“Hannibal, Filetto in Crosta e Vino Rosso”

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Inverno, rigorosamente. Tardo pomeriggio, quando il cielo non è ancora del tutto ammantato di nuvoloni neri ma mantiene ancora qualche tonalità del blu, e qualche stella più prepotente delle altre riesce ad affacciarsi.

 

In questa atmosfera, assicurarsi di aver chiuso a chiave la porta e le finestre (o al primo spiffero che ne fa sbattere una lascerete il cuore sul pavimento), e stappare una bottiglia di buon vino rosso,

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non uno in cartone arraffato al supermercato, uno davvero buono, non troppo dolce, consiglio il Barolo: vino piemontese dal pronunciato colore rosso granato, a tratti rubino e che presenta riflessi aranciati col progredire dell’invecchiamento; il suo profumo è intenso, complesso e particolarmente persistente[1].

Versarsene un abbondante bicchiere (di vetro!) e, dopo aver preparato un delizioso filetto di manzo in crosta* tumblr_inline_nfxeddi3rd1svk9zc  , accomodarsi su una poltrona morbida, sorseggiare il vino e iniziare a guardare “Hannibal”.

Ammetto che l’idea di iniziare una rubrica sui telefilm che includa consigli su cosa bere e mangiare mentre la si guarda con “Hannibal” possa sembrare quantomeno bizzarra, dato il menù del dottor Lecter rgbmayq, ma è proprio il suo armonico aggirarsi fra i fornelli che mi ha ispirato. Per quanto l’idea di mangiare i miei invitati proprio non mi aggrada, devo ammettere che quando questo personaggio cucina lo fa con stile!

Non un dettaglio è lasciato al caso e, pur da spettatrice sapendo bene cosa stia servendo, più di una volta mi sono ritrovata con l’acquolina in bocca.

Attenti però, se siete deboli di stomaco non fa proprio per voi!

La serie, trasmessa da NBC e creata da Bryan Fuller, rappresenta i rapporti tra Hannibal Lecter e il profiler dell’FBI William Graham, prima che essi vivano i fatti raccontati nel primo romanzo della saga. Le atmosfere sono noir, le riprese psichedeliche, le scene crude, verosimili quasi all’ossessione, se state cercando una serie tv per rilassarvi allora dovrete aspettare la mia prossima rubrica, questo telefilm è per chi ha voglia di specchiarsi col suo lato oscuro, bearsene e amoreggiare con quella parte nascosta che speriamo tutti non arrivi mai in superficie ma che sotto sotto ci fa affascinare dal cattivo di turno, in questo caso rappresentato dal divino attore danese Mads Mikkelsen, in grado di farti venire appetito cucinando gambe umane, attore che in uno sguardo riesce a trasmettere mille pagine di copione.
Anche se, devo ammetterlo, io sono perdutamente innamorata del co-protagonista, il “buono”, se così possiamo definirlo, l’uomo che soffre di empatia, che io personalmente ho conosciuto grazie alle abili doti di scrittore di Thomas Harris, autore de “Red Dragon” e “Il silenzio degli innocenti”, e dell’omonimo “Hannibal”, ai quali la serie si è liberamente ispirata.
Conoscevo Will Graham dai romanzi e già ne ero affascinata, ma l’averlo vestito dei panni britannici di Hugh Dancy confesso che ha aiutato ancora di più il processo di amore incondizionato.

Il rapporto fra il dottore- cannibale e il paziente- profiler è la parte migliore di ogni puntata dalla prima alla terza (e per ora ultima) stagione; una bromance che passa dal sospetto all’amicizia, dalla caccia alla sensualità, senza mai disperdersi, Will e Hannibal possono arrivare ad odiarsi ma mai a dividersi.

