I Classici: “Il ritratto di Dorian Gray”

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“Gli piace indubbiamente” rispose Lord Henry. “A chi non piacerebbe? È una delle migliori opere dell’arte moderna. Vi offro in cambio tutto quello che vi piaccia chiedermi. Desidero possederla.”
“Non mi appartiene, Henry.”
“E di chi è?”
“Di Dorian, naturalmente” rispose il pittore.
“Fortunato mortale!”
“Com’è tragico” mormorò Dorian Gray, gli occhi fissi sul suo ritratto “com’è tragico! Io diventerò vecchio, brutto, ripugnante. E questa immagine rimarrà sempre giovane. Giovane quale io sono in questa giornata di Giugno. Oh, se si potesse realizzare il contrario! Se io dovessi rimanere sempre giovane, e il ritratto diventasse vecchio! Per questo, per questo, darei qualunque cosa! Darei la cosa più preziosa del mondo! Darei anche la mia anima per questo!”.[1]

 

 

Venerdì 20 giugno 1890, Oscar Wilde[2] dà alle stampe la prima versione de Il ritratto di Dorian Gray: la straordinaria storia del giovane Dorian che vive nella Londra vittoriana e che ama la bellezza sopra ogni cosa. Il romanzo è considerato ancora oggi il manifesto dell’Estetismo e della poetica dell’art for art’s sake, per cui l’espressione artistica è libera e indipendente dai principi della morale.

 

“Viviamo in un’epoca dove le cose superflue sono le nostre uniche necessità.”[3]

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1890, eppure non potrebbe esserci romanzo più attuale! L’epoca in cui viviamo non è forse improntata sull’immagine? Non è l’apparenza a contare (quasi) più della sostanza?
Dorian decide di restare giovane per sempre, bello per sempre. È disposto a pagare un prezzo altissimo per questo, e sono sicura che tutti noi siamo pronti a giudicarlo, additarlo come superficiale, diabolico, ad innalzarci sul pulpito e dichiararci migliori.
Ma se ci venisse data la possibilità di farla franca da ogni peccato, infrazione, maldicenza?
Se a pagare per i nostri peccati fosse un quadro?
Saremmo ancora così moralisti? Resteremmo comunque ancorati al nostro giudizio?

 

 

Ecco perché bisogna leggere questo grande classico, lasciamo da parte l’importanza storica ed artistica, è per rispondere a queste domande.
Inizialmente Dorian è lusingato da questa promessa di eternità, ma ben presto sviluppa un rapporto morboso con il dipinto di Basil: da un lato la detesta e ne ètumblr_lyikegzbzi1r92ex0o1_500 disgustato, ma dall’altro ne è inconsciamente attratto, tanto da non riuscire a stare troppo lontano da lei.
La storia del protagonista, si sa, non finisce bene, nonostante questo continuiamo a ricercare se non la vita eterna, almeno l’eterna giovinezza: la possibilità di vivere di più e meglio. E lo facciamo con strumenti diversi e appropriati come la medicina e la ricerca scientifica invece che incantesimi, pozioni e sortilegi, ma anche con mezzi meno nobili come i video, le foto, spinti dal bisogno di popolarità, dei cinque minuti di notorietà non-importa-per-quale-motivo.
Sto ovviamente generalizzando, ognuno in coscienza potrà riconoscersi o non in questo; ma sono convinta che Dorian Gray ci rassomigli molto più di quanto siamo disposti ad ammettere, ed è per questo che continuano a farci trasposizioni cinematografiche più o meno fedeli – Una curiosità: nonostante nel libro sia accuratamente descritto come “un ragazzo dai riccioli dorati”, in molte trasposizioni i registi hanno scelto di rappresentarlo moro perché il biondo è stato considerato troppo angelico. Ma non era forse questo lo scopo di Wilde??? Provare che l’apparenza inganna?!! –  e che il romanzo rimane attuale nonostante i due secoli intercorsi.

 

“Sono solo le persone superficiali ad avere bisogno di anni per liberarsi da un’emozione. Un uomo che sia padrone di se stesso può porre fine a un dolore con tanta facilità quanto può inventarsi un piacere. Non voglio essere in balia delle mie emozioni. Voglio servirmene, goderle e dominarle.”[4]

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[1] Dal romanzo.
[2] Wilde, biografia. .
[3] Dal romanzo.
[4] Dal romanzo.

 


4 thoughts on “I Classici: “Il ritratto di Dorian Gray”

  1. Quando si tratta di classici si ha sempre la sensazione di averli già letti. Io mi sono reso conto di conoscerli a tratti, ricordi del periodo scolastico, perciò quando qualcuno me li ricorda, il mio primo pensiero e di leggerli o rileggerli. Grazie

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  2. L’ho letto e ricordo che mi affascinò moltissimo…. La narrativa di Wilde riuscì a fare quello che ogni un buon libro, secondo me, dovrebbe fare: farti sentire dentro il libro. Wilde é spregiudicato e sfacciato, ma cosi vero! Ognuno di noi che ha coscienza di vivere su questa terra amerebbe servirsi, godere e dominare le emozioni che, belle o brutte, sono l’essenza della vita. Sono la prova che esistiamo!

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