“La Fitzek Terapia (con Cioccolata)”

Io e i miei amici da qualche anno abbiamo preso l’abitudine di farci una “lista dei desideri” per il compleanno e per Natale, in modo da essere sicuri di fare e ricevere solo ciò che ci piace, ma soprattutto di non ricevere doppioni.
Nella mia lista del 2016 c’era un libro che sono molto, molto contenta di aver ricevuto: La Terapia di Sebastian Fitzek.
 

“ «Che altro c’è? »
«
Forse lo riterrai stupido»
«
Vai avanti »
 «Credo che in questa stanza manchi qualcosa in più di un mobile […] c’è una strana atmosfera […] questa non sembra essere la stanza di una dodicenne »
C’è qualcosa che non va. ”[1]

Mi ha attirato subito il titolo, essendomi sempre interessata agli psico-thriller ed essendo in astinenza dal genere da un po’. E poi appena ho letto il quarto di copertina[2] mi sono convinta del tutto.
Cosa succede nella mente dell’uomo, quando arriva il momento in cui si impazzisce, quali sono i meccanismi che rendono la mente umana pazza?…..E perchè si arriva a questo punto?

Ho dovuto aspettare metà Febbraio per riuscire a leggerlo, ma quando l’ho iniziato è stato un vortice che mi ha completamente risucchiato. Cinque notti di insaziabile lettura (di giorno ero troppo occupata fra lavoro, teatro ed editing), avvolta nel calore delle coperte e dai timori delle ombre.
Ogni volta che la tenda si scostava mi faceva venire un infarto, ma nonostante la crescente ansia, non sono riuscita mai a staccarmi dal libro finché gli occhi non hanno supplicato e sono crollata in sonni agitati.

«Aiutami!».
Una sola parola. E innanzitutto si sorprese notando che, per la prima volta, Anna gli aveva dato del tu. L’orizzonte incombeva sulla casa sempre più pressante. Un denso strato di nuvole nere sovrastava l’isola e si spingeva incessantemente verso di lui, come un muro di cemento.”[3]

Perciò se volete un romanzo rilassante e dolce, potete smettere di leggere questo post, perché La Terapia è esattamente l’opposto, è uno di quei libri che si insinuano nella mente anche di giorno, e che ti cominciano a far vedere cose strane.
Forse l’ho amato proprio per questa (in)naturale capacità di rendersi reale nonostante la storia si andasse a complicare sempre più verso l’irreale.
 

“Viktor decise di continuare a parlare della sua schizofrenia, come se credesse alla versione dei fatti di Anna.
«C’è una spiegazione semplice per questo fenomeno. Quando poco fa mi ha detto che era “successo di nuovo”, voleva farmi capire che per l’ennesima volta qualcuno è apparso nella sua vita. Qualcuno che lei stessa ha inventato. Giusto? »[4]

 
 
Come Shutter Island, anche in questo thriller niente è come appare, i protagonisti, gli antagonisti, sono tutti confusi, prendono le parte gli uni degli altri in una perpetua ruota, trama e il ritmo sono eccezionali. Nulla sembra avere senso, nulla si adatta, tutto è così rado ed etereo che sembra impossibile chiarire qualcosa, fino al sorprendente (e credetemi proprio non ci ero arrivata!) finale!
Consiglio di leggerlo accompagnati da una cioccolata calda al pistacchio[5], decisamente consolatoria, perché ne avrete bisogno!
Fitzek colloca le sue trame prima di tutto negli intrecci a volte imperscrutabili del nostro intelletto, racconta i fatti attraverso una membrana oscillante, che storce e neanche troppo velatamente. Alla fine ti lascia con la sensazione ambigua di non riuscire a capire se la lettura di questo romanzo sia stata un’evasione o un intrappolamento.
Fitzek ne ha scritti altri tre, ho scoperto, e oscillo tra la voglia di leggermeli tutti di getto e quella di distaccarmi completamente dal genere.
Avete mai provato qualcosa di simile???


[1] Dal libro.
[2] Viktor Larenz è un ricco e brillante psichiatra di Berlino, reso celebre dalle sue frequenti apparizioni televisive. La sua vita però va improvvisamente in frantumi quando la figlia dodicenne Josy, affetta da una malattia sconosciuta, scompare senza lasciare traccia durante una visita nello studio
la terapia
Tralie Graphic
del dottore che l’ha in cura. Viktor la cerca ovunque senza mai rassegnarsi, sacrificando la carriera e il matrimonio. Quattro anni dopo, mentre si trova bloccato su un’isola a causa di una tempesta, l’uomo riceve la visita di un’enigmatica e inquietante scrittrice di libri per l’infanzia, Anna Spiegel. La donna vuole assolutamente entrare in terapia con lui perché in qualche modo è perseguitata dai suoi personaggi, che hanno la capacità di diventare reali. Uno di essi, in particolare, somiglia in modo impressionante a Josy: si tratta di Charlotte, la protagonista del suo ultimo romanzo, che ha gli stessi sintomi della piccola e deve sfuggire a un’identica minaccia. Ma chi è davvero Anna Spiegel? Le sue allucinazioni sono il semplice frutto di una mente schizofrenica o nascondono indizi che potranno aiutare Viktor a risolvere il mistero della scomparsa della sua bambina?
[3] Dal libro.
[4] Dal libro.
[5] CIOCCOLATA CALDA AL PISTACCHIO
INGREDIENTI (per 2 tazze)
_ 300 ml di latte
_ 80 g di cioccolato bianco
_ 80 g di cioccolato al latte
_ 15 g di amido di mais
_ 20 g di fecola di patate (o farina di riso)
_ 2 cucchiaini di pistacchi tritati
_ Zucchero
PREPARAZIONE
Sciogliamo l’amido di mais e la fecola di patate (o la farina di riso) nel latte freddo, mescolando molto bene.
Sminuzziamo i due tipi di cioccolato e li versiamo in un pentolino insieme a tutti gli ingredienti. Facciamo riscaldare a fiamma media continuando a mescolare fino ad ottenere la consistenza desiderata, infine zuccheriamo a piacere e decoriamo con la granella di pistacchio.

One thought on ““La Fitzek Terapia (con Cioccolata)”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...