“Un Bouquet di Emozioni”

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<<Non mi fido, come la lavanda,
Mi difendo, come il rododendro
Sono sola, come la rosa bianca, e ho paura. E quando ho paura, lascio… >>[1]

 

 

Il giro delle stagioni ci riporta alla Primavera nel suo immenso splendore di vita e rinascita dopo il lungo e freddo Inverno. Le gonne si accorciano (sempre sei si è avuto il tempo di andare dall’estetista, si intende!), le mode cambiano, arriva la valanga di cerimonie che si accumulano tutte nello stesso ristretto periodo in cui si presume ci sia abbastanza sole da goderselo ma non troppo da maledire i festeggiati…, e i fiori sbocciano.
Essendo allergica ai pollini e associati ho sempre fatto in modo che al posto dei fiori nelle occasioni dovute ci fossero cioccolatini, libri o altri tipi di doni. Ma le rare volte che ho ricevuto degli omaggi floreali ho sempre avuto la curiosità di andarne a scoprirne il significato nascosto.
Perché i fiori hanno un linguaggio e ogni specie ha un suo specifico dizionario.
La maggior parte delle persone ignora tutto ciò, e questo spiega l’accozzaglia di messaggi incoerenti dei bouquet ricevuti.
Non che sia un’esperta, come ho detto e ripetuto, cerco di stare lontana da tutto ciò che potrebbe rivelarsi fatale della Primavera, ma dopo aver letto Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh qualcosa l’ho capita e penso che sarebbe davvero bello potersi parlare senza dire nemmeno una parola.

 

Mi piacerebbe poter dire di aver letto questo libro in un bel vivaio, in una serra o in un giardino botanico – nel quale sono stata in effetti una volta e per poco non mi seppellivano lì fra i rododendri e le camelie. bella-thorne-coffin Non esattamente un’esperienza che vorrei ripetere! – , ma in realtà l’ho letto a casa mentre ero influenzata e devo dire che è stata un’ottima compagnia. Il libro e il frullato tonificante[2] (che vi consiglio vivamente se come me siete sempre a corto di vitamine e sembrate pronti per un film horror in cui interpretare la parte dello zombie).

 

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Ammetto che la scelta di un libro che si basa sul linguaggio dei fiori nella stagione dei fiori non è proprio originale, ma la scelta era fra questo e il bugiardino del Telfast[3], quindi tutto sommato poteva andare peggio.
Quello che mi ha colpito subito di questo romanzo primaverile è che si presenta in libreria (o ibs) con 4 differenti versioni della copertina, ognuna con un fiore fra i quali scegliere, ciascuno appunto come sottolineavo, con il proprio significato:

 

<<Le rose per la grazia e l’eleganza, la camomilla per emergere dalle difficoltà, la gerbera come l’allegria di un’inattesa speranza e i buganvillea per la passione>>[4]

 

Victoria è una ragazza singolare e molto insicura. Abbandonata in fasce, è cresciuta tra una famiglia adottiva e l’altra e questo ha compromesso per sempre il suo mondo e le sue sicurezze: ha paura del contatto fisico e delle parole e si esprime con il linguaggio dei fiori che le ha insegnato Elizabeth, sua madre adottiva con la quale sembra riuscire ad aprirsi fino a un tragico incidente che le fa allontanare.
A 18 anni, libera dai vincoli legali, Victoria lavora come fioraia e conduce una vita apparentemente serena, ma i suoi timori sono sempre lì. Specie la sua paura più grande: quella di amare. Ma nella sua vita all’improvviso arriverà un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei… E da lì la sua vita cambierà per sempre.

 

No, non è una storia d’amore. Cioè sì, è anche una storia d’amore, ma non solo quello romantico, anzi, quella è la parte meno interessante, a me è sembrata fin da subito una storia madre-figlia.
Un rapporto complicato già normalmente, figuriamoci in una storia che parte da un abbandono. Un rapporto madre- figlia fra Victoria ed Elisabeth e fra Victoria e Hazel.

 

<<15_signs_your_mom_is_your_best_friend_5_Quella sera Hazel avrebbe dormito per la prima volta con me. Le avrei letto una storia e l’avrei cullata sulla sedia a dondolo. Poi avremmo cercato di addormentarci. Forse mia figlia si sarebbe sentita intimorita e io inadeguata, ma ci avremmo riprovato, una settimana dopo l’altra. >>[5]

 

È un romanzo sulle paure e sulle fragilità, sull’affrontare i propri demoni. Sulle scelte sbagliate, sull’eterno dubbio se il destino sia già scritto, e quindi siamo costretti a rifare gli stessi errori in perpetuo, o se invece siamo noi a cambiare la sorte con le nostre scelte quotidiane e possiamo cambiare, fare meglio, fare di più.
È un libro che fa riflettere molto sul tema dell’adozione, su quanto valgano i legami di sangue piuttosto che quelli che si costruiscono al di là di un rapporto biologico.
Eh sì, va bene, è anche un romanzo d’amore.

 

Venduto in 27 Paesi, è uscito in contemporanea in tutto il mondo, riscuotendo subito un successo di pubblico e critica: io lo consiglio in Maggio, per la festa della mamma, per ricordarci che al mondo c’è sempre qualcuno disposto a perdonare ogni nostro peccato.

 

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“Alla selve, alle foglie dei boschi è dolce primavera;

a primavera gonfia la terra avida di semi.
Allora il Cielo, padre onnipotente, scende
Con piogge fertili
E accende ogni suo germe. Gli arbusti risuonano
Del canto degli uccelli, i prati rinverdiscono.
E i campi si aprono: si sparge la tenera acqua;
ora al nuovo sole si affidano i nuovi germogli.”[6]

 

 


[1] Dal libro.
un bouquet di emozioni
Tralie Graphic

[2]

Frullato tonificante:
Ricco in vitamina C e vitamina A, per nutrire la pelle e renderla tonica e naturalmente luminosa.
Ingredienti:
– 1 pesca
– 8 fragole
– ½ tazza di lamponi
– 2 gambi di bieta o cavolo riccio
– 1 testa di lattuga romana
– 2 cucchiaino di semi di lino
– 1 cucchiaino di olio di cocco
– 1 pizzico di polvere di zenzero
Frullare gli ingredienti e ingurgitare fra una pagina e l’altra.
[3] Un antistaminico.
[4] Dal libro.
[5] Dal libro.
[6] Virgilio_ “E’ dolce Primavera”.

 

 

 

 

 

 


 


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