“Sette bicchierini per sette Sestra”

Vi ricordate quando vi ho detto che per un attore sarebbe un privilegio poter recitare un personaggio con disturbo della personalità, perché con un solo copione potrebbe variare immensamente e mostrare tutte le sfumature della propria bravura?
Che è difficilissimo, che è forse il ruolo più difficile in assoluto?
Ecco.
Non avevo ancora visto Tatiana Maslany trasformarsi in ben 7 cloni!!!

«Devi guardare questa serie, devi assolutamente guardare questa serie. L’hai iniziata? L’hai finita? Allora???? »

 

Non avevo mai visto la mia amica Veronica così ossessionata, lei che di solito è sempre posata e razionale, che mi elenca i pro e i contro di qualsiasi decisione, è letteralmente impazzita per Tatiana Maslany e l’incredibile, quasi inumano, talento dimostrato nel recitare ben 7 (dico 7!!) personaggi nella serie tv Orphan Black[1].
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E, ribadisco, considerando che la mia amica non si entusiasma facilmente, alla milionesima volt ache mi scriveva su whatsapp per dirmi di vedere questa serie tv l’ho fatto.
Ho acceso Netflix (ormai quasi unica fonte delle mie scelte tele filmiche) e l’ho iniziato. 
Tatiana Maslany aka Sarah, Helena, Alison, Cosima, Rachel, Beth e Krystal (senza contare i cloni di passaggio) è davvero qualcosa di straordinario!!!!! Un talento inaudito, che da sola riesce a reggere l’intero telefilm!
Non che non valga la pena guardarlo anche per la trama, sia chiaro, ma la base di fondo  – che è fantascienza, thriller, dramma, condita in abbondanza di humour nero e una mirabolante scatola cinese di riflessioni sull’identità, sul rapporto madre-figlia, la sorellanza, il femminismo. E una profonda riflessione sulla genetica – l’avevo già affrontata con romanzi tipo “Terminale Uomo”, “Il terzo Gemello”, “Causa di forza maggiore” (di cui parlerò sicuramente in altri articoli!); è stata LEI che mi ha convinto ad andare avanti. Lei che mentre la guardavo mi dimenticavo fosse la stessa attrice a fare tutte le parti e mi trovavo a complimentarmi con la nuova arrivata.
 Sempre lei.[2]

Per aiutarsi nel passaggio da un clone all’altro, Tatiana usa delle playlist specifiche per ciascuna delle sue creature, e ogni clone ha una sua danza[3] specifica.
Inoltre ha studiato un accento particolare[4], un modo di parlare, di toccarsi i capelli, di mangiare, diverso per ognuna delle Sestra (come li chiama la strampalata adorabile killer Helena).
Mi piace moltissimo la tematica dei cloni, e ad ogni puntata ci si chiede se possiedono il libero arbitrio e il diritto di avere una vita normale, oppure sono solo esperimenti biologici che devono essere controllati, ingravidati, sterilizzati, sorvegliati?!
È una questione importante ed attuale, visti gli avanzamenti nella medicina e nella ricerca scientifica. Per carità, si sta cercando di replicare delle cellule per integrare dei tessuti, non di ricreare dei cloni, ma… la domanda resta. Sono entità a sé, o solo doppioni? Autonomia o controllo?Un tema che non è specifico della scienza molecolare, ma si può applicare ad ogni novità che ci fa un po’ paura, che ci mette in soggezione.
Questa serie tv credo meriti di essere visto dalle masse, al di là del talento dell’attrice canadese di cui non mi annoierò mai di parlare, proprio per questo fulcro centrale nel quale ogni scelta viene messa in discussione.
Ci sono molti “nemici” e “finti alleati” delle Sestra, ma sono davvero categorizzabili nel classico  “buoni e cattivi”? O sono solo persone con punti di vista diversi dai nostri? E qual è la verità? Chi sta nel giusto?

 

Devo assolutamente ringraziare Veronica per avermi spinto (quasi costretto) ad iniziarla, ho finito le prime 4 stagioni in un Autunno e ora aspetto con estrema ansia la 5, l’ultima decisiva stagione.
Sono curiosa di sapere se ci saranno nuovi cloni[5] 
(anche se la mia preferita rimarrà sempre Alison, la casalinga disperata!), se arriveranno finalmente tutte le risposte e soprattutto, come sopravvivremo noi dopo, senza più le Sestra?

