“Have a KILLER day!”

*GAMBERI ENCHILADOS
(la ricetta è una mia rivisitazione della ricetta originale)

 

79_dexterIngredienti (per 4 persone)
– 1/2 chilo di gamberi non sgusciati
– 3 cucchiai d’olio d’oliva
– 1 cipolla a pezzetti
– 3 denti d’aglio
– 1 rametto di prezzemolo
– 1 cucchiaino di sale
– 1/8 di cucchiaino di pepe
– 1 limone
– 3 cucchiai di salsa di pomodoro
– 1/2 tazza di vino bianco secco dolce
– peperoncino piccante a gusto

Preparazione

Inteneriamo leggermente i gamberi. Prepariamo un soffritto con l’olio, l’aglio, la cipolla e il prezzemolo. In questo soffritto buttiamo i gamberi previamente pelati e guarniti con  sale, pepe e limone. Li togliamo e aggiungiamo il peperoncino, la salsa di pomodoro e il vino. A questo punto, ributtiamo i gamberi, scopriamo la padella e li cuciniamo a fuoco lento fino a che risulteranno ben teneri.

Facile, no?

 

 

 

Ancora una volta mi ritrovo a guardare una serie tv a dir poco sanguinolenta e ad avere una fame mostruosa! – e il fatto che ne parli di venerdì 13 mi inquieta un po’… coincidenze? – Ma comincio a convincermi di non essere l’unica se già dall’opening

si assiste a un parallelismo fra morte e cibo! 

Ad ogni modo, ho iniziato questa serie tv totalmente per caso, era Agosto, avevo appena finito di rileggere Harry Potter per la milionesima volta e fuori c’era uno di quei temporali estivi che non rinfrescano affatto, ma affascinano e mettono subito nostalgia del sole caldo e afoso.
Entro un’ora al massimo sarei dovuta uscire per andare a lavoro perciò iniziare un altro libro non era il caso, perciò ho acceso la tv pensando che sicuramente avrei beccato repliche di repliche di repliche. (Probabilmente in tv era stato già trasmesso e solo io non lo avevo ancora visto).           
E invece…  
Spiagge di Miami, cibo da furgoncino sul lungomare e… omicidi.
Tanti, cruenti, dettagliati omicidi!


Quello che mi ha colpito subito è stato il protagonista, Dexter (da cui l’omonimo titolo della serie) interpretato da
Michael C. Hall[1] che avevo potuto apprezzare in Six Feet Under, capace di trasmettere con il minimo dell’espressività (richiesta dal ruolo!) il massimo risultato. Paura, rabbia, eccitazione. Riesce a passare il messaggio nonostante sia di base asettico, per evitare che la copertura di metodico tecnico della polizia scientifica salti rivelando la sua vera natura di serial killer.
Non uno qualunque però, solo di criminali!
Una specie di giustiziere, però sociopatico.
Non potevo non innamorarmene, no?

Inutile dirlo, sono arrivata tardi a lavoro e appena ho staccato me lo sono andato a ripescare sul web (non si fa! Comprate i dvd, voi).
Me lo sono visto dall’inizio, per lo più nelle ore serali, e consiglio di fare così anche voi, possibilmente sempre attrezzati con qualche cibo messicano o simile perché ne parlano e ne inquadrano quantità industriali e anche quando avevo già cenato mi veniva voglia di qualcosa di zozzo o piccante, o entrambe.

Mi sono affezionata subito al personaggio di Debra – la sorellastra, poliziotto, di Dexter – e ad Angel – il collega, complice della mia eterna fame – ma devo avvertirvi, se siete tipi che si impressionano subito o un pochino snob, non fa per voi, innanzitutto è targata Showtime, se questo non vi dice nulla confermo, non fa per voi. È violenta[2], sessualmente esplicita, volgare nel linguaggio.

Ma ha degli intrecci, delle trame, dei personaggi, così geniali che dopo un po’ non ci facevo nemmeno più caso.

Il mio rapporto con Dexter, come con altre serie tv, è stato altalenante, se le prime tre stagioni me le sono finite quello stesso Agosto, ho faticato molto con la quarta e la quinta, tanto da aver lasciato per un po’ (due anni!!!) prima di concludere con una maratona – sempre estiva! – della sesta, settima e ottava stagione (che nel frattempo avevo sporadicamente già visto in tv… segno che effettivamente erano repliche di repliche di repliche ed era un caso che per me fosse una novità) e una chilata di gamberi enchilados* – che una volta conclusa la serie, prima di poterli rimangiare ci sono voluti circa otto mesi…

Non so se anche voi come me, ne sentirete ogni tanto la nostalgia, se penserete a Dexter ogni volta che mangerete gamberi o ogni volta che vedrete un telo cerato, o un camion frigo… se così fosse ci sono due rimedi: il videogioco, Dexter: The Game (non esattamente il massimo dell’originalità nel titolo!) e la web series, Dexter: Early Cuts.

Inoltre ho scoperto (solo anni dopo aver concluso la serie) che la sceneggiatura di Dexter è stata tratta da un romanzo (notizia che non mi ha sorpreso a dirla tutta visto che il 98% delle sceneggiature di serie tv e film sono tratte da libri!), ma non ho avuto ancora il privilegio di leggere l’opera di Jeff Lindsay, perciò non posso dare un giudizio, quello che so è che le due trasposizioni sono molto, molto diverse, quindi possono essere prese anche separatamente. Ma sicuramente potrebbe alleviare la nostalgia.

 

Oppure, più semplicemente, aspettate l’estate di Rai4 in seconda serata e vedrete che verrà replicato all’infinito….


[1] Per poter interpretare Dexter Morgan nella maniera migliore, il protagonista Michael C. Hall ha rivelato di aver letto vari dossier dell’FBI per comprendere i disturbi della personalità e le caratteristiche degli psicopatici e di aver visionato anche alcuni interrogatori della polizia di Miami, interrogatori di persone la cui personalità non si sovrapponesse al profilo di Dexter. Sul personaggio e sul suo successo Hall ha invece trovato un legame con Hannibal Lecter, di cui ha «la sua intelligenza, il suo mettersi in connessione e allontanarsi sempre rapidamente dalla sua vita emozionale», sottolineando però che Dexter «non è un serial killer classico. Ha l’ossessione di voler uccidere chi merita di essere ucciso. Ha un codice: solo chi ha fatto del male può morire. Questo porta il pubblico normale ad affezionarsi a un personaggio simile».
[2] Nell’aprile del 2011 la polizia e gli abitanti di Long Island hanno soprannominato “Dexter” un misterioso serial killer, ancora senza identità, resosi colpevole di una decina di omicidi e che sembra uccidere le sue vittime seguendo proprio quanto visto in serie TV come Dexter. Vista l’assenza di indizi, tracce e prove utili alla sua cattura, molti addetti ai lavori hanno ipotizzato essere il killer una persona che è a conoscenza di metodi e tecniche d’indagine e anche che possa addirittura far parte o aver fatto parte in passato delle forze di polizia, proprio come il personaggio di Dexter Morgan.

One thought on ““Have a KILLER day!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...