“Braggot, Pioggia & Magia”

La prima pioggia autunnale dopo l’estate è come uno specchio in frantumi, riflette ogni più piccola emozione, dal sollievo del primo fresco alla malinconia per le giornate assolate che ci lasciamo alle spalle. Dal terrore delle ore che si accorciano, al conforto per una stagione ricca di prospettive.

eashstregn-2 È la stagione dell’uva, delle zucche, dei colori più intensi.

E dei bei libri.

In realtà ogni stagione è giusta per dei bei libri, ma sarete d’accordo con me che la pioggia e il primo fresco è il clima ideale per un genere in particolare: il fantasy, con le sue atmosfere magiche, gli esseri sovrannaturali, i misteri ineffabili.

Il fantasy è forse il genere letterario più ampio e variegato, ci sono talmente tante sotto categorie[1] da far girare la testa, però ci sono dei punti cardine che non possono proprio mancare: l’eroe, il villain (molto spesso confusi uno con l’altro), e la magia!

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Sul mito di Avalon, Camelot e sul Ciclo Arturiano[2] di romanzi ce ne sono a iosa, ci si potrebbe riempire un’intera libreria, per non parlare delle variazioni mediatiche come le serie tv, i film, perfino la Disney ha detto la propria a riguardo con “La spada nella roccia” e il mitico Anacleto.

Personalmente sogno di scriverci un enorme, favoloso, musical. Uno di quelli alla Broadway, nel frattempo però… resto con i piedi per terra e gli occhi sui libri.

Quella di Marion Zimmer Bradley[3], “Le nebbie di Avalon” è, al momento, la versione che preferisco, perché rivede le leggende del Ciclo Arturiano da un punto di vista tutto femminile.
L’eroe, anzi, l’eroina è Morgana. Ed è anche il nostro villain (come vi dicevo nel fantasy capire da che lato sta il bene e il male non è sempre facile), la magia è quella di Avalon e delle sue sacerdotesse del Lago (riconducibili al moderno credo religioso Wicca[4]).

“Le donne moderne sono cresciute con miti e leggende in cui gli eroi sono uomini che fanno le cose importanti mentre le donne li ammirano standosene da parte. Ristabilire quindi il ruolo di personaggi come Morgana o la Dama del Lago come protagoniste essenziali di queste storie è,io credo, di estrema importanza”[5]

 

Il romanzo fa parte di un ciclo, ma a mio giudizio è l’unico davvero bello della saga, quello più affascinante, più coinvolgente!
Il ritmo della lettura è un po’ lento con molte anticipazioni ed ellissi, ma la storia è entusiasmante e il linguaggio semplice, scorrevole, la Bradley porta tutti i personaggi fuori dalla mitologia e li inserisce in un contesto più reale e più vicino al lettore.  Molto ben raccontati sono i riti di Avalon per le feste tradizionali e non manca un sottile velo di sensualità nelle scene d’amore.

 

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L’ideale per leggere questo romanzo sarebbe andare a Glastonbury, una piccola città nel Somerset (Inghilterra) dove la leggenda vuole che ci siano le mitologiche tombe di Ginevra e del suo inseparabile Re Artù! E che sotto le pendici della Collina si nasconda l’ingresso per la magica Avalon, o che proprio la collina stessa sia il luogo mistico in questione, dato che in passato era circondata dall’acqua, come un’isola.

Avalon sarebbe, sempre secondo le leggende, il luogo percorso da Gesù e da Giuseppe d’Arimatea e quello dove l’uomo avrebbe preso il sangue di Cristo e l’avrebbe versato in una coppa di legno (il Santo Graal), per  rifugiarsi e fondare la prima chiesa della Britannia.

<<I Sacri Emblemi  dei druidi, custoditi ad Avalon da quando i romani avevano bruciato i boschi sacri… piatto, coppa, spada e lancia, simboli dei quattro elementi: il piatto della terra, la coppa dell’acqua, la spada del fuoco, la lancia o lo scettro dell’aria..>>[6]

Ma capisco che sia alquanto dispendioso andarsene fino in Gran Bretagna per leggere un romanzo, perciò se siete avventurosi (e residenti a Roma) vi suggerisco di fare un salto all’Avalon o in qualsiasi locale con atmosfere medieval-gotiche della vostra città, in cui assaporare i cibi, gli odori, le usanze e le atmosfere del romanzo.

 

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Ma, se siete fra quelli che ai primi grigiumi autunnali si rifugiano in casa e leggono solo in groppa a comodi divani, vi suggerisco una colonna sonora adeguata*  e la bevanda giusta: la Braggot, una bevanda tipica dei paesi nordici, a base di birra e spezie, rigorosamente servita calda.

 


Ingredienti per la Braggot:
– 0,750  l di birra non pastorizzata, ad alta gradazione alcolica e, soprattutto, poco luppolata.

– 100 g di miele millefiori
– 1/2  cucchiaino di  cannella
– 1/2  cucchiaino di chiodi di garofano
– 1/2  cucchiaino di pepe
– idromele a piacere (q.b.)
Preparazione:
Portiamo ad ebollizione 0,75 l di birra con il miele, aggiungiamo le spezie e togliamo dal fuoco. Lasciamo intiepidire la miscela mescolando di tanto in tanto. Togliamo infine le spezie e gustiamo ancora calda.

 

<<Avalon sarà  sempre accessibile per chi saprà  trovare la strada: ma se l’umanità  non vi riesce, allora forse questo è il segno che non è  pronta.>>[7]

 

 


Curiosità:
Le Nebbie di Avalon ha avuto una trasposizione televisiva in una miniserie nel 2001 diretta da Uli Edel, trasmessa poi in Italia nel 2004, con protagonista Julianna Margulies (l’ex infermiera Carol Hathaway in E.R. – Medici in Prima Linea) nel ruolo di Morgana e la carismatica Anjelica Huston nella parte di Viviana, la Dama del Lago.

 


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[1] http://leganerd.com/2014/05/30/generi-fantasy/ vi rimando qui per un approfondimento sull’argomento.
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Materia_di_Britannia per un approfondimento.
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Marion_Zimmer_Bradley .
[4] Fondata sul culto della natura, dei suoi cicli e della vita stessa, dove non esistono regole imposte dalla divinità. Ognuno è libero di seguire i propri sogni e aspirazioni, con l’unica e inscindibile clausola di non fare del male al prossimo. Si basa essenzialmente su antichi culti sciamanici, sulle antiche religioni animiste e sulle credenze druidiche, con alcuni richiami alle filosofie e alle religioni orientali.
Per saperne di più vi invito a consultare il sito:  http://www.croponline.org/wicca.htm .
[5] M. Zimmer Bradley in un saggio del 1986.
[6] Dal libro.
[7] Dal libro.

 

 

 


3 thoughts on ““Braggot, Pioggia & Magia”

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