, quando anche dei semplici, o a volte banali, particolari mi invitano a mettermi a testa in giù. Sovente sono delle situazioni, ma ancora più spesso sono le persone, con il loro semplice parlare delle loro sfumature, che aprono davanti a me un mondo sempre più ampio, e di questo le ringrazio di cuore. È inevitabile: ci sono state, e spero vivamente che ci saranno ancora, persone che hanno spostato il mio…

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“Lo speed date”

Hai solo tre minuti, cosa dici? Su cosa punti? Sei in grado di ammaliare e conquistare qualcuno solo con 180 secondi di parole a tua disposizione?

Thr0ugh The Mirr0r

Immagine correlataHai solotre minuti, cosa dici? Su cosa punti? Sei in grado di ammaliare e conquistare qualcuno solo con 180 secondi di parole a tua disposizione?

Tutto è nato da questa semplicissima domanda.

Nei film le vediamo continuamente, persone che vanno a questi incontri-lampo per trovare l’anima gemella. Bisogna ricordare però che lì c’è uno sceneggiatore, che ha scritto delle frasi, ha pensato alla scena, ha deciso se in quei tre minuti dai il meglio di te e scocca la scintilla o se invece fai una figura meschina e imbarazzante, dipende da quanto sei importante nel film…

Ma come funziona nella vita vera?

Tre minuti.

Manco l’uovo sodo si fa in così poco. Che ti inventi? Punterai sul lavoro? Sulla personalità? Mentirai?

Continuavo a chiedermelo, curiosa, così ho deciso e questa estate l’ho fatto: mi sono iscritta a uno speed date con la mia coinquilina.

Partiamo dall’iscrizione che è…

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“Nolite te bastardes carborundorum” -ENG

“I used to think of my body as an instrument, of pleasure, or a means of transportation, or an implement for the accomplishment of my will . . . Now the flesh arranges itself differently. I’m a cloud, congealed around a central object, the shape of a pear, which is hard and more real than I am and glows red within its translucent wrapping.”[4]

Thr0ugh The Mirr0r

“How many awards is this TV series winning? I see it as a candidate everywhere! “
“Awards from critics or the public?”
“That’s the shocking thing: both![1]
“Wow! We must start it then “
“Wait, it gets better”
“What?”
“It is taken from a book: The Handsmaid’s Tale by Margaret Atwood”
“The same Atwood as Alias Grace ????”
“Yup”
“Tomorrow I’ll buy it  !!!”

That’s how it went, no plot, setting, or other research. I immediately trusted the author I had met thanks to another wonderful novel from which they will soon draw (or maybe they have already drawn, I have to find out) a TV series: Alias Grace. A novel that kept me in suspense until the end and that I still remember as if I had read it yesterday even though at least ten years have passed!
I do not know why in all this time…

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“Nolite te bastardes carborundorum”

“Vivevamo di abitudini. Come tutti, la più parte del tempo. Qualsiasi cosa accade rientra sempre nelle abitudini. Anche questo, ora, è un vivere di abitudini. Vivevamo, come al solito, ignorando. Ignorare non è come non sapere, ti ci devi mettere di buona volontà. […] Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali. Vivevamo nei vuoti spazi bianchi ai margini dei fogli e questo ci dava più libertà.
Vivevamo negli interstizi tra le storie altrui.”[4]

Thr0ugh The Mirr0r

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«Ma quanti premi sta vincendo questa serie tv? La vedo candidata[1] ovunque!»
«Premi della critica o del pubblico?»
«È questa la cosa sconvolgente: entrambi!»
«Wow! Bisogna iniziarla allora»
«Aspetta, c’è di meglio»
«Cosa?»
«E’ tratta da un libro: The Handsmaid’s Tale[2] di Margaret Atwood[3]»
«La stessa Atwood di Alias Grace????»
«Sì»
«Domani lo prendo in libreria!!!»

È andata proprio così, niente ricerche di trama, ambientazione, o altro. Mi sono subito fidata dell’autrice che avevo conosciuto grazie ad un altro romanzo meraviglioso dal quale a breve trarranno (o forse hanno già tratto, devo informarmi) una serie tv: Alias Grace. Un romanzo che mi ha tenuta col fiato sospeso fino alla fine e che mi ricordo ancora come se l’avessi letto ieri nonostante in realtà siano passati almeno dieci anni!

Non so perché in tutto questo tempo non abbia mai letto altro di questa autrice fantastica, forse l’avevo…

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“Thirty-three theories and no certainty”

“The division between past, present and future has only the value of an obstinate illusion”

Thr0ugh The Mirr0r

Accustomed to American, English and more rarely Italian TV series, I must say that the idea of a German product did not thrill me … especially given the previous ones such as “Derrik” or “A case for two”. But, it must have been the choice of the soundtrack[1]., the plot[2], the continuous comparisons with LOST, or simple curiosity, I gave in. I prepared frankfurters and sauerkraut * to get in the mood, I uncorked an EKU 28, and I spread out on the sofa bed with the first episode of DARK[3].

And then the second one, and then the third one and then the fourth one….

Only at 3 in the morning, when my eyes were asking for mercy, I managed to detach myself from this psychedelic drama of a thousand mysteries!

Time travel. Trivially I could say that the main theme is this…

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“Trentatré teorie e nessuna certezza”

“La divisione tra passato, presente e futuro ha solo il valore di un’ostinata illusione”

Thr0ugh The Mirr0r

Abituata a serie tv americane, inglesi e più raramente italiane, l’idea di un prodotto tedesco devo dire che non mi entusiasmava… specialmente visti i precedenti come “Derrik” o “Un caso per due”. Ma, sarà per la scelta della colonna sonora[1], per la trama[2], per i continui paragoni con LOST, o per semplice curiosità, ho ceduto. Mi sono preparata würstel e crauti* per entrare nell’atmosfera, mi sono stappata una EKU 28, e mi sono spaparanzata sul divano-letto con la prima puntata di DARK[3].

E poi la seconda, e poi la terza e poi la quarta….

Solo alle 3 del mattino, quando gli occhi mi chiedevano pietà sono riuscita a staccarmi da questo dramma psichedelico dai mille misteri!

Viaggi nel tempo. Banalmente potrei dire che il tema principale è questo, ma sarebbe veramente ridurre all’osso una serie intricata e ben studiata in cui…

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“COLD CASE: Nobody can escape the past”

Lilly Rush (Kathryn Morris – In the mind of the serial killer) is a young detective on the Philadelphia homicide squad; after having demonstrated great skills in solving a crime that had remained unsolved for many years, he decides to accept the proposal of his captain to enter the cold case section, which specializes in investigating crimes that have remained pending for many years and of which the perpetrators do not they still have neither face nor name. Each episode is dedicated to a different case: the episodes begin with a flashback set in the year in which the crime took place.

Thr0ugh The Mirr0r

A few summers ago, before streaming and series on the internet, there were reruns on TV, and I’m not talking about the Jurassic, but from the early 2000s. Very rarely did some new product arrive, punctually blasted at absurd times of absurd days in the height of summer, which I always wondered if they were bettors or simply self-sabotaged on purpose.

Why do you have to explain to me why TV series like Friends, Ally McBeal or ER (I MEAN E.R. !!!!), were put on in August at 2.00pm!

The same fate happened to a TV series that fascinated me a lot, which began with my parents during their lunch breaks from the beach in the summer of 2006; I don’t even remember where we were and why we all went on holiday together, but I remember perfectly well that the atmospheres, the cases, the music and the colors of…

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