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<<C’è una qualità di legami che vanno oltre la sessualità, si può avere un rapporto del genere con qualcuno che ti porta a domandarti dove sono i confini della propria sessualità e nello show non l’abbiamo affrontata poi tanto. È stato suggerito, ma l’amore è assolutamente sul tavolo, c’è amore e confusione tra questi due uomini.>>[2]

E la maggior parte delle scene migliori fra i due protagonisti si svolgono per l’appunto o nel salotto di Lecter oppure a tavola, dove la simbologia dietro ai piatti preparati, mostrati e mangiati nella serie sembra quasi volersi fare metafora del rapporto fra Hannibal e Will che  sembra debbano “nutrirsi” l’uno dell’altro per completarsi.

E non solo metaforicamente.

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Ma non è solo per questo che consiglio di guardarla, è specialmente per le lunghe sequenze oniriche e dal forte effetto psichedelico che contraddistinguono quasi tutti gli episodi, per gli effetti visivi straordinari, che accrescono la profondità psicologica della narrazione, insieme alle mille e più citazioni che Will e Hannibal fanno durante la serie: dall’arte classica alla post moderna, dalla divina commedia alla psichiatria, e le citazioni di cucina, ovviamente!

Il modo in cui Hannibal presenta le ricette vi farà dimenticare cosa sta davvero servendo lasciandovi una voglia di cibo raffinato e vino d’alta classe.

 

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Tralie Graphic

*Filetto in crosta di pistacchi

(la ricetta è della mia cara amica Anna)

 Ingredienti per 4 persone

– 600gr di carne di manzo
– 80 gr di Pistacchi di Bronte.
– 20 gr di burro
– 1 Cipolla
– Un mazzetto di salvia
– Un bicchiere di Brandy (Sostituibile con un bicchiere di vino.)
– 40 gr di parmigiano grattugiato
– Sale e pepe q.b.

Preparazione

La preparazione di un filetto in crosta di pistacchi è più semplice di quanto possa sembrare.
In una padella lasciamo sciogliere il burro, nel frattempo tritiamo finemente la cipolla per poi farla appassire insieme al burro precedentemente sciolto e delle foglie di salvia.

Una volta appassita la cipolla sarà possibile aggiungere il filetto di manzo, lo lasceremo rosolare su ogni lato, dopodiché bisognerà trasportarlo su un foglio di carta alluminio nel quale è possibile avvolgerlo e farlo riposare e intiepidire, nel frattempo tenere da parte il fondo di cottura.
Nell’attesa tritiamo i pistacchi fino ad ottenere una granella non troppo fine, ma nemmeno troppo grossolana, quanto basta affinché dia croccantezza alla nostra portata, poi uniamo il parmigiano all’albume in modo tale da far mescolare per bene i due ingredienti.
Spalmiamo il composto di albume e parmigiano sul nostro filetto per poi passarlo nel trito di pistacchi, in questo modo il trito aderirà del tutto alla carne.
Su una leccarda collochiamo un foglio di carta da forno e su di esso disponiamo il nostro filetto, in questo modo la crosta resterà legata al filetto e non si disperderà sulla leccarda per il tempo in cui sarà in forno. Il filetto richiede, di fatto, una seconda cottura: in forno a 200 gradi per 25 minuti.
Mentre attendiamo che la cottura sia ultimata, eliminiamo dal fondo di cottura (che abbiamo precedentemente messo da parte) tutte le foglie di salvia, facciamolo scaldare per qualche minuto e quando sarà bello caldo lo sfumiamo con il brandy, lasciandolo addensare.
Per eliminare eventuali grumi è possibile filtrare il sughetto, che poi andremo a versare sul filetto in crosta a fette, per insaporire la nostra pietanza.
Servire ben caldo e gustare con tutta calma.

 

Che altro dire se non:

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(ed evitate di mangiare gli ospiti).

 

 

 

 

 


[1] Per saperne di più: http://www.vinoincantina.it/barolo.html
[2] Bryan Fuller, creatore della serie durante un’intervista.

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