“L’Altra Alice”

La definizione di un libro “pesante” o “leggero” mi fa sempre venire in mente l’immagine di un grosso tomo scritto su carta 90 gr/m2 o, viceversa, su fogli di carta velina.
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So benissimo che invece ci si riferisce alla trama, e anche io lo uso come termine a volte, ma continua a venirmi in mente questa caricatura.
Perché cos’è che fa di una storia un libro “pesante” o “leggero”? di certo non la lunghezza, né il numero degli intrighi, forse il tipo di narrazione?
Per me, è la soggettività.
Non nego che ci siano dei libri oggettivamente più difficili, scritti in linguaggio aulico, molto arzigogolati, ma credo che se ci si appassiona anche quelli diventano improvvisamente leggeri.
Non sto divagando, è che il libro che vorrei consigliare è stato definito dalla critica “leggero” e “frizzante”, ma non vorrei che questo lo sminuisse.
giphy4Fatto sta che io l’ho raccomandato a chiunque conosco per isolarsi dal caos metropolitano, soprattutto se si è pendolari e si passa molto tempo sui mezzi pubblici, allora si può sgomitare un po’ per trovare un posticino a sedere, prendere l’ipod, inserire un po’ di musica così che nessuno attacchi bottone e godersi questo romanzo “leggero” che è L’allieva di Alessia Gazzola – magari accompagnando la lettura con una “Gassosa di Fata Holda[1] che ha anche proprietà rinforzanti e antiallergiche.
Lo trovate nel reparto “gialli” nelle librerie ma vi avverto subito: se siete alla ricerca del “giallo classico” alla Agatha Cristie, non è questo il caso. In questo libro le indagini (purtroppo) ricoprono un ruolo abbastanza marginale.
L’intrigo c’è ed è anche molto succulento: una giovane vittima dalla personalità controversa, personaggi della ricca borghesia romana su cui indagare, una morte controversa anche nei modi. La Gazzola però privilegia la linea romantica lasciando agli sviluppi del mistero poco più del ruolo di condimento al triangolo amoroso Alice-Arthur-Claudio.
Perché mi è piaciuto così tanto allora? La risposta è semplice: l’autrice è al suo esordio ma a me pare di conoscerla da sempre! Fin dall’incipit mi sono ritrovata immersa nella storia e a conoscere i personaggi come se questo fosse l’ennesimo libro scritto da lei che leggo. È stato rilassante, appagante, riuscire a entrare nella storia fin dalle primissime battute.
Ho letteralmente ingurgitato questo libro, l’ho cominciato un sabato sul treno e il lunedì in metropolitana l’avevo già finito.
20160725_slow_reader_behindPer fortuna ho scoperto che Alessia, scusate se mi prendo confidenza ma sembra davvero una mia amica, ne ha scritti altri su quella che ho ribattezzatoL’Altra Alice”. Si perché la Alice del mio cuore rimane quella di Wonderland, ma questa Alice mi ha conquistato quasi allo stesso modo. E in ogni romanzo aggiunge un po’ di più la parte delle indagini senza mai tralasciare la storia sentimentale. La Gazzola è una scrittrice che non si è lasciata cullare dal successo del romanzo di debutto, ma che anzi sta davvero crescendo storia dopo storia, con una protagonista buffa ma intelligente che ci piace! Il modo in cui parla della vita di una specializzanda in Medicina Legale è così coinvolgente che sembra di esserlo anche noi, studenti imbranati alle prese con capi str** e orari impossibili.
Tutti noi, prima o poi nella vita, ci siamo ritrovati subordinati a qualcuno pur di riuscire nelle nostre ambizioni, Alice è tutti noi, e noi non possiamo che tifare per lei!
Un po’ Bridget Jones un po’ Kay Scarpetta senza però mai copiare, semplicemente mi è sembrato che le omaggi e ne faccia un mix perfetto per un lettore moderno che ha voglia di evadere un po’ senza dover rinunciare a quel tocco di mistero a tinte gialle.

 


lallieva
Tralie Graphic
[1] Ingredienti (la ricetta è presa da internet)
– 1 busta di fiori di sambuco
– 5 limoni non trattati possibilmente raccolti di fresco
– 10 litri di acqua filtrata o decantata o di fonte
– 2 baccelli di vaniglia
– 1 chilo di miele di acacia
– 1 pochino di alcol buongusto per la sterilizzazione
Procedimento
Prepariamo una bacinella con 10 litri di acqua che lasceremo decantare, prendiamo 5 limoni non trattati e li tagliamo in fette sottili; uniamo limoni, il contenuto dei baccelli di vaniglia, l’acqua, il miele ed i fiori, poi copriamo con un canovaccio pulito fissandolo con delle mollette.
Dobbiamo avere delle bottiglie con il tappo a vite (come quelle dei succhi di frutta al bar, per capirci), laviamole bene
e – dopo 24 ore di macerazione -con un colino ampio, peschiamo i fiori il limone ed i baccelli e lo travasiamo nelle bottiglie con un imbuto foderato di stoffa, tappiamo la bottiglia e riponiamola in un luogo fresco e buio per 1 mese.
n.b. Questo Autunno uscirà una fiction ispirata a questo libro, non fatevi tentare! Leggete prima la versione originale e poi approcciate la trasposizione o sono sicura che vi perderete tantissimo della sagace ironia con la quale è scritto il romanzo.

3 thoughts on ““L’Altra Alice”

  1. Alice è una di noi. Autoironica, impacciata, testarda. Leggendo i suoi libri ci fa rivivere con nostalgia gli anni passati da studenti.
    Li ho sempre letti avidamente e quando rientravo per riprendere la lettura avevo la stessa sensazione di quando a casa mi aspettava qualcosa di buonissimo da mangiare. L’allieva, l’ho regalato ad amici che quasi non leggevano e tutti mi hanno ringraziato e hanno preso anche gli alti.

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