 

È una serie alla quale bisogna stare dietro, per cui un rewatch sarà sicuramente necessario.
Ma poi?

Non lo so, ma nel frattempo attendo il 10 Giugno come lo sposo attende la sua amata all’altare, come la rondine attende la primavera, come… va bé avete capito!

 

 

 

 

 

 


[1] Il titolo “Orphan Black” si riferisce agli orfani “in the black” ossia quegli orfani, che venivano nascosti durante le dure politiche di Margaret Thatcher.
[2] Non meno bravi comunque sono i comprimari:  Jordan Gavaris (Felix) , Dylan Bruce (Paul), Évelyne Brochu (Delphine), Ari Millen (Mark e tutti i Castor), Kristian Bruun (Donn), Matt Frewer (Dottor Leeke) e la piccola  Skyler Wexler (Kira).
[3] Per rendere omaggio al suo talento, ho pensato di abbinare ad ogni Clone un piatto diverso, specifico. Un cibo che mi faccia pensare subito al carattere di quella Sestra in particolare. Troverete quindi in appendice, un diverso piatto per ogni personaggio. Scegliete pure il vostro preferito! E buona visione!
[4] Orrore e dolore per il pessimo doppiaggio. L’unica soluzione per dare lo stesso risultato dell’originale, sarebbe stata  usare doppiatrici diverse per ogni clone, in modo che non andassero perse le peculiarità e le identità distinte di ogni clone. Purtroppo però non è stato fatto e la doppiatrice scelta non si è nemmeno scomodata a cambiare timbro o intonazione. Quindi vi prego NON guardatelo in italiano. Si perde il 99% della grandiosità di Tatiana e della trama!! GUARDATELO IN ORIGINALE!!!
[5] Curiosità: L’idea della serie tv è venuta diverso tempo fa ai creatori, che però hanno dovuto aspettare lo sviluppo delle tecnologie per riuscire ad avere i vari cloni nelle stesse scene. Infatti in questo caso non basta la controfigura, serve un’avanzata tecnica di shooting.

 

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Katerina Graphic

SETTE BICCHIERINI PER SETTE SESTRA

 

Alison

Salmone e Crema di Avocado – chic e appetitoso 1
(la ricetta è della mia mamma, Mena)


-1/2 avocado
-1 cucchiaino di Philadelphia

-1 ciuffo di aneto
– 1 fetta di salmone affumicato
– ¼ di lime
– sale e pepe q.b. 

Tagliamo a metà l’avocado, privandolo del nocciolo e sbucciamolo, lo tagliamo a  tocchetti e lo versiamo nel mixer. Aggiungiamo il succo del lime, il Philadelphia, un pizzico di sale e pepe, quindi frulliamo fino ad ottenere una crema omogenea.
Versate la crema di avocado nel bicchierino da finger food disponiamo la fettina di salmone sulla superficie e decoriamo con l’aneto e mettiamo il bicchierino in frigo per 15 minuti. 

Proprio come Alison questa ricetta è pratica, veloce ma estremamente gustosa! Abbinamento bibita: Alcamo Grillo Doc.

 

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Sarah
Crema di Cipolle alla Birra –
frettoloso e povero
(la ricetta è di mia mamma, Mena)

– 3 cucchiai di birra chiara
– 25 ml di panna da cucina
– 15 g di speck
– 75 g di cipolla
– ¼ di cucchiaino di zucchero di canna
– 2,5 dl di latte
– chiodi di garofano q.b.
– sale q.b.
– 8 g di burro
– ¼ di cucchiaio di farina
– ½ fetta di pane di segale
– 1 tuorlo

 

Affettiamo finemente le cipolle e lasciamole appassire con il burro. Uniamo ¼ di cucchiaino di zucchero di canna, 2 cucchiai di birra e cuociamo con coperchio per 6-9 minuti a fiamma dolce. Trascorso il tempo aggiungiamo la farina, mescoliamo per 1 minuto, versate 2,5 dl di latte bollente a filo e cuociamo per altri 10 minuti, rimestando continuamente. Profumiamo con una punta di chiodi di garofano in polvere e un po’ di cannella, salate e frullate.

