“London Calling: La Trilogia di Cormoran Strike”

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Tralie Graphic

Londra è una delle città che preferisco al mondo. Ci sono stata 9 volte, in tutte le stagioni, ci ho anche vissuto per un po’: l’ho vista nella nebbia di Ottobre, sotto la neve di Gennaio, nella pioggia di Agosto e nell’afa di Giugno.

Ho esplorato la parte turistica e quella di chi ci vive, sono stata nei quartieri ricchi e in quelli poveri.
Mi sono innamorata degli accenti dei passanti e dei colori bizzarri, mi sono adattata al cibo, alla temperatura un po’ meno.

Non è sempre stato così, in realtà la prima volta ci sono andata per studiare, ero in uno di quei gruppi estivi organizzati dal lavoro di mio padre. Un’occasione per farsi nuovi amici più che altro.
Non pensavo che mi sarei infatuata così tanto di questa città. Ma come poteva essere altrimenti? Con le sue mille culture e odori e rumori. Una città caotica e chiassosa, fredda, nuvolosa. Eppure magica, allegra, piena d’arte e d’artisti, di musica, di bevande calde e di teatri!
Dio, quanti teatri!
Da quella prima volta sono passati 20 anni!
E Londra continua ad affascinarmi, chiamarmi a sé. Mi sento una falena che non può resisterle. Cerco di andarci più che posso, ma quando non mi è possibile trovo sollievo nel leggere di lei, di questa città assurda e piena di contraddizioni.

Di scrittori inglesi potrei suggerirne triliardi, ma per ora mi limito a quella che mi accompagna da quasi due decadi con i suoi romanzi e le sue descrizioni così preziose: J.K.Rowling, conosciutissima per la saga di Harry Potter, ma che non tutti sanno ha scritto una trilogia[1] (destinata ad espandersi) crime sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith con protagonista l’investigatore privato Cormoran Strike, veterano della guerra in Afghanistan.

big-ben-dream-england-gif-favim-com-1608233Niente maghetti e bacchette, ma una Londra misteriosa e piena di crimine, nella quale ci si abitua facilmente alle brutte nuove e in cui un omone con una protesi e un carattere burbero come Strike riesce a passare inosservato.

Cormoran (che le persone continuano a chiamare Cameron) è il figlio di una groopie e un famoso cantante rock, tuttavia ha sempre cercato di cavarsela senza i soldi (e la fama) del padre, e per questo si ritrova a vivere dove lavora, squattrinato e disadattato. Finché non arriva una giovane assistente e un caso davvero succulento – l’omicidio di una celebrità – a risvegliarlo dal torpore.

Quello che ho adorato di questa nuova saga nata dalla penna della zia Jo – come amiamo chiamarla noi Potterheads– è che tutti i luoghi che descrive sono facilmente rintracciabili. Ad esempio l’ufficio di investigazione di Strike è giphy6descritto in Denmark Street, all’angolo con Tottenham Court Road, nel centro di Londra, una strada piena di negozi e traffico. E l’edificio esiste, nella realtà è un Club molto simile a quello che viene descritto come il pub preferito di Strike con un’atmosfera vittoriana, e pareti di legno e ottone. Così come è possibile bere la birra preferita da Cormoran: la Doom Bar[2].

 

Se amate Londra almeno la metà di quanto la adoro io, allora vi consiglio vivamente di allacciare la cintura e viaggiare con Strike per le sue vie contorte e impenetrabili[3].

 


[1] Il richiamo del Cuculo”, “Il Baco da seta” e “La via del Male sono i titoli per ora disponibili.
[2] https://www.sharpsbrewery.co.uk/our-beers/doom-bar.html
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Tom Burke
[3 Curiosità: La trasposizione televisiva dei romanzi andrà in onda su BBC One nel 2018, a dare il volto a Cormoran Strike sarà Tom Burke.

 

 

 

 



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