“Mai ordinare pollo al Primo Appuntamento”

Il primo appuntamento è importante nella conoscenza fra due persone, a mio parere. Sì, perché è il momento in cui si vuole fare colpo e si sfodera una serie di chicche da manuale. Si vuole apparire più intelligenti, più belli, più simpatici, più stimolanti, ammettiamolo, ognuno di noi ha mentito almeno un po’ al primo appuntamento. Ma proprio per questo lo ritengo una prova fondamentale: se nemmeno con tutte le maschere e i giochi di prestigio riesci a risultare interessante, figuriamoci al naturale… no?!

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Non sono mai arrivata al primo appuntamento con l’idea di trovare QuelloGiusto, anzi, diciamo che per me è più un esperimento sociale, della serie: su cosa punterai? Bellezza, simpatia? Cultura? Interessi comuni? Diversità?

Da parte mia cerco di essere più naturale possibile, ad ogni modo in linea generale ci sono 4 possibilità dopo un primo appuntamento:

1-L’ALTRO è perfetto ai tuoi occhi, ha giocato bene le sue carte e sei convinto di volerlo rivedere… ma TU non sei stato altrettanto apprezzato. Passi le seguenti settimane a riguardarti nella mente il film dell’appuntamento chiedendoti dove hai sbagliato. GAME OVER

2-TU e L’ALTRO vi rendete conto che proprio non c’è trippa per gatti e finite con la frase “restiamo amici” o “sentiamoci lo stesso qualche volta”, sapendo che mai e poi mai accadrà (tranne qualche rarissima eccezione). GAME OVER

3- TU sei meraviglioso, L’ALTRO però non ha superato le tue aspettative e non vedi l’ora di tornartene a casa e ficcarti nel letto e dimenticare la pessima serata. Anzi, qualche dettaglio te lo fissi bene a mente così da sparlarne con gli amici. GAME OVER

4-  TU e L’ALTRO vi siete trovati così in armonia che è quasi mattino e nemmeno ve ne siete accorti, l’alchimia c’è, la simpatia pure… LET’S GET IT PLAY

Di primi appuntamenti bizzarri ne abbiamo avuti tutti sicuramente qualcuno, di appuntamenti disastrosi, assurdi, che vorremmo dimenticare ma purtroppo è impossibile; il mio peggior appuntamento rimane quello del pollo. Ormai sono passati diversi anni, ma resta indelebile nella mia memoria.

C’è un galateo secondo cui i primi appuntamenti necessitano di luoghi non troppo affollati che diano il giusto spunto di conversazione ma non inibiscano del tutto il contatto fisico.Il ristorante è un grande classico ma piuttosto problematico, perché non sai cosa piace all’altro, non sai se alla fine della cena paga lui paga lei ognuno il suo o si fa il vento, e potrebbe rimanere del cibo fra i denti che determina tutto il resto della serata: perciò non lo amo particolarmente. Però è proprio lì che è ambientato questo disgraziato racconto.

Era una sera di Primavera, le stelle erano alte nel cielo e c’era una leggera brezza, il ristorante era uno di quelli molto chic con ventidue posate a destra sette a sinistra e tredici sopra al piatto che nemmeno ne “La Bella e la Bestia”mpye_yrp6hwx
ne avevo mai viste così tante. Io, imbottita di antistaminici penso a cosa dire mentre lui si concentra sul menù come se dovesse parlargli in lingua straniera.
E quindi, quando il cameriere (decisamente attraente) viene a chiedere le ordinazioni io non ho idea di cosa prendere, così ingenuamente dico “lo stesso” dopo che ha ordinato il Billy-dotato[1].
MANNAGGIAaME!!!!
Pollo.
Il tipo aveva ordinato pollo.
Non ricordo cotto come, ma rammento che quando è arrivato il piatto avrei tanto voluto piangere.

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Lui, il tipo, mi guarda tutto contento e comincia una lunga dissertazione sul calcio (noia noia noia) mentre lui, il pollo, succulento, mi fissa, mi sfida a mangiarlo, ma una rapida occhiata ai tavoli accanto mi fa desistere dall’azzannarlo come avrei fatto in un altro posto con altre persone.

Perciò mentre lui continua a parlare io penso a come tagliare quel pezzo di pollo senza far volare l’osso in giro per la sala. E rimugino pure sul fatto che in un posto così chic potevano anche disossarlo, il pollo.
I miei genitori mi hanno educato bene, so perfettamente che si inizia sempre dalle posate esterne, come va tenuto il tovagliolo, che non si parla a bocca piena e che mai, mai, per nessuna ragione al mondo, ad un appuntamento si ordinano crostacei o pollo per la semplicissima ragione che è (quasi) impossibile mangiarli senza insozzarsi come un neonato allo svezzamento!

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Dopo circa mezz’ora di inutili cincischiamenti attorno a un rigore non dato, e venti di beneducati insulti all’arbitro, il Billy-dotato si accorge che io non ho toccato cibo. Che poi in realtà ci ho provato, ma al primo tentativo mi sono sporcata la camicetta, al secondo quasi cieco un cameriere col rimbalzo del coltello … il risultato è che il pollo giace intonso nel mio piatto.

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Potrei ordinare altro e fingere che non mi piaccia, ma poi lui si offre di tagliarmelo e allora mi incaponisco, gli dico che ero presa dal suo discorso e che sono perfettamente capace di mangiare un pezzo di pollo con forchetta e coltello senza il sugo appetitoso che cola fra le dita dove puoi leccarlo, che è la parte migliore. Mi fissa, il tipo e pure il pollo mi fissa. Sorrido sicura e agguanto cinque posate diverse ,e con la perizia di un chirurgo, riesco finalmente a vincere la mia personale partita contro il pollo. Che large1detto tra noi era pure sciapetto. Quando rialzo la testa dal piatto noto che la camicia di lui ha cambiato colore tante le volte che gli è schizzato il sugo addosso.
Ora, lui poteva prenderla a ridere, poteva diventare uno spiritoso aneddoto da raccontare agli amici.
Invece arrabbiato si alza e se ne va al bagno.

Il cameriere, che aveva visto tutto, si avvicina e mi dice che sono il suo mito, che ha sempre sognato di versargli sopra qualcosa a quello spocchioso, ma che non l’ha mai potuto fare perché avrebbe rischiato il lavoro. Mi annuncia che staccherà di lì a un’ora e che se lo aspetto mi offre il dolce, promettendo che mi lascerà anche parlare.tumblr_inline_mw085jebvx1s73t47

Mi lancia le chiavi della macchina e sussurra “scappa”, poco prima che il Billy-dotato calcio-dipendente, noioso e permaloso esca dalla toilette.

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Alla fine il tipo non l’ho più rivisto, il dolce era buonissimo e il pollo continuo a mangiarlo con le mani!

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[1] Come ho accennato in altri articoli chiamo così il genere maschile in generale, in particolare Billy ha la funzione di fare da prestanome ad ogni organo genitale maschile.

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