“Ricciardi: Malinconica Nostalgia”

 

 

 

<<L’odio è pur sempre un’emozione dal colore carico, non come l’affetto, che è dipinto con gli acquerelli.>>[1]

 

 

largeLuigi Alfredo Ricciardi, figlio del barone Ricciardi di Malomonte e della signora Marta, nasce nel 1900 in un paesino del Cilento. I genitori muoiono entrambi molto presto e il bambino rimane affidato esclusivamente alle amorevoli cure di tata Rosa, potendo contare finanziariamente sulle rendite del fondo di famiglia.
All’università opta per Giurisprudenza, terminata la quale entra nella Regia Questura di Napoli. Divenuto un giovane commissario, abita in via Santa Teresa dove continua ad essere accudito da Rosa.
Fin da bambino Luigi si rende conto di essere diverso, lui infatti ha un potere speciale, che non riesce a definire né DonoMaledizione e che chiama Il Fatto.

<<Li vedo sul posto dov’è successo, per un tempo variabile, dieci giorni, un mese, anche due: vanno sbiadendo come un ricordo, allontanandosi un poco alla volta da questo schifo di mondo dal quale sono stati strappati.
Li vedo con le ferite e il sangue, ma con l’espressione dell’ultimo sguardo, che ripetono l’ultima metà del pensiero che la morte ha amputato, continuamente, con lo stesso tono e le stesse parole >>[2]

 

Per questa distanza col resto del mondo ha un carattere malinconico e solitario e quando si occupa di un caso non smette di lavorarci fino a che non lo risolve, calandosi con decisione ed efficienza in esso, pur di arrivare a capire nell’intimo tuttetumblr_l9uctzyh0y1qcs3sko1_500 le persone coinvolte. Il suo senso di giustizia è profondo e incorruttibile e nel periodo in cui lavora (gli anni Trenta) questo gli crea più problemi che benefici, più nemici che approvazione.
Ricciardi è persuaso che alla base di ogni reato il movente del responsabile possa chiarirsi con due motivi: la fame o l’amore.

 

<<Come sempre, al cospetto di una morte per mano umana, Ricciardi pensava alla fame e all’amore, gli antichi nemici che qualche volta si alleavano, facendosi ombra a vicenda, fornendo alibi l’uno all’altra, nascondendosi tra loro e confondendo le idee a chi scavava alla ricerca del colpevole>>[3]

 

 

Nato dalla penna dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni[4], Ricciardi è il protagonista di una lunga serie di romanzi, e sinceramente non mi sento proprio di sceglierne solo uno, vanno letti tutti!

 

Possibilmente d’Inverno – anche se il Commissario ha avventure per tutte le stagioni[5] – su una poltrona coi braccioli, magari davanti a un caminetto col crepitio della legna in sottofondo che si mescola alla pioggia che batte sui vetri delle finestre.
Perché la malinconia di Ricciardi è contagiosa, ma in senso positivo, leggendo di lui viene nostalgia di un passato sempre migliore nei ricordi, viene voglia di rivedere vecchi amici, di scrivere lettere, di visitare Napoli e prendersi una bella sfogliatella al Gambrinus (suggerimento che vi consiglio di cogliere perché sono ec-ce-zio-na-li!!!) ; ogni romanzo è pura poesia, autentica emozione, un pugno e una carezza.
Lacrime e sorrisi.
ricciardi
Tralie Graphic
Ogni romanzo racconta un po’ della città, un po’ dell’uomo, e un po’ di noi…
Rassicurante.
Fastidioso.
Liberatorio.
Commovente.
Appassionante.
Doloroso.
Eccitante.
Rigenerante.
Come un buon libro deve essere …
…. e con Ricciardi di buoni libri ne avete una decina, perciò che aspettate, correte in libreria! (o su ibs)

 

 

 

«Il commissario Ricciardi, coi suoi occhi verdi, da angelo oppure da demone, costretti a vedere ciò che gli altri – i vivi – possono evitare, si muove ai margini di un confine. Noi abbiamo il privilegio, o la condanna, di condividere la sua stessa visione»[6].

 

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[1] Dal libro “Serenata senza nome”.
[2] Dal libro “Il senso del dolore”.
[3] Dal libro “Vipera”.
[4] Maurizio De Giovanni nasce nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Nel 2005 vince un concorso per giallisti esordienti con un racconto incentrato sulla figura del commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Il personaggio gli ispira un ciclo di romanzi, pubblicati da Einaudi Stile Libero. Nel 2012 esce per Mondadori Il metodo del Coccodrillo (Premio Scerbanenco), dove fa la sua comparsa l’ispettore Lojacono, ora fra i protagonisti della serie dei Bastardi di Pizzofalcone, ambientata nella Napoli contemporanea e pubblicata da Einaudi Stile Libero (nel 2013 è uscito il secondo romanzo della serie, Buio, nel 2014 il terzo, Gelo, e nel 2015 il quarto, Cuccioli). Nel 2014, sempre per Einaudi Stile Libero, de Giovanni ha pubblicato anche l’antologia Giochi criminali (con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli). Tutti i suoi libri sono tradotti o in corso di traduzione in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca e Stati Uniti. De Giovanni è anche autore di racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città, della quale è visceralmente tifoso, e di opere teatrali.
[5] Il commissario Ricciardi è apparso fino ad ora nei seguenti romanzi:
Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi, Fandango Libri, Einaudi Edizioni, 2007.
La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi, Fandango Libri, 2009.
Il posto di ognuno. L’estate del commissario Ricciardi, Fandango Libri, 2009.
Il giorno dei morti. L’autunno del commissario Ricciardi, Fandango Libri, 2010.
Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi, Einaudi, 2011.
L’omicidio Carosino. Le prime indagini del commissario Ricciardi, Cento Autori, 2012.
Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi, Einaudi, 2012.
In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi, Einaudi, 2014
Anime di Vetro. Falene per il commissario Ricciardi, Einaudi 2015
Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi, Einaudi 2016
Una Domenica con il commissario Ricciardi, Skira 2016
[6] Donato Carrisi, famoso giallista italiano, in un’intervista.

 


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