“Quando il Diavolo (vestito Prada) ti accarezza….”

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Immaginate la spiaggia a fine Estate, di mattina presto quando il sole è ancora clemente e la sabbia è umida per la nottata appena trascorsa, una bella coppa di gelato,  la giusta colonna sonora* per sentirsi come delle star in incognito, occhialoni da sole… e Il diavolo veste Prada”.
Il romanzo.
Ricordate quando vi ho detto di diffidare dai libri con le copertine troppo stile “Vogue”? ….. ops!
Beh, com’è che si dice… l’eccezione che fa la regola.

Eh sì, ancora una volta mi trovo a parlare di un libro di cui quasi sicuramente la maggior parte di voi avrà visto la trasposizione cinematografica! E ancora una volta vi invito a seguire il consiglio di tornare alla fonte e leggere il romanzo di Lauren Weisberger[1] ; anche perché, nonostante un cast stellare che adoro – voglio dire abbiamo Stanley Tucci, Emily Blunt, Anne Hathaway e lei.. la divina… Meryl Streep –  la scelta hollywoodiana è caduta nel cliché del “e vissero tutti felici e contenti”, con Andy che alla fine della fiera trova il lavoro dei suoi sogni, riconquista il fidanzato ecc; Miranda NON approverebbe !

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Fiori? Per la Primavera? AVANGUARDIA PURA

Nel libro invece (SPOILER SPOILER SPOILER) l’amore è perduto, famiglia e amici sono da riconquistare e il lavoro se lo suda.

La trama del libro è davvero semplice eppure cattura il lettore fin da subito: Andrea “Andy” Sachs è una neolaureata col sogno di diventare scrittrice che accetta di lavorare come seconda assistente di Miranda Priestly presso la rivista “Runway”. Il lavoro si rivela più arduo del previsto, la donna è infatti impossibile da soddisfare e risucchia poco a poco la giovane assistente nelle sue follie. Per accontentare il suo capo Andy è costretta (ma poi lo è davvero o è una sua scelta?) ad abbandonare gli amici, il fidanzato e la famiglia. Le situazioni in cui si ritrova la protagonista durante l’anno alla rivista sono rocambolesche, divertenti, rasentano il surreale. Non si può che ridacchiare alle spalle di questa povera stagista, provando però anche un po’ di compassione. La ragazza è un disastro, è maldestra e inopportuna, e noi l’adoriamo per questo. Ma arriviamo anche ad odiarla quando si trasforma in una delle tante “ticchettine” al servizio del diavolo; acquista sì sicurezza ma al prezzo della propria personalità.

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Ed è per questo, a mio parere, che vale la pena leggerlo: per la leggerezza, la frivolezza, l’incanto del mondo sbrilluccicoso che ci fa vivere; ma anche per la morale che si nasconde tra le pagine: l’importanza di distinguere fra ciò che si è e ciò che si fa: il non perdere noi stessi per un lavoro o una promessa di gloria. 
A tutti noi è capitato di trovarci di fronte a un dilemma etico di questo tipo, e per quanto sarebbe bello ottenere tutto, molto spesso bisogna fare delle scelte dolorose.
“I libri sono specchi riflettono ciò che abbiamo dentro”, diceva Julian ne L’ombra del Vento, e se questo è vero, e io credo proprio lo sia, allora come giudicheremo le scelte di Andy rispecchia come misuriamo le nostre.
Ad esempio, dopo la pubblicazione alcune ex assistenti di Vogue si sono schierate a favore del personaggio di Andy, scrivendo apprezzamenti sul realismo e la minuziosità con la quale descrive lo schiavismo al quale sono state sottoposte.

 

Ma non tutte sono state di questa opinione, un folto e agguerrito numero di ex assistenti e di assistenti ancora in carica presso Vogue e altre testate di moda all’avanguardia, si sono battute contro la diffusione del romanzo e del suo messaggio, ritenendosi offese dal modo in cui vengono sminuite e attaccando l’autrice ritenendola un’ingrata. Questo gruppo ha difeso il personaggio di Miranda (e quindi la Wintour) pubblicando pessime recensioni deIl diavolo veste Pradasui siti online di pubblicità.

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La Weisberger si è sempre difesa sostenendo che pur avendo preso ispirazione dal suo anno come stagista non ha mai avuto la pretesa di scrivere un libro-verità ma semplicemente un romanzo spensierato e divertente sulla vita dei neolaureati.
“Il diavolo veste Prada” non è un libretto di istruzioni sul mondo della moda, è un romanzo, e in quanto tale va letto e apprezzato.
Non va certo preso alla lettera!

È una lettura rivolta quasi del tutto al mondo femminile, non tanto per gli argomenti – trovo assurdo suddividere in categorie nette; come se gli uomini non potessero interessarsi alla moda o le donne alle corse d’auto– quanto per il punto di vista, è una narrazione di una ragazza per un’audience di giovani donne che possano capirla e sostenerla (e diciamocelo, criticarla!).
Per quanto io non sia la classica ragazza che va in brodo di giuggiole davanti alla prospettiva di un pomeriggio di shopping, anzi, più di una volta mi sono finta influenzata per evitarli, devo ammettere che leggendo questo libro mi è venuta voglia di vestirmi meglio, di curare i dettagli, fare la manicure, comprare gioielli, i cappelli, le borse, le scarpe… ah le scarpe……..

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…. poi mi sono affacciata alle vetrine, ho visto i prezzi, e sono tornata in me!


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[1] Una curiosità sull’autrice: tutte le copertine dei suoi romanzi hanno delle scarpe col tacco vertiginoso come immagine principale, un po’ a sottolineare il suo legame col mondo della moda, e un tributo costante al romanzo che le ha fatto avere così tanto successo!

*


4 thoughts on ““Quando il Diavolo (vestito Prada) ti accarezza….”

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