Intanto, tagliamo il pane di segale a dadini e lo tostiamo in forno. Pesiamo 15 g di fette di speck non troppo sottili e riduciamolo a striscioline, per poi farlo rosolare in una padella antiaderente finché risulterà croccanti. Sbattiamo il  tuorlo con la panna, uniamo l’ultimo cucchiaio di birra rimasta e versiamo il tutto nella “besciamella” alle cipolle.
Riportiamo sulla fiamma, rigirando con una frusta e spegniamo al primo accenno di bollore. Versiamo la crema nel bicchiere, ci tuffiamo i crostini e cospargiamo con lo speck.

Personalmente non amo la cipolla, anzi, ma Sarah mi dà l’idea di una che mangia sempre di fretta cibo povero e annaffiato di birra. Perciò ecco il suo bicchierino e la sua birra: Granny Mary’s Red Ale.

 

 

3Rachel
Insalata di Polpo su letto di Patate – raffinato e d’impatto
(la ricetta è della mia cara amica, Anna)

– 25 g di patate
– 30 g di polpo
– 3 cucchiaini di olio evo
– ¼ di limone
– 0,50 g di scaglie di parmigiano
– 5 g di rucola
– 0,75 g di prezzemolo
– sale e pepe q.b.

Prendiamo il polpo già pronto altrimenti ci vorrà una vita e non ne varrà la pena…  una volta scongelato, lo condiamo con la scorza grattugiata del limone, il prezzemolo tritato, 1 cucchiaino e mezzo d’olio e sale e pepe a gusto, lo copriamo con la pellicola e lo lasciamo insaporire in frigo per un quarantina di minuti.
Nel frattempo (mentre guardiamo una puntata…) sbucciamo le patate, le tagliamo e le bolliamo e le mettiamo nel mixer con il resto dell’olio, un po’ d’acqua di cottura, il succo di limone e il sale e il pepe sempre a nostro gusto. Dobbiamo frullare fino a raggiungere l’effetto di una vellutata.
Lasciamo raffreddare, poi mettiamo la vellutata nel bicchierino, posiamo sopra il polpo, la rucola, il parmigiano a scagliette e aggiustiamo il pepe.

Questa ricetta come Rachel è articolata ma assolutamente eccellente! Abbinamento bibita: Nettuno Rosato Doc.

 

 

2

Cosima
Guacamole e Gamberetti al Curry –
sperimentale e speziato
(la ricetta è del mio amico inglese, John)

– 100 g di pomodoro
– 1 avocado
– mostarda
– maionese
– 100 g di gamberetti
– curry
– ¼ di peperoncino
– ½ uovo
– succo di limone
– olio evo

Togliamo la polpa all’avocado e schiacciamolo fino a farlo diventare una purea alla quale aggiungiamo il succo di limone, il peperoncino e un po’ dell’olio di oliva. Mischiamo il tutto.

Togliamo la pelle al pomodoro e lo dividiamo a dadini per poi aggiungerli all’avocado.
Mettiamo come fondo il guacamole che abbiamo appena preparato e sopra ci versiamo i gamberetti intinti nel curry, a questi aggiungiamo un po’ di maionese e di mostarda a gusto. Teniamo in frigo fino a che non vogliamo assaporarlo.

Cosima è quella che si butta e sperimenta, per lei ho pensato a una ricetta sfiziosa e dal sapore intenso. Abbinamento bibita:  Colli Orientali Del Friuli Malvasia Doc.

 

 

5

Krystal
Tartare Burger – colorato e fuori dagli schemi
(la ricetta è mia, rivisitazione di un’idea presa dal web)

– 2 cucchiai di yogurt greco
– succo di lime q.b.
– sale e pepe q.b.
– olio evo q.b.
– 175 g di battuta di Fassona
– 1 manciata di foglie di spinacino fresco
– 2 fette di pane ai cereali
– ¼ di radicchio
– 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato

Insaporiamo subito la battuta di Fassona con un filo di olio extravergine, sale e pepe.
Copriamo la prima fetta di pane con lo spinacino fresco e posizioniamoci sopra un coppa-pasta da riempire con la tartare. Premiamo bene per fare in modo che il burger rimanga coeso e sfiliamo prudentemente l’anello.
Bricioliamo il radicchio lo sistemiamo sulla tartare di carne. Disponiamo tutto nel bicchierino.
Condiamo lo yogurt greco con il succo di lime, la scorza grattugiata, sale e pepe e versarla sul radicchio.
Per la cialda di parmigiano, disponiamo il formaggio grattugiato su un foglio di carta forno e facciamo sciogliere nel microonde fino a quando non si sarà formata la cialda (controlliamo ogni 30 secondi o la bruceremo!).
Completiamo il bicchierino di tartare con la cialda di parmigiano e la seconda fetta di pane.

