“Ago e Filo (ovvero, Non ci sono più i rimorchi di una volta)”

“Ciao, hai ago e filo? Vorrei attaccare bottone.”

Dopo aver letto questa frase su facebook, ho seriamente pensato di chiudere baracca e burattini e ciao. Fine dei giochi, me ne vado in convento.
Sì perché le donne proprio non mi attraggono, ma se il livello di corteggiamento degli uomini è sceso a tanto, forse la clausura non è solo un’opzione ma addirittura una di quelle più auspicabili.
Poi però mi sono resa conto che Qualcuno avrebbe potuto obiettare un pizzico dato il mio rapporto a dir poco altalenante con la religione, e il mio carattere non avvezzo ai regolamenti troppo rigidi.
E poi la sveglia alle 5 per le Lodi?

Machimelofafare?!?!

 

 

 

Però la questione rimane. Che fine hanno fatto i “rimorchi” di una volta? Non parlo di chissà quale arzigogolamento che a forza di girare attorno ti ci strozzi da solo, no, ma delle care, vecchie frasi semplici e dirette tipo “ciao, ti va un caffè?” o “ti ho vista qui e ho pensato di sedermi accanto a te, posso?”.
Non è difficile!
Mal che vada ti arriva un rifiuto ma non la conoscevi prima non la conosci ora quindi chissenefotte, no?
Il punto fondamentale secondo me è che non c’è più il vis à vis. Ora mi sembro mia nonna quando mi raccontava dei suoi tempi, ma veramente mi sento spiazzata!
Io uscivo praticamente ogni venerdì e sabato, qualche volta che i genitori erano di bona, anche la domenica… e sempre, dico sempre, c’era un ragazzo che ci lasciava il numero, che ci offriva una bibita o che veniva a scherzare con me o una delle mie amiche.
Sempre!
A volte era perfino fastidioso perché magari stavamo ciarlando di qualcosa o qualcuno e loro ci interrompevano, e non è che eravamo le più belle di Roma, mai pensato. È che c’era trippa per tutti!
Ora dove sono?

Le ragazze escono ancora, o aspettano che il ragazzo le vada a cercare su twitter, instagram, facebook, e via discorrendo?
E i ragazzi se si trovano di fronte una ragazza in carne ed ossa, sono ancora capaci di approcciare senza frasi oscene (in qualsiasi senso perché quella dei bottoni non sarà volgare ma fa gelare il sangue!), o senza un supporto digitale conoscersi è diventato impossibile?
Non che sia obbligatorio avere una relazione, intendiamoci, io poi sono la Regina delle NON-RELAZIONI, quando poco poco trovo uno che mi piace, che mi piace davvero intendo, in casa mia si stappa lo champagne. E si fanno scommesse su quanto durerà. Quanto ci metterà Gioia stavolta a mandare tutto alle ortiche?
È che l’antistaminico contro l’appiccicume da fidanzamento ancora non l’hanno inventato.
Quindi non è perché, come mia nonna all’epoca, penso che ci si debba per forza maritare, è che se ormai si flirta solo attraverso i like, cosa si racconta alle amiche? La frizzantezza dell’approccio, l’imbarazzo e l’eccitazione dei primi appuntamenti è l’unica parte bella secondo me, e se si è persa cosa rimane?
È vero che non esco affatto più ogni venerdì e sabato, e se è di bona, la domenica si dorme e si dedica al recupero dei tf, per cui non posso dare tutta la colpa ai social o al genere maschile!
Ma se uscissi, cosa troverei? 
Qualcuno verrebbe accanto a me al bancone del bar a fare una battuta scema?
Forse ormai sono fuori quota.
Ma se mi sedessi di nuovo sui gradini di Piazza di Spagna come quando ero giovane (….), vedrei un gruppo di ragazzini tentare un approccio più o meno intelligente, più o meno simpatico o semplice con un gruppo di ragazzine? O starebbero tutti con il naso sul proprio cellulare a cercarsi su Tinder?
Direi che l’unico modo di scoprirlo è con la prova scientifica: si deve uscire. 

 

 

IMG_3568
Piazza di Spagna – Roma
WHAT THE HELL????? Vuota!
Come è possibile?
Ok, fa freddino, ok è primo pomeriggio, ma…..
C’è forse un ordine restrittivo di cui non sono a conoscenza?
Sono davvero triste.
Forse, è esattamente la prova che mi serviva. Non ci si “rimorchia” più per le strade. Il che vuol dire che l’idea del convento è di nuovo in gioco!
Passeggio un po’ in mezzo ai turisti, ai negozianti quasi tutti stranieri, qualche ragazzo c’è, ma per conto suo. Qualche ragazza c’è, ma straparla con le amiche e non si guarda minimamente intorno.
Che importa, tanto poi ci penserà un’App ad accoppiarli.
Mi sento stanca. E vecchia.
Mi siedo sui gradoni impolverati, mi stringo nel cappotto e ripenso all’Innominato (soprannome preso da “I promessi sposi” ma che col personaggio non c’entrava proprio un ciufolo a ripensarci!) . Mi lamento tanto degli approcci di oggi, ma a riesaminare bene… non è che “ai miei tempi” fossero tutti così svegli.
Di sicuro non lo era l’Innominato….
Stessa scuola, perciò occasioni di vedersi, parlarsi, flirtare, concludere, ce ne sarebbero state tipo un trilione.
Lo sapeva la mia migliore amica di allora che lui mi piaceva. Lo sapeva il suo migliore amico di allora che a lui piacevo. Veramente lo sapevano pure tutti gli altri. Pure i professori, pure quelli delle altre classi. Lo sapevano anche i muri a dirla tutta.
Però io glielo esplicitavo solo quando lui era fidanzato con un’altra. E lui si avvicinava un po’ a me quando ero già impegnata con un altro.
Così, per tutto il Liceo.
Nemmeno le gite sono riuscite a far succedere qualcosa di più che frasi smozzicate e stupide scuse per stare vicini.
Nemmeno gli esami e la consapevolezza che volendo potevamo non vederci mai più, amici in comune erano già rimasti pochi.
Niente.
Ci sono voluti 9 anni, 6 altre relazioni, 2 bicchieri 
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e 1 grossa, immensa, imbarazzante e furiosa lite perché mi baciasse
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per scoprire che (ormai) eravamo meglio come amici.
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(Perché in tutto quel tempo non l’avessi fatto io? Non lo so. Me lo sono sempre chiesta, non sono mai stata il tipo troppo legata all’etichetta del maschio alpha. Però con lui non ci sono mai riuscita.)

 

Quindi forse chissà, la tecnologia non è poi tanto peggio. Magari è solo un modo diverso di conoscersi,… apro una delle tante App, leggo qualche presentazione di aspiranti appuntamenti fra i 27 e i 37 anni.
23_ Ago e Filo
Diocenescampieliberi!

 

Sì, decisamente la tecnologia è molto peggio!

 

 


4 thoughts on ““Ago e Filo (ovvero, Non ci sono più i rimorchi di una volta)”

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