“Holi, Spezie & Magia”

“A volte mi chiedo se la realtà esiste davvero, se c’è veramente una natura delle cose, obiettiva e intatta. O se tutto ciò che ci accade è già modificato in anticipo dalla nostra immaginazione. Se sognando qualcosa gli diamo vita.” [1]

Qualche anno fa, con la mia amica Ilaria, avevamo l’abitudine di scambiarci i libri – una pratica che puoi fare solo con ch ti fidi veramente tantissimo, e che ad oggi non uso più. -Solitamente ogni due settimane. Costavano tanto e avevamo solo la paghetta a disposizione, perciò scambiarceli era l’unico modo per poterne leggere di più. In uno di questi scambi io le diedi da leggere “Le nebbie di Avalon”, e lei mi prestò “La maga delle spezie” di Chitra Banerjee Divakaruni  un romanzo dall’aria esotica e misteriosa.
La magia era il comune denominatore.
Ma mentre il romanzo della Zimmer Bradley aveva una mitologia classica, questo tratta della mitologia delle tradizioni indiane.

La storia di Tilo, la protagonista, non è scontata. Dall’infanzia pesante e dal carattere un po’ superbo sin da bambina, giunge su un’isola celata agli occhi del mondo e lì impara la volontà delle spezie, alle quali farà voto d’eterna fedeltà. Però il suo spirito ribelle la segue anche oltre l’oceano, sino in quella bottega dove senza rendersi conto si attaccherà ai suo clienti, e userà la magia per scopi personali, così le spezie finiscono per portare alla distruzione. E Tilo, come quelle prima di lei, non potrà schivare per sempre il giorno del giudizio, un giorno o l’altro dovrà scontrarsi con le spezie.

E’ una narrazione che va letta con calma, che richiede i suoi tempi e questo non perché sia lungo o pesante, ma solamente perché ogni volta che si aprono le pagine di questa storia si viene condotti in un luogo del tutto diverso nel quale vale la pena perdersi per un po’.
Tradizioni indiane, miti, leggende e superstizioni si mescolano alle storie dei diversi clienti che passano dalla vecchia bottega e alle contrastanti emozioni della stessa Tilo, sempre più asfissiata dalla vita che si è scelta. Le due settimane nelle quali ho avuto questo libro fra le mani, ho visitato virtualmente l’India e ho scoperto delle spezie che non sapevo esistessero.

“Cannella bruna e calda quanto la pelle per aiutarti a trovare qualcuno che ti prenda per mano. Seme di coriandolo, sferico come la terra, per farti vedere chiaro Trigonella contro la discordia. Zenzero per il coraggio profondo di chi sa quando dire no…”[2]

 

Ma soprattutto mi sono affezionata tantissimo alle bizzarrie di Tilo, alla sua indecisione, alle sue disavventure.
Questa storia è una favola di fragranza, di aromi, di isole arcane, di un amore proibito. È un romanzo molto diverso dai soliti, con una storia peculiare, incantevole, una storia che si dispiega in cucina[3], nella bottega, nelle ricette e nelle spezie.

 

“Ne dubitate? Ah. Avete dimenticato gli antichi segreti conosciuti dalle vostre nonne. Eccovene di nuovo uno: i semi di vaniglia imbevuti del latte di capra e strofinate sul polso vi proteggono dal malocchio. Ed eccone un altro: un pizzico di pepe ai piedi del letto, disposto a forma di mezzaluna, vi cura dagli incubi. Ma le spezie che hanno il vero potere vengono dalla mia terra natale, terra di ardente poesia, di piume d’acquamarina, di tramonti brillanti come il sangue.[4]

 

Era Primavera – la Primavera in India è avvertita particolarmente, si tiene il tradizionale festival Holi, conosciuto come il “Festival dei Colori”. Centinaia di persone traboccano nelle strade e si lanciano a vicenda polveri colorate fino a ricoprire ogni cosa di tinte vivacissime ricavate da petali di fiori.

Penso che potrei seriamente fare una brutta fine se fossi davvero lì, per tutto quel polline, ma deve essere uno spettacolo davvero meraviglioso. –
Sedevo sul balcone adiacente alla cucina, prevalentemente perché ogni tanto chiedevo a mia mamma quale fosse una delle spezie e a cosa potesse servire nella cucina quotidiana, e lei pazientemente mi preparava una bibita simil-esotica*, mi ha insegnato ciò che sapeva
[5]; anche se sono dovuta arrivare ad Expo anni e anni dopo per vederle davvero tutte, le spezie citate.

“Ogni spezia ha un suo giorno speciale. Quello della curcuma è la domenica, quando la luce gocciola burrosa nei barattoli di latta che se ne imbevono fino a splendere, quando si pregano i nove pianeti affinché ci concedano amore e buona sorte. “ [6]

 

Guardando fuori dalla finestra non vedevo più il giardino del mio palazzo, ma l’isola sperduta dove Tilo stava imparando l’arte delle spezie, o la California nella quale incontra il protagonista maschile, sentivo gli odori della bottega, e seppur da allora abbia letto altri libri ambientati in India o con personaggi indiani, “La maga delle spezie” è l’unico che mi ha dato la sensazione di trovarmi davvero lì.

*Bevanda speziata alla melagrana

 

 

Ingredienti
– 2 succo Melagrana

4.0.1


– 120 g di sidro Mele
– 2 stecche Cannella
– 1 stella Anice Stellato
– 2 fette Zenzero fresco

 

Procedimento:

 

Strizziamo e filtriamo il succo delle melagrane, mettiamolo  in una bottiglia con il sidro di mele e aggiungiamo la cannella, l’anice stellato e lo zenzero fresco riponendo poi tutto in frigo. Facciamo riposare almeno 2 ore, così che le spezie insaporiscano la bevanda e serviamo freddo.

 

 

 

 

 


[1] Dal libro.
[2] Dal libro.
[3] Da questo romanzo ne è stato tratto un ricettario: In cucina con la maga delle spezie di Roberta Deiana.
[4] Dal libro.
[5] Ecco una ricetta che potreste abbinare alla lettura di questo libro: https://www.lennesimoblogdicucina.com/2014/09/thoren-alla-zucca.html
[6] Dal libro.

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