Kirsten è una ragazza simpatica che viene attratta dai colori e secondo me apprezzerebbe tantissimo questo piatto particolare e saporito al quale abbinare un Cocktail Bellini.

 

4

Helena
Wafer, Fragole e Cioccolato – ghiotto e colorato
(la ricetta è mia)

– 2 wafer alla nocciola
– 150 g di ricotta
– yogurt alle fragole
– 2 fragole molto rosse
– miele q.b.
– cacao in polvere q.b.
– 100 g di mascarpone
– granella di nocciole

Prima di tutto, sbricioliamo i wafer e mettiamoli come fondo, a parte mescoliamo ricotta, yogurt alle fragole, mascarpone e miele  e cominciamo a inserire la crema ottenuta nel bicchiere secondo la nostra ispirazione artistica. Tagliamo le fragole e ce le lasciamo cadere sopra, poi decoriamo con il cacao e la granella di nocciole.

Il rosso delle fragole richiama il sangue versato da Helena, ma il cioccolato, il miele, i biscotti, sono il tocco dolce che lei adora!
Abbinamento bibita: Cappuccino con latte di mandorla.

 

Beth

Rum Passion – alcolico e complesso
(la ricetta è presa dal blog Rum Passion e leggermente modificata da me)
7

Per il biscotto al cacao
– 15 g di farina
– 4 g di cacao amaro
– ½  uova
– 20 g di zucchero

Per la gelatina di Rum
– 25 g di Rum scuro
-25 g di acqua
-15  g di zucchero di canna
– ½  foglio di gelatina

Per la crema
-65 g di mascarpone
– 40 g di panna fresca liquida
– 20 g di zucchero a velo
– ¼ di cucchiaino di estratto di vaniglia

Per le pere caramellate
– ½  pera Abate
– ½  cucchiaio di zucchero di canna
– 1 cucchiaio di Rum scuro6

Preparazione:
Mettiamo a bagno il foglio di gelatina in acqua fredda. Nel frattempo, portiamo a bollore l’acqua con lo zucchero di canna e lasciamo sul fuoco fino a quando quest’ultimo risulta completamente sciolto. Ritiriamo dal calore ed uniamo la gelatina ben strizzata, rimestiamo frequentemente ed uniamo il Rum. Versiamo in un contenitore rettangolare e lasciamo rapprendere.

Prepariamo il biscotto al cacao montando le uova con lo zucchero fino ad ottenere una massa gonfia e spumosa. Uniamo in più riprese la farina e il cacao, setacciati precedentemente, assimilandoli dolcemente con una spatola. Versiamo il prodotto in una tortiera e cuociamo in forno caldo a 180° per circa 8 minuti.

Prepariamo la crema mescolando il mascarpone con lo zucchero a velo e 8l’estratto di vaniglia fino ad ottenere un composto liscio e morbido. Montiamo la panna ed unifichiamola gentilmente al mascarpone con movimenti dal basso verso l’alto.

Sbucciamo le pere privandole del torsolo, rendiamole a pezzetti e mettiamole in padella con lo zucchero e il Rum, portiamo sul fuoco e lasciamo cuocere fino a quando il liquido risulterà assorbito e le pere avranno assunto un aspetto caramellato.

Componiamo il bicchiere versando uno strato di crema sul fondo con una sacca a poche, ricopriamo con un disco di biscotto al cacao ritagliato con un coppa-pasta. Inseriamo la gelatina tagliata a dadini e una semisfera di biscotto a cacao, versiamo un altro strato di crema e terminiamo con le pere caramellate.

Questa è la ricetta più complessa, credo rispecchi le difficoltà che ha dovuto subire Beth nel suo percorso, il tocco di Rum è la caduta, l’alcool è il lasciarsi andare. Purtroppo senza ritorno.
Brindiamo a Beth con Lamb’s Navy Rum.

 

 

 

9

Buon appetito e… buona visione!

 



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