“Il Mittente”

32_ il mittente

È da un po’ che penso che i ragazzi si dividono in due categorie generali – al cui interno possiamo ovviamente trovare diverse e variegate sfumature- QuelPoveroDisgraziato ( anche detto QPD) e ColuiCheCiFaBattereIlCuore (abbreviato in CBC).

QPD non ci piace.
CBC sì.
Facile e indolore (più o meno).

Come riconoscerli?  
Se CBC ci invia un messaggio così così, o proprio cretino, riusciremo sempre a trovargli una sfumatura carina, un risvolto simpatico o una giustificazione profonda; ma se a inviarlo è QPD, allora nemmeno citando Shakespeare riuscirebbe a smuoverci. Probabilmente si impegna anche tanto, ci pensa, scrive, cancella, riscrive. 

Si inventa le scuse più disparate solo per poterci contattare. Ma niente. Non ci smuove dall’educata risposta di cortesia.
(Di buono c’è da dire che il QPD di una potrebbe essere il CBC di un’altra… quindi mai disperare! Ma visto che Cupido è un bastardo, non ci conterei troppo.)

 

Sto qui a fissare un messaggio di testo da circa venti minuti chiedendomi se valga la pena uscire con questo ragazzo. 
Come ho già ribadito più volte, io con le parole ci lavoro, per questo le trovo piuttosto fondamentali. E, se nella conversazione può capitare qualche scivolone, qualche imbarazzo, qualche intercalare di troppo (nessuno ne è immune, ahimè, io vado a periodi), in un sms non è ammissibile. Insomma, la scrittura dà quello che la voce non può, il tempo! clock-animated-gif-18
Sarebbe bello avere sempre la risposta pronta, arguta, divertente e in perfetto italiano. Ma raramente è davvero così.

Per questo secondo me nascondersi dietro la scrittura è stato un passo così veloce. Una volta visualizzata la frase si ha il tempo di metabolizzarla, rispondere, correggere, riscrivere, utilizzare una forma migliore.
Se non sei capace di stupire, stuzzicare, intrigare nemmeno con a disposizione qualsiasi trucco, intere ore, per rispondere ad un messaggio, figuriamoci dal vivo!
Certo, c’è sempre l’eccezione alla regola, colui il quale è un oratore nato e odia dover chattare su un freddo apparecchio. Però oltre ad essere rari, questi esemplari dovrebbero adattarsi al nuovo corteggiamento. – E lo dico io che detesto questo nuovo corteggiamento, e che tornerei al vecchio muretto/pub/bar/piazza all’istante. –

E dunque, eccomi qua, a fissare il suo invito ad uscire.

 

Il punto è che non credo sia davvero ciò che ha scritto il problema! (seppur non sia esattamente entusiasmante) Il “problema” è CHI me l’ha scritto. D. mi inviava messaggi meno belli, eppure andavo in brodo di giuggiole. E ora invece, sono venticinque minuti che penso “ma che gli dico a questo?”.
Diciamoci le cose come stanno, ragazze mie, il mittente non è solo importante, è fon-da-men-ta-le! 
Potrei star qui altri quindici minuti a dirmi che è colpa del messaggio, delle parole, della punteggiatura, ma la dura verità e che questo ragazzo è decisamente un QPD, potrebbe scrivere una canzone per me e mi farebbe lo stesso effetto di dover mangiare un minestrone sciapo in pieno agosto; e allora sorge spontanea la domanda, vale la pena impegnarsi tanto? Potrebbe darsi che come nelle sitcom a forza di insistere da QPD si passi a CBC? (vedi Ross in Friends, Leonard in TBBT) o la vita è molto più simile ai drama, e un QPD resterà sempre un QPD? (come Jorah in GOT o DeLuca in Grey’s).

 

Immagino che per scoprirlo dovrei uscirci….
Trentacinque minuti.
Rileggo il messaggio.
Faccio una smorfia.
Gli rispondo….

Povero QPD!!!!

 

 


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