“Parole, Segreti & Pioggia Viola”

Devo ammetterlo, ho fatto il tipico errore che vi raccomando sempre di non commettere: ho scelto il libro dalla copertina! Ma dovete capirmi: un libro con sopra dei libri! Come potevo resistere? Io. La rinomata bookaholic????

Sono stata fortunata, perché di libri 27_la tredicesima storiacon copertine del genere scritti coi piedi ne sono pieni gli scaffali, ma in questo mercatino di libri usati ho trovato questo volumetto davvero niente male.


Ok prima di tutto prepariamo una bella Naked Cake con la ricetta di Caramello Salato, sistemiamoci sul dondolo nel patio (in assenza del quale potete girare come dei pazzi per tutta la città/paese finché non ne trovate uno, chi sa che facciate anche amicizia col legittimo proprietario… oppure cercate un parco gioco e muniti di antistaminici, antizanzare e walkman*… o per i più moderni l’ipod, oppure costruitevene uno! è indispensabile che si dondoli per leggere questo romanzo!) con un cesto da pic nic nel quale oltre alla torta ci sarà una bevanda allo zenzero (fatte scoprire da mia madre che ne va matta, personalmente riesco a bere solo la tisana zenzero e limone ma fate vobis). 

Come dicevo, è vitale il movimento ondulatorio della lettura – che se soffrite il mal di mare è la morte sua… – perché ci immergiamo in vari piani di lettura e una posizione troppo statica potrebbe essere controproducente.
No, il letto non va bene, pigroni!
E nemmeno il water, che normalmente è un ottimo luogo per leggere in pace, ma non per questa storia.
Qui si necessita dei colori e i rumori della Primavera come sfondo e di dolce a portata di braccio (quello libero dal libro).

“Avete presente quando cominciate a leggere un nuovo libro prima che la membrana di quello precedente abbia avuto il tempo di richiudersi dietro di voi? Quando lasciate il vecchio libro avete idee, argomenti – perfino personaggi – impigliati nelle fibre dei vestiti e, aprendo quello nuovo, scoprite che sono ancora con voi.[1]

Due donne, Vida e Margareth, una storia, la tredicesima appunto, che le fa incontrare e le mette una contro l’altra, una accanto all’altra. Come posso descrivervi questo romanzo in una sola parola? Magnetico. 
Senza comprendere il perché, ci si trova attratti dalle pieghe della storia . Le parole, scritte in uno stile “Brontiano” hanno il potere di inchiodarti alle pagine, sono così stimolanti da sembrare quelle di un sortilegio.

“Quanto tempo rimasi seduta sulle scale dopo aver letto la lettera? Non lo so. Ero stregata. Le parole hanno un non so che. In mani esperte, adoperate con maestria, ti fanno prigioniero. Ti si attorcigliano intorno alle membra come la tela di un ragno e, quando sei così soggiogato da non riuscire più a muoverti, ti trafiggono la pelle, ti entrano nel sangue, ti atrofizzano i pensieri. Operano dentro di te come una magia.
Quando, alla fine, tornai in me, riuscii solo a immaginare quello che era successo nel buio del mio inconscio. Che cosa mi aveva fatto quella lettera’”[2]

Mentre lo leggevo mi sembrava che ogni brano fosse foderato dalla polvere del tempo, come se fosse una storia che potesse essere ambientata in qualsiasi epoca. Il titolo è evocativo, “La tredicesima storia”, ce ne saranno altre dodici? Mi chiedevo, e se lo chiede anche Meg mentre ascolta Vida e la sua unica storia inedita, la tredicesima, la più pericolosa.

Non è un mistero che nella cultura anglosassone il 13 sia un numero sfortunato, e infatti ricorre spesso associato ad eventi catastrofici. Perciò ero davvero curiosa di leggere questa tredicesima in particolare.

Tanto pathos, e una misurata introspezione, sono alla base di questo romanzo al femminile, ma decisamente consigliato anche ai portatori del cromosoma Y.
Le ambientazioni sono classiche: la brughiera, l’antiquaria libreria polverosa ma quando la leggera brezza del racconto si fa raffica gelida la storia decolla, il linguaggio fluidifica e l’amore, fraterno e filiale si fa protagonista indiscusso facendoci danzare fra intrighi, misteri e colpi di scena.

Quello che mi ha davvero colpito e lasciato un buon ricordo è l’omaggio che l’autrice, Diane Setterfield, fa ai libri, come incarnazione dell’immortalità dell’uomo.

“Ciò che secondo le leggi di natura dovrebbe svanire viene, grazie al miracolo dell’inchiostro sulla carta, conservato. É una specie di magia.”[3]

Non credo questo romanzo resterà eterno, ma mi piacerebbe che ci provasse. Perché la storia delle due donne è incalzante, intrigante, piena. I capitoli sono brevi, come le piogge improvvise e il caldo inatteso, per questo anche se il libro è ambientato a Novembre, mi ha sempre fatto pensare a Marzo, col suo tempo incerto, le prime giornate buone, gli uccellini che tornano a cantare e le lande desolate piene di promesse amorose dei grandi classici.

Continuo a pensare che farsi forviare dalla copertina sia un grande errore, ma in questo caso, devo dire di non essere rimasta affatto delusa!

 

“Volete conoscere qualcuno? Mente, anima e cuore? Chiedetegli d raccontarvi di quando è nato. Ciò che ne ricaverete non sarà la verità; sarà una storia. E niente è più rivelatore di una storia.[5]

 

 


[1] Dal romanzo.
[2] Dal romanzo.
[3] Dal romanzo.
[4] Dal romanzo.

*

 

 

 

 

 


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