“Custodi, Erebon, zuppa e birra”

Quando qualcuno che conosco scrive un libro è sempre un problema. Sì perché potrebbe essere il capolavoro del Secolo, ma più probabilmente potrebbe non piacermi, ma conoscendo l’autore mi si pone il dilemma: “essere spietata e dirglielo o fare buon viso a cattivo gioco?”.
Lavorando come editor freelance poi, ho sempre l’occhio critico che nota ogni difetto prima che ogni pregio (e ce ne sono quasi sempre in un libro! Sia di difetti che di pregi), quindi resto ogni volta spiazzata, quando qualcuno che conosco mi comunica che ha scritto un libro.
Se poi questa persona è mio fratello, e se, non solo me lo fa leggere in anteprima ma ne chiede la correzione di bozza, allora la questione diventa epica. Mio fratello è sempre stato un piccolo grande genio, perciò che il libro fosse scritto bene e la trama scorresse non ho mai avuto dubbi.
Ma, mi sarebbe piaciuto?
Questo il dilemma che mi accompagnava per 423 pagine!
423 pagine di personaggi straordinari.
Di duelli, di castelli, di ambientazioni meravigliosamente realistiche, di magia, di amore e odio, di crescita e sacrificio.
L’ho letto tutto d’un fiato, e appena l’ho concluso sono corsa da Luca[1] a urlargli di continuare questa Saga!!!
Insomma, non poteva mica lasciare il lettore così, non poteva mica lasciare ME, così!
Tanto per essere chiari: I Cinque Re[2] mi è strapiaciuto!!!! Non potete capire che sollievo!

Perciò quando mi ha chiesto di curare anche la bozza del secondo, I Cinque Re-L’isola dei Morti non ho tentennato un secondo e anche se ero andata all’estero quell’Autunno, e avevo davvero pochissimo tempo a mia disposizione, me lo sono divorato!!!

È come se tutto ciò che è scritto del romanzo prendesse vita in immagini vivide.
Nonostante la lunghezza mi sono ritrovata a metà romanzo senza accorgermene, e sono dovuta tornare indietro perché io tecnicamente lo stavo correggendo non leggendo, ma ad ogni pagina avevo la tentazione di andare avanti e scoprire come sarebbe finito quello scontro: avrebbero trionfato i Custodi o stavolta gli Erebon sarebbero stato più forti?
Riusciranno a ricomporre in tempo il Numansirian e salvare il Darnak? Quel poveraccio di Gal capirà finalmente perché ha acquisito poteri? E Sabra? E Gadias?
Inutile dire che alla fine del secondo gli ho urlato di scrivere il terzo, e ancora sto aspettando…. Ma voci di corridoio dicono che sia quasi ultimato, quindi incrocio le dita.
Una curiosità che mi ha colpita sono stati i parallelismi che ho riscontrato fra le ambientazioni de I Cinque Re e i “luoghi magici” italiani, mi ha fatto venire voglia di riscoprirli, di esplorarli.
E infatti vi consiglio di leggere questa saga (che spero di potervi segnalare prima possibile anche editata e stampata e non solo in ebook), sorseggiando una pinta di birra di bassa lega (o in alternativa la Frambueza[3] calabrese)e mangiando una scodella di zuppa[4] in un paesino arroccato su qualche montagna; l’ideale sarebbe Bagnoregio:

 “Vicino all’altopiano dove Gadias e i suoi cavalcavano l’Und [ampia valle incastonata tra i monti n.d.A.] sfoggiava un enorme pilastro di roccia bianca e liscia, l’Edrund, “Il dente dell’Und”, sulla cui cima era costruito l’imponente Forte intagliato direttamente nella roccia bianca dei monti da dove il Re aveva deciso di dirigere la linea difensiva. L’unica via d’accesso a Forte Edrund era un lungo ponte di mattoncini rossi, sorretto da altissime arcate, il cui ultimo tratto era congiunto alle mura della fortezza da un ponte levatoio.”[5]

Con l’aria frizzantina di Ottobre o Novembre che vi sferza le guance mentre osservate l’orizzonte preparando la battaglia.


[1] Info
[2] I Cinque Re
[3] Meglio il naso della bocca, direbbero con una certa spocchia quelli che hanno frequentato molti corsi.
Il lampone fresco della Sila si sente eccome (un chilo per dieci litri di birra finita): rinfresca e invita a bere. C’è anche il grano senatore Cappelli ma questo no, non si riconosce, ma è servito a valorizzare le risorse agricole del territorio convincendo Slow Food ad assegnare la chiocciola di Birra Slow.
Sul finale un amaro poco comprensibile, non fatevi ingannare dai gradi, non ha poi chissà quale corpo. (recensione Dissapore )
i cinque re
Tralie Graphic
[4] Ingredienti per 4 persone
-20 g di funghi secchi
-250 g di ceci cotti
-1 spicchio d’aglio
-olio extravergine d’oliva
-sale
-peperoncino
Procedimento: mettiamo i funghi a bagno in acqua tiepida, per circa 20-30 minuti. Intanto in una pentola rosoliamo uno spicchio d’aglio. Facciamo saltare i funghi un paio di minuti nella padella, dopo averli sciacquati. Aggiungiamo i ceci e lasciamoli insaporire un paio di minuti. Poi copriamo il tutto con acqua bollente e lasciamo a cuocere una mezzoretta. A cottura ultimata togliamo l’aglio e aggiustiamo di sale e peperoncino. Aggiungiamo un filo d’olio evo a crudo e voilà. Zuppa pronta!
[5]  (I Cinque Re-Vol.I, cap.5) https://icinquere.wordpress.com/2016/12/01/i-luoghi-de-i-cinque-re-civita-di-bagnoregio-o-se-volete-forte-edrund/
 

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