“Al Cuor non si comanda, ma allo Sguardo sì (ovvero di Tette Inesistenti)”

Mi è capitato, qualche giorno fa, di imbattermi in un post su facebook che recitava così:

 

“IL BRUTTO DI NON AVERE LE TETTE E’ CHE DEVI USARE IL CERVELLO TUTTO IL GIORNO.”

 

Lì per lì ho sorriso e ho scorso avanti. 
inesistentiPoi però sono tornata indietro, ho salvato il post e ho cominciato a ripostarlo in tutti i miei social, anche come status di whatsapp, mentre a galla mi riveniva in mente come un film dal montaggio alla Memento, tutto il periodo (balordo) delle medie!
Mentre alle mie compagne di classe cominciava a spuntare un fisico da donna, io restavo piatta come una tavola da surf. Qualche insegnante un po’ sciroccata mi diceva che era perché non mangiavo abbastanza proteine… mia madre che dovevo avere pazienza, le tettone che almeno io potevo ancora indossare una maglietta attillata senza che i maschi mi fissassero.
No, non mi fissavano manco per niente.
Ed era proprio quello il problema. Molte ragazze si lamentano perché gli uomini di ogni età prima di ascoltare ciò che hanno da dire si soffermano minuti interi sul loro seno prominente. Spesso non si ricordano il loro colore degli occhi e sono sicure che non hanno capito nemmeno la metà delle loro richieste, troppo concentrati su fantasie sciistiche su montagne di carne femminea.

Be, mie care tettone, lasciatevi dire che anche la vita di noi piatte non è affatto facile.

 

Innanzitutto noi con il cromosoma Y dobbiamo conversare!
Ci pensate???
E poi ci guardano in faccia, il che vuol dire che dobbiamo stare sempre attente a non fare smorfie quando rispondono!

 

 

Alle medie, periodo già difficile di suo, capii ben presto che non potendo contare sulle tette mi sarei dovuta ingegnare in altro modo. Sorvolando sul fatto che altre col mio “problema” uscivano con minigonne talmente corte da sembrare inesistenti, o pantaloni a guanto per mostrare il latoB, la questione rimaneva parzialmente insoluta dato che, a meno di non camminare al contrario, la parte A sarebbe stata comunque la prima ad essere vista.
Non è stato difficile trovare una soluzione in realtà, poiché i billydotati venivano a me senza che io dovessi poi fare molto, non avendo tette non ero “pericolosa”, e mi chiedevano consigli sulla mia specie. Inizialmente questo mi sembrava una specie di punizione ulteriore, ma poi ho capito col tempo che è stato un enorme vantaggio. 
Senza l’attenzione posata sul davanzale, non solo loro ascoltavano me, ma io potevo ascoltare loro! E, saltata la parte di peni e derivati, ho scoperto le loro paure, i loro pensieri più nascosti, le loro debolezze.
Le tette non sono mai arrivate-  ho ciò che i più carini definiscono la forma a coppa di champagne-  ma sono stata la più corteggiata per anni, per ANNI, perché avevo qualcosa che le altre non avevano: parlavo la loro lingua.
I tre, orripilanti, disastrosi, anni delle medie, nei quali i ragazzi mi trattavano alla pari, dimenticandosi completamente che ero una cromosoma X, mi sono valsi come scuola quando alle superiori ho cominciato a sfoggiare tutto ciò che avevo imparato.
Loro erano affascinati dalla mia sapienza sul loro mondo e io ne ho approfittato parecchio.

 

Poi, come tutte le cose belle, la magia è finita. Mi sono impigrita, non ho più studiato, non sono più stata così amica del genere opposto (tranne rare eccezioni che ancora oggi mi porto gelosamente come compagni d’arme).
Il problema delle non-tette è tornato.
Sì, perché il post su facebook ha ragione, non ho un’arma con cui distrarre il maschio di turno, devo per forza essere una presenza. Non posso far ballonzolare il davanzale di fronte ad una domanda scomoda alla quale non voglio rispondere. Non posso strizzarmi il seno in una maglia succinta per evitare che ricominci a parlarmi di sport. Non posso distogliere l’attenzione da me, in quanto me.
Devo essere, sempre e costantemente sveglia, vigile, con qualcosa da dire.
Che palle!

 

Ricerche scientifiche e riviste femminili, si pongono la questione da molto tempo, pare che avere un seno piccolo aiuti da vecchie a non avere problemi con la forza di gravità e la conseguente decadenza…  ma va?
Grazie, da vecchia ne sarò molto lieta.
“Quando mangi la pizza croccante o un bel croissant, le briciole non ti vanno a finire in mezzo ai seni, ma cadono dirette sul pavimento.”
Ah be, allora sì che le non-tette servono a qualcosa!
La ricerca che mi ha fatto davvero ridere però è quella secondo la quale le donne col seno piccono NON soffrono di mal di schiena; sono geneticamente predisposte ad avere una spina dorsale ben allineata………………………………………

 

MA PERCHE’??? secondo quale logica???
Io ho fatto ben due cicli di fisioterapia per raddrizzare la schiena che mi si erano addirittura spostate le vertebre, ma da dove prendono le informazioni questi pseudo-scienziati?????
Comunque, grazie alla mia amica Sabrina, ora so la verità: devo uscire con un uomo “già mangiato” perché pare che a stomaco pieno siano attratti dalle tette piccole….. 
Perciò la prossima volta che vedrò un ragazzo che mi piace, invece di inebriarlo con la mia brillante personalità gli ficcherò davanti una bella carbonara con doppio guanciale e via…
Aaaaahhh a saperlo prima, quante conversazioni mi sarei risparmiata…


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