I Classici: “La Divina Commedia”

28_divina commedia
Tralie Graphic

’Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente. 

Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapïenza e ’l primo amore. 

Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterna duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate’. [1]

 

 

 

La maggior parte di voi l’ha studiata a scuola, e magari l’ha anche un po’ odiata, avendo dovuto passare ore ed ore ed ore ed ore a farne la parafrasi, ad analizzarla, a trascriverne i versi o a doverla imparare a memoria.
E per questo la maggior parte di voi, non l’ha letta davvero.
Chi l’ha letta sul serio, senza la fatica dell’interrogazione sulle spalle, senza la paura del compito in classe, chi se l’è goduta per semplice diletto, non può non amarla.
La Divina Commedia è l’opera italiana più conosciuta al mondo, forse la più cara, eppure conosco tantissimi italiani che non l’hanno mai letta. Non davvero. Non con la passione necessaria.

 

14317375_1140497842696330_1655297640253292547_nGià eravam là ’ve lo stretto calle
con l’argine secondo s’incrocicchia,
e fa di quello ad un altr’arco spalle. 

Quindi sentimmo gente che si nicchia
ne l’altra bolgia e che col muso scuffa,
e sé medesma con le palme picchia. 

Le ripe eran grommate d’una muffa,
per l’alito di giù che vi s’appasta,
che con li occhi e col naso facea zuffa. 

Lo fondo è cupo sì, che non ci basta
loco a veder sanza montare al dosso
de l’arco, ove lo scoglio più sovrasta. 

Quivi venimmo; e quindi giù nel fosso
vidi gente attuffata in uno sterco
che da li uman privadi parea mosso.[2]

Cosa potrei dire che non sia stato già detto da persone più savie di me?
Che è un Capolavoro immenso e incommensurabile? Che è l’Opera più completa che sia mai stata scritta?
La struttura testuale della Commedia coincide esattamente con la rappresentazione cosmologica dell’immaginario medievale. Il viaggio all’Inferno e nel monte del Purgatorio rappresentano infatti l’attraversamento dell’intero pianeta, concepito come una sfera, dalle sue profondità alle regioni più elevate; mentre il Paradiso è una rappresentazione simbolico-visuale del cosmo tolemaico.[3]
Tutto detto.
Ma è così. Lo è davvero, ha un fascino immortale che cattura non solo nella parte infernale, così gotica e fascinosa, ma nella complessità del Purgatorio, nel quale ci sentiamo un po’ tutti… quella via di mezzo fra la maledizione eterna e la felicità.

Li raggi de le quattro luci sante
fregiavan sì la sua faccia di lume,
ch’i’ ’l vedea come ’l sol fosse davante. 

“Chi siete voi che contro al cieco fiume
fuggita a14484805_1147820915297356_1162645500068998643_nvete la pregione etterna?”,
diss’el, movendo quelle oneste piume. 

“Chi v’ ha guidati, o che vi fu lucerna,
uscendo fuor de la profonda notte
che sempre nera fa la valle inferna? 

Son le leggi d’abisso così rotte?
o è mutato in ciel novo consiglio,
che, dannati, venite a le mie grotte?”. 

Lo duca mio allor mi diè di piglio,
e con parole e con mani e con cenni
reverenti mi fé le gambe e ’l ciglio. 

Poscia rispuose lui: “Da me non venni:
donna scese del ciel, per li cui prieghi
de la mia compagnia costui sovvenni.[4]

Forse non tutti sanno che Dante sceglie Virgilio come guida nell’Inferno e nel Purgatorio sia per il prototipo che l’Eneide virgiliana rappresenta per i viaggi nei regni ultraterreni – nel VI libro Enea scende agli Inferi per udire dall’ombra del padre quale fato glorioso avrebbe atteso la città che egli si predisponeva a edificare –  sia per un malinteso avvenuto nel Medio Evo riguardo a Virgilio stesso: infatti, pur essendo vissuto prima della civiltà cristiana (70 a.C.-19 a.C.) all’interno del mondo pagano e del su insieme di valori, egli fu visto come profeta dell’imminente venuta di Cristo per aver rivelato, nell’egloga quarta delle “Bucoliche”, l’imminente venuta al mondo di un bambino miracoloso.
Io ho talmente amato questa Opera che la portai come traccia della tesina all’esame di Maturità, e ancora oggi nelle giornate uggiose, mi ritrovo a sfogliarla e rileggere qualche brano, a chiedermi come abbia fatto a scrivere una cosa del genere, tanto potente, tanto attuale allora quanto adesso, eternamente contemporanea!!!

