“Arte, Uomini, Ciambelle & Bomboloni”

“Secondo nonna, al mondo ci sono due tipi di uomini: bomboloni e ciambelle”.
“Nella tua famiglia c’é qualcuno sano di mente?”
“I bomboloni sono quelli che i fanno sbavare” spiegò Nadine, prendendo dalla credenza un barattolo di burro di noccioline . “Sono appetitosi e croccanti e ripieni di cioccolato, e quando ne vedi uno lo vuoi a tutti i costi, e se non ce l’hai ci pensi tutto il giorno, e alla fine lo prendi perché è un bombolone”.[1]

“Fresco, setoso, divertente, coinvolgente e avvolgente, appassionante e scorrevole.”, questi sono stati gli aggettivi associati al romanzo da chi l’aveva già letto, e che mi hanno spinto a volerlo leggere in un assolato e pigro pomeriggio di Giugno, mentre qualcuno era già al mare e a me toccava la sessione estiva!
Stanca di stare sui testi universitari, sono andata alla libreria dei miei – che detta così sembra abbiano un negozio di libri, invece no, hanno “solo” otto scaffali stracolmi di romanzi di ogni genere (ancora vi chiedete come sia diventata una bookaholic? Ecco la risposta!) – e ho cominciato a cercare qualche titolo che non avessi già letto, impresa titanica ma non impossibile dato che 4 componenti su 4 leggono e comprano libri a rotazione.

La copertina non è niente di che, ma il titolo è stuzzicante, “Facciamo finta che”, come mia abitudine vado a leggere subito quello originale per capire se in nella versione italiana hanno cercato di spacciarlo per qualche sottogenere o sono stati devoti, “Faking it”, mi sembra abbastanza fedele, così passo al quarto di copertina. La trama sembra divertente, quattro donne della stessa famiglia, una galleria d’arte, segreti e ironia.
Gli ingredienti per farmi staccare la testa dal pensiero “Esami, esami, esami!!!” ci sono, Famiglie strane, ladruncoli improbabili in una commedia degli equivoci sulla linea di quelle classiche, ma per essere del tutto convinta ho bisogno di un parere, me ne arrivano due e gli aggettivi li ho già citati.

, mi suggerisce mia madre mentre sfoglia un libro sul balcone.
Aggrotto un po’ le sopracciglia, mi sarei aspettata semmai che mi consigliasse un ghiacciolo con quel caldo asfissiante, lei però mi sorride .
E io mi fido, esco sotto il sole torrido che non è affatto normale visto che l’Estate è appena iniziata e che probabilmente porterà poi un Luglio piovoso, e vado a comprare un sacchetto di ciambelle[2], mi preparo un litro di orzata e mi siedo accanto a lei per iniziare questa nuova avventura.

“Esatto. Mentre le ciambelle se ne stanno là tutte bozzolate e tutte uguali, e senza neanche un po’ di cioccolato”. Davy guardò la sua ciambella. Era dorata e per niente bozzolata. Scrollò le spalle e la morse. Asprigna. “Ma anche se le ciambelle possono essere squisite” proseguì Nadine “specialmente quelle all’arancia-ananas, non sono bomboloni”.[3]

Il modo di entrare nell’intimità dei personaggi che usa Jennifer Crusie mi è piaciuto fin da subito, è come se entrassi davvero a casa della famiglia Goodnight, e ricordo di aver letto quasi metà romanzo in quel pomeriggio perché é davvero ricco di personalità e vitalità. Mi ha rivitalizzata, e come aveva predetto mamma, mi ha fatto venire una voglia assurda di ciambelle e bomboloni per colpa della teoria della capostipite che divide gli uomini in queste due categorie per l’appunto.

29_ facciamo finta che“Insomma, i bomboloni sono il massimo” disse Davy, tentando di non perdere il filo della conversazione.
“Sì, per una sera”. Nadine recuperò il suo toast e ne mise ad abbrustolire altri due per Davy. “Il guaio è che la mattina dopo non sono più croccanti, e il ripieno si è appiccicato al sacchetto, e tutto sommato fanno un po’ schifo. Un bombolone va bene solo per un giorno”.
“Mentre una ciambella…”
“Il giorno dopo è anche meglio” concluse Nadine, “Le ciambelle hanno un buon sapore anche a lungo termine. Con le ciambelle non provi mai quella sensazione ‘ommiodio-mi-tocca-mangiare-questa-roba’ tipica dei bomboloni”. [4]

Probabilmente è la divisione in categorie più azzeccata che abbia mai letto.
Sacrosanto.
E mi viene anche da pensare che (purtroppo?) io adoro i bomboloni. Le ciambelle le ho tutte buttate via, prima o poi…

Siamo tutte così noi donne? Mangiamo bomboloni perché non troviamo ciambelle o perché sotto sotto è quello che desideriamo? Esiste davvero una sola ciambella che ci farà cambiare idea?
Oppure no?

La lettura è facile e divertente, é una continua scoperta, in questo romanzo che potrebbe sembrare d’amore – non avevo mai letto un romanzo rosa così pieno di colpi di scena ed equivoci! -ma non lo è, non solo almeno, che potrebbe sembrare un mezzo giallo – la doppia identità di una delle protagoniste, la storia segreta dietro al quadro ben nascosto in cantina- , ma non lo è, non del tutto, niente è scontato.

È un azzeccato mix fra surrealismo e divertimento condito da battute ironiche e personaggi indimenticabili.
Un libro che sono contenta di aver letto d’Estate perché aiuta a svuotare la testa dai pensieri pesanti, fa sorridere e perché avendo questa irrefrenabile voglia di sbriciolare sulle pagine le ciambelle, rischiavo di metter su 4/5 kg nelle due settimane di lettura, invece nella bella stagione si mangia meno e si cammina molto di più e quindi questo rischio è stato scansato.

Incapace di resistere alla curiosità, aggiunse: “E io cosa sono? Bombolone o ciambella?”
“Anche per te la giuria è ancora riunita. Nonna dice che sei una ciambella travestita da bombolone, e papà che sei un bombolone travestito da ciambella”.
“E tua zia Tilda?”
“Zia Tilda dice che sei un bombolone , e che lei è a dieta. Ma quella della dieta è una balla”. Nadine lo scrutò. “Perciò, se sei un bombolone, faresti meglio ad andartene subito, anche se dopo potremmo sentire la tua mancanza”.[5]


[1] Dal romanzo.
[2] http://www.profumodicannella.ifood.it/2014/03/graffe-e-bomboloni-chiari-e-soffici.html per chi ha voglia e tempo questa è una ricetta per farli in casa, ed è davvero deliziosa, inoltre spiega come fare anche i bomboloni, altro protagonista indiscusso del libro!
[3] Dal romanzo.
[4] Dal romanzo.
[5] Dal romanzo.

2 thoughts on ““Arte, Uomini, Ciambelle & Bomboloni”

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