“22.11.63: Salvate il Presidente Kennedy… (o no?)”

Abrams e King[1], appena ho letto questi due nomi accoppiati mi sono convinta. Non ho nemmeno guardato il trailer, ma sono andata a curiosare in giro per la trama e l’ho trovata assolutamente geniale: Kennedy è stato e rimarrà uno dei Presidenti più amati degli States, ma se lo fosse proprio per la scomparsa prematura? Insomma in quel poco tempo che è stato in carica ha fatto scelte positive per il suo Paese, ma restando in vita sarebbe continuata ad andare così?
Si sarebbero potute evitare alcune delle guerre recenti? Kennedy avrebbe potuto salvare il Mondo?
Sulla base di questo interrogativo inizia il viaggio nel tempo di Jake Epping (James Franco[2]) nel tentativo di cambiare la sorte del Presidente.

22.11.63 è la data che va cambiata, ma c’è un percorso da fare prima, questo incarico segreto verrà intralciato non solo da Lee Harvey Oswald (colui che venne giudicato colpevole del delitto – interpretato da Daniel Webber), ma soprattutto da un passato che non vuole essere mutato.
Ci riuscirà?
E se sì, servirà o farà peggiorare le cose?

La serie tv evento del 2016 è tratta dal romanzo omonimo[3] di Stephen King, ma… ora dirò una cosa molto strana per me, preferisco la versione riadattata!
Questo perché, come mi è già successo per altre opere dello scrittore, la versione televisiva è più veloce e si concentra sui fatti salienti, mentre il libro appone più punti di vista e si sofferma anche su storie e descrizioni secondarie che però non danno nulla alla trama principale.

Una delle eccezioni a questo è stato Misery, ma normalmente di King preferisco la versione sceneggiata, come è successo per Under the Dome, It, Il Miglio Verde.

Il primo trailer è stato diffuso il 19 novembre 2015 e personalmente l’ho guardata per tutto Novembre 2016, facendo caso che il 22 arrivasse la puntata finale. Al di là della mia personale follia, consiglio di vederla in Autunno per le sue atmosfere da cioccolata calda sul divano.
È una storia d’azione ma anche d’amore. Una poesia spezzata dal thriller. Va approcciata con lentezza e tempo a disposizione per cercare di seguire le varie linee temporali, accoccolati sul divano, più vicini possibili al termosifone, con uno dei simboli della rivoluzione culinaria degli anni Sessanta: le merendine!!! Io ho voluto ricreare la mia preferita, anche se una sola volta* dopodiché le ho comprate già confezionate, e devo dire che è la merenda perfetta per un pomeriggio in compagnia di Jack, Sadie (Sarah Gadon), e Bill (George MacKey).

Sono molto contenta che sia una mini-serie, che inizi e finisca, perché mi ha lasciato un’ottima sensazione, e delle cose buone non bisogna abusarne.
Ho adorato tutto di questa serie, a partire dai riferimenti a “Ritorno al Futuro”, uno dei miei film preferiti: dal taccuino con le scommesse alla data, 21 ottobre, coincidente con quella di Marty McFly, al fatto che, catapultato negli anni Sessanta Jack può sfoggiare battute di film successivi per sue, facendo un gran bel figurone con Sadie alla presenza di T.R.Knight (George di Grey’s Anatomy) nei panni di un cattivissimo uomo in doppiopetto.

La colonna sonora è un altro punto forte dello show, durante gli 8 episodi della prima ed unica stagione, si possono ascoltare brani del calibro di Stay (Just a Little Bit Longer) di Maurice Williams & The Zodiacs, Then He Kissed Me del gruppo femminile The Crystals, il soul di Sam Cooke con Bring It On Home To Me fino alla simbolica Soldier Boy intonata dalle Shirelles.  Tantissimi gli omaggi anche alla pittura di Edward Hopper, con una fotografia ampiamente ispirata dai quadri del pittore americano, forse il più grande esponente artistico di quegli anni.
Accanto a problematiche serie come il razzismo, gli abusi coniugali, vediamo gli abiti dell’epoca, le buone maniere, il linguaggio, i lunghi corteggiamenti… Sarà che ho sempre subito il fascino del passato, ma questa serie sembra catapultare anche noi negli anni Sessanta, ed è straordinario.

Sul finale non voglio dire niente perché rischierei di svelarlo, ma per una volta posso affermare con certezza che ogni puntata vale la visione!

Se mai l’accoppiata King/Abrams dovesse pensare ad altro state sicuri che sarò in prima fila a guardarlo!

E dovreste farlo anche voi, insieme a una bevanda calda e una Torta Fiesta*.

*Torta Fiesta
(la ricetta è una mia variante della classica torta al cioccolato e arancia)

 

 

22.11.63
Tralie Graphic

Per la farcia:
-2 uova

-130 g zucchero
-1 bicchierino di cointreau
-400 ml latte
-scorza di 1 arancia
-50 ml succo d’arancia
-60 g fecola

Per la bagna:
-1 arancia
-2 cucchiai di cointreau
-5  ml acqua
-1 cucchiaio zucchero
-250 g cioccolato fondente per la copertura

Procedimento:

Ho preso il pandispagna già pronto, ma se volete fare anche quello, ecco qui una buona ricetta.

Per preparare la  farcia: scaldiamo il latte con la scorza d’arancia, poi a fuoco spento  lasciamo in infusione per 20 minuti. In una ciotola montiamo i tuorli con lo zucchero, aggiungendo poi la farina setacciata, dopo versiamo il latte filtrato, il succo d’arancia ed il cointreau. Poi disponiamo il prodotto in un pentolino e cuociamo a fiamma dolce, mescolando fino a che la crema non si sarà condensata.

Nel frattempo ci occupiamo della bagna: per prima cosa sciogliamo lo zucchero in un pentolino con l’acqua ed il succo d’arancia, aggiungiamo poi il cointreau e amalgamiamo bene.
Quando tutto è pronto e freddo, tagliamo il pandispagna in due strati, la inumidiamo con la bagna all’arancia e farciamo con la crema. Poi ricopriamo con l’altro quadrato di torta. Esercitiamo un leggero schiacciamento sulla superficie per far spartire bene tutta la crema.

Infine sciogliamo il cioccolato, lo versiamo sulla superficie della torta e con una spatola lunga, velocemente ricopriamo totalmente la torta. Mettiamo in frigo a solidificare per almeno un’ora, poi la sistemiamo su un piatto da portata e decoriamo con delle curve di cioccolato fuso su tutta la lunghezza della superficie.

 

 

Vi assicuro che è una vera delizia!

 

 

 

 

Buona visione!

 

 

 


[1] Le iniziali di J.J. Abrams, Franco James e King Stephen formano la sigla JFK, una curiosa e bizzarra coincidenza…
[2]  James Franco, dopo aver letto il romanzo ed esserne rimasto del tutto affascinato, telefonò all’autore per chiedere di poter acquistare i diritti del libro. L’autore di 22/11/’63 gli risposte che J.J. Abrams lo aveva battuto sul tempo e che voleva farci una miniserie per la tv. Convinto di aver perduto un’occasione, Franco pubblica un articolo entusiastico sull’ultimo capolavoro del re del brivido. Quelle parole catturano l’attenzione del creatore di Lost che scrisse una mail alla star di 127 ore per coinvolgerla nel suo, nuovo, ambizioso progetto.
[3] La trama del libro: 11.22.63 il romanzo.

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