“Un albero, un plaid & profumo di Battenberg cake”

«Nel complesso si può essere soddisfatti della mia esibizione di oggi. Forse una parte di me ha ancora voglia di farsi riconoscere, ma il brivido del pericolo è stato vivo tutto il giorno, mentre cercavo di non ostentare troppa familiarità con gli edifici, le regole, le persone»[1]

Voi ci credete nella magia?
Non parlo della lettura della mano o delle cialtronerie da quattro soldi. tumblr_o7qhgwlrcs1uxbjjso1_500Intendo la magia, quella vera, quella che ti fa essere in due posti contemporaneamente per esempio.
Io sì.
Perché quando leggo sono in tre luoghi allo stesso tempo: quello fisico, quello del romanzo, e quello nella mia testa.
Non succede sempre, non con tutti i libri, ci deve essere un’alchimia particolare, un certo tipo di scrittura, la trama deve essere molto accattivante, in grado di portarmi via, di farmi dimenticare il qui e ora.

«L’insegnamento è una partita di inganni, certo; ma ci vuole un giocatore migliore di Knight per darmi scacco.»[2]

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“La scuola dei desideri”[3] è ambientato nel Nord dell’Inghilterra, e pur non essendoci ancora mai stata di persona, mi è subito stato chiaro ogni paesaggio, via, negozio, valle o piazza descritti.
Ero lì.
Ed ero qui, a Roma, nel bel mezzo di Villa Borghese, circondata da pattinatori acrobati, gelatai, bambini. E allo stesso tempo avvolta nel silenzio, catturata dalla narrazione a due voci del libro.
Ricordo l’albero sotto il quale mettevo il plaid, e ricordo il profumo di Battenberg cake[4].Eppure quando sono tornata questa Primavera, non c’era né l’uno né l’altro.

« “Fantasmi?” ho suggerito subdolamente. Non mi ha ricambiato il sorriso. “Certo”, ha detto. “Quel maledetto posto ne è pieno”»[5]

Il primo narratore è il professor Straitley, il secondo invece espone molti particolari riguardo se stesso, la sua infanzia e la scuola, ma non ci dice la sua l’identità. Sappiamo che è qualcuno che al momento è nella scuola, ma non sappiamo chi sia.

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Joanne Harris è stata bravissima nel bilanciare aggettivi, pose, caratterizzazione, affinché il lettore venisse catturato e incuriosito da questo misterioso narratore fino al colpo di scena finale.
È una lettura inarrestabile, capace di farti vivere nel libro, cercando di anticipare le prossime mosse di questa astuta partita a scacchi fra le due voci narranti.
Non è forse magia questa?

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[1] Dal romanzo.
[2] Dal romanzo.
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Tralie Graphic
[3] A St. Oswald, esclusivo collegio maschile nel Nord dell’Inghilterra, inizia il nuovo anno scolastico. Si respira aria di cambiamenti: nuove tecnologie, nuovi insegnanti… Ma a minacciare la scuola sono ben altri contrattempi. Tutto comincia con una serie di incidenti, dapprima insignificanti e quasi comici, poi sempre più gravi e inquietanti. Robert Straitley, l’anziano professore di latino, è l’unico che appare in grado di contrastare questo crescendo di violenza, perché conosce St. Oswald e la sua storia, e anche quei segreti che in molti hanno preferito nascondere per salvare il buon nome dell’istituto.
[4] La ricetta della torta.
[5] Dal romanzo.

 


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