“E’ sempre l’ora del Tea (ROSSO!)”

Mini caprese alle castagne.
(
La ricetta è della mia cara amica, Anna)

 

30_ the menalist
Ingredienti:
-500g di castagne

-80g di burro salato
-140g  zucchero semolato
-60g mandorle pelate
-2  uova
-40g  cacao dolce
-q.b.  zucchero a velo
-q.b.  sale



Procedimento

 

Incidiamo le castagne e facciamole bollire per 20-25 minuti, sgusciamo e frulliamole e teniamo il composto da parte, dopodiché tritiamo le mandorle.
Fondiamo il burro e separiamo i tuorli dall’albume, tenendo da parte quest’ultimi.
Aggiungiamo lo zucchero ai tuorli e montiamo, a mano, con una frusta, poi incorporiamo il burro fuso.
Aggiungiamo le mandorle e il cacao e continuiamo ad amalgamare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Montiamo gli albumi a neve aggiungendo un pizzico di sale.
Aggiungiamo all’impasto il composto di castagne frullate e amalgamiamo ancora, aggiungiamo infine gli albumi montati a neve, aggiungendoli poco alla volta.
Imburriamo gli stampini  di alluminio usa e getta (Il composto dovrebbe bastare per 6-7  stampini) e riempiamoli con il composto per circa due terzi, inforniamo quindi a 180 gradi per 25 -30 minuti.

Intanto mettiamo a bollire l’acqua per il tea, perché non si può assolutamente, indiscutibilmente guardare The Mentalist senza una tazza di tea! Rosso, come John. Ma andiamo con ordine: bolliamo l’acqua, ci immergiamo la bustina di Roobois[1] e attendiamo che l’infusione faccia il suo dovere; nel frattempo, una volta raffreddati i biscotti li poggiamo su un’alzata e spolveriamo i dolcetti con lo zucchero a velo.

 

Dopo di ché, non resta che conoscere l’affascinante e impertinente Patrick Jane.

Questa serie, come molte altre, l’ho guardata per puro caso, un pomeriggio di Ottobre ero con mamma in salotto e facendo zapping ci è capitato di fermarci su Top Crime che in quel momento sembrava l’unico canale a non trasmettere repliche. All’inizio non ci ha entusiasmate, sembrava un po’ la solita solfa del giallo che inizia e finisce in puntata, poi la svolta, il pomeriggio successivo ci imbattiamo in una puntata nella quale spiega a grandi linee cosa ci siamo perse in quelle precedenti e ci si apre un mondo, e una nuova ossessione.
Fra uno stiraggio, una lavatrice e una revisione di editing, alle 17 ci incontravamo in salotto, robois e dolcetti* (quelli non tutti i giorni però) e commentavamo insieme i progressi nell’indagine di Jane contro John il Rosso.
Patrick infatti, abbiamo scoperto presto, non è un detective ma un consulente che per anni si è finto un mentalista
[2] truffando chiunque e che in un momento di egocentrismo ha sfidato – involontariamente – il famigerato serial killer John il Rosso, screditandolo e sminuendolo, non avendo la più pallida idea che la ritorsione dello psicopatico assassino si sarebbe abbattuta sulla moglie e la figlia piccola, trucidate nella loro stessa casa.
Da allora comincia ad indagare con l’intento di scovare e uccidere John, e dal canto suo il serial killer non disdegna la caccia e lascia al Mentalista delle tracce più o meno utili.
L’ossessione di Jane per John è pari solo a quella per il tea , qualunque cosa succeda, qualunque omicidio sia all’ordine del giorno, Patrick ha la sua tazza fumante tra le mani.
Purtroppo il resto del cast non è esattamente all’altezza, ed è per questo che all’inizio io e mamma non ci eravamo appassionate, i personaggi di contorno sono un po’ spenti, almeno nelle prime stagioni, ma poi per fortuna ognuno acquisisce un suo perché e un posto nel gioco fra Jane e John.
Una curiosità della serie tv sta nei titoli degli episodi, infatti fino all’ottavo della sesta stagione, appare sempre la parola «red» o altri termini che rimandano al colore (come «blood», «crimson» o «cherry»). Questo è un chiaro riferimento al nome del serial killer Red John (John il Rosso), che, pur non comparendo in tutti gli episodi, è costantemente coinvolto nella vita psicologica del protagonista. Nella versione in lingua italiana nei titoli viene sempre inserita la parola «rosso», anche quando nel titolo originale si trovano altri termini.

Questo gioco, questa partita a scacchi ha incollato me e mamma alla tv per tre stagioni fino ad un finale ( 3x 24 Fragole rosse con panna- parte II ) che non rivelo ma che è stato a dir poco perfetto! Siamo saltate dal divano, e ne siamo rimaste estremamente soddisfatte.
Ormai ci eravamo rassegnate a trovare un altro compagno di merenda quando…. hanno annunciato la quarta stagione.

 

Perché?????

Perché???

Perché????

E dopo quella, altre tre.
Sette stagioni totali, delle quali però, pur avendole viste tutte per una specie di legame emotivo (e avere una scusa per bere tea rosso e mangiare dolcetti!), solo tre rimangono quelle davvero belle che consiglio a tutti.
Naturalmente andrete avanti, perché John il Rosso riciccia, e non potrete impedirvi di capire cosa diavolo si stanno inventando… ma la settima, no, la settima vi prego escludetela. Un flop pazzesco.
Mia mamma voleva abbandonare e sono stata io a costringerla a vedercelo fino in fondo ma… no!
Un po’ come Revenge che ha dovuto strafare – ah, alla fine non ho resistito e ho visto anche la quarta. No comment.
Jane e John, per me la loro lotta finisce alla 3×24, ed è IL finale che vorrei per tutte le serie tv di questo genere.
E, tenendo conto di questo, ve la straconsiglio – anche (stranamente) nel doppiaggio italiano, per una volta eccellente.
Ma vi prego, non vi approcciate a Patrick senza robois o tea, o saranno guai….

[1] In Sud Africa, il rooibos viene usato tradizionalmente come bevanda dissetante, preparata alla stessa maniera del tea ed eventualmente dolcificata con zucchero o miele, e/o corretta con limone o latte. Recentemente, nei bar locali si è diffusa l’usanza di servire il rooibos concentrato, nelle quantità e nelle modalità che ricordano quelle del caffè espresso. Si è riscontrato un effetto benefico per pazienti ad alto rischio cardiovascolare, nei quali l’assunzione di rooibos potrebbe produrre un qualche beneficio nel normalizzare i lipidi ematici (riduzione di colesterolo e trigliceridi, se elevati) e i valori glicemici (se elevati, naturalmente assumendo il rooibos senza zucchero), e nel prevenire la perossidazione lipidica (utile contro l’ aterosclerosi ).
Tratto da  http://www.my-personaltrainer.it/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Mentalismo_(illusionismo)


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