 

ulisseNoi eravamo al sommo de la scala,
dove secondamente si risega
lo monte che salendo altrui dismala. 

Ivi così una cornice lega
dintorno il poggio, come la primaia;
se non che l’arco suo più tosto piega. 

Ombra non lì è né segno che si paia:
parsi la ripa e parsi la via schietta
col livido color de la petraia. [5]

Credo che tutti conosciamo i continui mancamenti di Dante: non solo nell’Inferno, ma anche nelle altre cantiche e persino nelle altre opere poetiche. E diciamoci la verità, ci sono sembrati anche un po’ esagerati. Che siano frutto di ispirazione divina, di grandissimo talento poetico, o piuttosto…di crisi epilettiche?Verso la fine dell’Ottocento la psichiatria Lombrosiana aveva diagnosticato che Dante era stato affetto da epilessia. Ma la cosa sembra non essere stata recepita dai libri di scuola. Eppure, Dante rappresenta con molta precisione e pathos i sintomi di quegli attacchi e sembra che della malattia abbia sofferto fin da piccolissimo.[6]
Forse, se la facessero studiare arricchendola di curiosità e parallelismi anziché limitandosi a farla tradurre, tutti ne sarebbero fortemente influenzati e avremmo studenti non solo più colti, ma più curiosi.
È impossibile non trovare un Canto nel quale non ci si rispecchia, nel quale non ci si riveda un po’, del quale non si abbia un certo timore.

 

e Bëatrice disse: «Ecco le schiere
del trïunfo di Cristo e tutto ’l frutto
ricolto del girar di queste spere!». 

Pariemi che ’l suo viso ardesse tutto,
e li occhi avea di letizia sì pieni,
che passarmen convien sanza costrutto. 

Quale ne’ plenilunïi sereni
Trivïa ride tra le ninfe etterne
che dipingon lo ciel per tutti i seni, 

vid’ i’ sopra migliaia di lucerne
un sol che tutte quanteItinerari danteschi - Beatrice - John William Waterhouse, L'incontro di Dante con Beatrice (1915) l’accendea,
come fa ’l nostro le viste superne; 

e per la viva luce trasparea
la lucente sustanza tanto chiara
nel viso mio, che non la sostenea. 

Oh Bëatrice, dolce guida e cara!
Ella mi disse: «Quel che ti sobranza
è virtù da cui nulla si ripara. 

Quivi è la sapïenza e la possanza
ch’aprì le strade tra ’l cielo e la terra,
onde fu già sì lunga disïanza». [7]

Io sono stata piuttosto fortunata perché La Divina Commedia l’ho letta prima della scuola, grazie ai miei genitori e al loro citarla di tanto in tanto, e poi anche la professoressa di italiano è stata brava a farci capire che è un patrimonio italiano senza precedenti e senza successori.
Nessuno è stato in grado di scrivere qualcosa di così epico!
La struttura, la narrazione, lo stile, sono tutti incredibili e originali.
Ho i brividi ogni volta che lo ascolto, che lo leggo, che penso a quante emozioni, sensazioni, azioni Dante Aligheri è riuscito a trasmettere con le parole.
Le parole.
Che arma incredibilmente potente!!!

Quando il 13 settembre 1321, Dante morì a Ravenna, lontano dalla sua amata ma contrastata Firenze, ancora non aveva fatto in tempo a pubblicare l’ultima cantica. È stato grazie al figlio Iacopo che siamo riusciti non solo a leggere anche il Paradiso, ma che ha consolidato la fama de La Commedia e a farlo diventare il libro in volgare più letto e conosciuto della Storia.

 

Qual è ’l geomètra che tutto s’affige
per misurar lo cerchio, e non ritrova,
pensando, quel principio ond’ elli indige,

tal era io a quella vista nova:

n
Katerina Graphics


veder voleva come si convenne
l’imago al cerchio e come vi s’indova;

ma non eran da ciò le proprie penne:
se non che la mia mente fu percossa
da un fulgore in che sua voglia venne.

A l’alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e ’l velle,
sì come rota ch’igualmente è mossa,

l’amor che move il sole e l’altre stelle.[8]

 

 


[1] Inferno, Canto III
[2] Inferno, Canto XIX
[3] Fonte: wikipedia
[4] Purgatorio, Canto II
[5] Purgatorio, Canto XIV
[6] Fonte: tgcom24
[7] Paradiso, Canto XXIV
[8] Paradiso, Canto XXXIII

 



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