“Il Mondo Emerso dalla Fantasia”

Agosto 2005, ho appena finito la maturità superata alla grande, cosa sarà mai fare un regalo???
E’ di nuovo il compleanno di mio fratello, come è potuto succedere? Ah sì giusto, è un anniversario, ovvero una ricorrenza che ricade ogni anno, e ogni volta io non so cosa regalargli.
No, non adesso. Ad oggi ho una lista infinita di regali che so per certo possano piacergli, ma quell’anno funesto mio fratello era nel pieno dell’adolescenza, cioè quel periodo in cui “fa tutto schifo, fate tutti schifo, che schifo”, perciò capire cosa potesse fargli “un po’ meno schifo” non era facile…

“La paura è un’amica pericolosa: devi imparare a controllarla, ad ascoltare quello che ti dice. Se ci riesci ti aiuterà a fare bene il tuo dovere. Se lasci che sia lei a dominarti, ti porterà alla fossa.”[1]

Libri.
Non ho altra scelta. Nonostante le librerie di casa stiano per scoppiare è davvero l’unica cosa con la quale ho un tentativo di non vedergli l’espressione di chi ha appena mangiato un limone marcio sulla faccia.
Adora il fantasy.
Quindi, libro fantasy.
Vado in una nota libreria del centro, nel reparto preposto e mi viene uno scompenso, le copertine sono quasi tutte uguali, pure le trame e, diocenescampieliberi, pure i titoli!
Come è possibile?[2]

Comunque sto perdendo il filo del discorso, tornando a quell’agosto maledetto, con commessi impreparati e confusione da omonimia, finalmente un titolo diverso mi attira, ma soprattutto mi colpisce che l’autore, anzi, l’autrice sia italiana! Un’astrofisica[3], una donna!
Insomma, una specie di aliena!
Inoltre è un bel volumotto con tutti e tre i volumi della saga, il prezzo è ragionevole.
Lo prendo.

“La libertà esiste, e va conquistata, anche a prezzo di grande dolore. Il destino non ha potere su di noi, se abbiamo il coraggio di ribellarci.”[4]

 

Ottobre 2006, mio fratello entra nella mia camera senza bussare, un’abitudine che detesto, ma ci passo sopra, tanto stavo facendo il calcolo di quante pagine al giorno avrei dovuto studiare per riuscire a dare sette esami alla sessione di gennaio.
<<Questo libro è stupendo! Devi assolutamente leggerlo!!>>

<<Che libro?>>
Lo espone in tutto il suo splendore: <<Cronache del Mondo Emerso[5] di Licia Troisi[6]>>.
<<Ah, l’hai letto finalmente, te l’ho regalato io, sai?>>
<<Sì lo so. Leggilo!>>

Sarà che ho bisogno di una pausa, sarà che voglio approcciarmi al fantasy, sarà che avendolo comprato io mi sembra doveroso, fatto sta che lo leggo.
E mi appassiono!
Un intero Autunno in compagnia di Nihal, della Terra del Vento, di Elfi, Gnomi, Draghi e Terre sconosciute.
Di avventure e peripezie, di enigmi da risolvere e personaggi da amare, e da odiare.
Quello che mi è piaciuto di più è il parallelismo fra viaggio interiore ed esteriore dei personaggi, che affrontano non solo delle tappe letterali, ma anche emotive, psicologiche della loro esistenza, e facendo ciò crescono con il lettore.
Stupisce che non sia scontato il lieto fine, che ai “buoni” (ammesso che ce ne siano) non va sempre e solo tutto per il verso giusto, anzi. Spesso perdono. Forse è stato questo tratto a farmi davvero appassionare.

È una trilogia accattivante capace di coinvolgere ad ogni età, in maniera diversa. Ci siamo così entusiasmati e affezionati al modo di scrivere della Troisi che successivamente abbiamo letto anche “Leggende” e “Guerre” sempre legati al Mondo Emerso, con protagoniste altrettanto forti e intelligenti. E con trame per nulla scontate, e soprattutto un lieto fine non sempre raggiunto.

Ultimamente mio fratello sta leggendo la nuova saga, “Nashira”, io ancora devo recuperare, ma intanto consiglio di cominciare il lungo percorso del fantasy a tutti coloro che sono stanchi della realtà, che hanno voglia di sognare ad occhi aperti, a chi ha di fronte un Autunno pieno di responsabilità e vuole sentirsi un guerriero. A chi trasforma le proprie insicurezze in forza, a chi ha ancora qualche speranza in un mondo migliore, e a chi l’ha persa.
So che ci sono due fazioni contrastanti, chi ritiene che lo stile della Troisi sia troppo “leggero” e chi la adora. Ai posteri l’ardua sentenza, quello che vorrei sottolineare è che il fantasy non è un sottogenere, e anche se lo fosse, ha il grande pregio di trasportarci via per un po’, ci trasforma in eroi, non vale forse la pena di rischiare e aprire il libro per vivere tutto questo?

 

 

 

 

 


 

44_cronache
Tralie Graphic
[1] Dal romanzo.
[2] Oggi, a distanza di un decennio lo so. Colpa delle case editrici che pensano che il fantasy sia un genere di serie B adatto a nerd che non faranno mai sesso senza un avatar o sfigati da scantinato, quando non si rendono conto che invece è uno dei generi migliori al mondo, perché grazie a magia, fantasia, creazione di mondi, aiuta a sviluppare intelligenza e creatività. Ma vallo a spiegare alle case editrici….  Niente da fare, nonostante il fenomeno Martin, la religiosità dei fan di Tolkien e la vagonata di soldi che hanno fatto con Brooks, per loro rimane un sottogenere.
[3] Una delle curiosità più evidenti della saga è che quasi tutti i personaggi hanno nomi di stelle.
[4] Dal romanzo.
[5] http://www.liciatroisi.it/libri/la-saga-del-mondo-emerso/
[6] http://www.liciatroisi.it/biografia/

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