“In giro per Roma con ‘Angeli & Demoni'”

“Professor Langdon, lei ha passato la vita a studiare simboli come quello che ora si trova in mano. Per quanto tempo ancora vuole far finta di non avere ancora deciso di venire a Roma?”[1]

 

Vivo a Roma da 20 anni (dopo 10 passati ai Castelli), perciò credo di conoscerla piuttosto bene; soprattutto perché ogni volta che viene qualche amico o parente da fuori vengo ingaggiata come Cicerone, per cui anche se da sola qualche parte mi fosse sfuggita di sicuro l’ho recuperata in gruppo. Roma è enorme, perciò sono sicura che ci sono ancora zone nascoste, ma la parte centrale, la parte più “popolare” la conosco.
Perché faccio questa premessa? Per colpa del libro che ho letto ormai sei Primavere fa, ma che solo in questo Marzo mi sono convinta a seguire passo passo per capire se conosco la mia città davvero così bene o se un americano che pare nemmeno ci sia mai stato dal vivo ne sappia più di me…
Zaino in spalla, bottiglietta d’acqua, uno snack, scarpe comode e via… in giro per Roma con “Angeli & Demoni come mappa[2], a ricercare le chiese e gli antri segreti descritti dal romanzo, perché se è vero che è una storia inventata (nonostante le mille polemiche nate anche e soprattutto dopo l’uscita dell’altro romanzo “Il Codice Da Vinci”), i luoghi descritti da Dan Brown dovrebbero essere reali. Ma davvero formano il “cammino degli Illuminati?”.

 

“Distruggeremo i vostri quattro pilastri. Marchieremo i vostri preferiti e li sacrificheremo sugli altari della scienza e poi annienteremo la vostra Chiesa. La città del Vaticano sarà distrutta dalla luce, una stella splendente alla fine del cammino dell’illuminazione.”[3]

 

Sono partita dalla basilica di Santa Maria del Popolo, precisamente nella cappella Chigi realizzata da Raffaello Sanzio. Qui il protagonista del romanzo, Robert Langdon, trova morto e interrato nella cripta il primo dei quattro cardinali rapiti[4].
Ok, devo vergognarmi, ma non ci ero MAI stata prima, non è parte del tour turistico che proponiamo ad amici e parenti, ma chissà perché non mi era mai capitato di venirci nemmeno da sola o con la scuola. Assurdo! Voglio dire ci passo praticamente sempre qui davanti, ma non ero mai entrata. Sono davvero sconcertata.
Mi soffermo sui gradini a rileggere la parte che riguarda l’elemento TERRA, poi entro e rimango folgorata: la cappella è straordinaria, i dipinti meravigliosi, come ho fatto a perdermela?Nella Cappella affianco ci sono dei Caravaggio!!! Ho fatto file assurde di ore e ore per vedere i suoi dipinti in qualche mostra, quando ne avevo due a portata di metropolitana… Torno a quella del libro, ci entro sospettosa, non si sa mai trovassi anche io qualche cadavere… fortunatamente l’unica cosa che trovo è l’ARTE, quella vera!
La seconda tappa è San Pietro, e almeno qui sono strasicura di esserci stata, non solo nella piazza, ma sotto tutto il colonnato, dentro la Basilica, nella Cupola e nei sotterranei. Non ha segreti per me. Peccato però che le due tappe non siano così vicine, e mi tocca camminare a lungo nel vento sotto un cielo carico di pioggia pronta a esplodermi in testa[5]. Ma non mi pesa, perché Roma è meravigliosamente bella e con le rondini che cinguettano e i fiori che sbocciano lo è anche di più.
Arrivo all’elemento ARIA proprio mentre il vento si trascina via le gonne delle turiste tedesche.
Al centro della Piazza sorge un obelisco circondato da una meridiana con una rosa dei venti (creata con delle piastrelle ovali a bassorilievo) per cui l’obelisco funge da gnomone. Di questi ovali il più noto è il “West Ponente” su cui Langdon trova un altro cardinale morto.
Mi fermo sotto uno dei portici e rileggo la parte di romanzo che è ambientata qui e già comincio a trovare troppa fantasia. Mai e poi mai avrebbero fatto entrare Langdon in Vaticano nell’archivio senza un permesso speciale ottenuto tramite una burocrazia infinita almeno un anno prima! Comincia a piovere ma ai turisti non importa, continuano il loro tour, e anche io!
Tracciando una linea dal soffione centrale del bassorilievo posto sull’obelisco, il professore si reca poi dall’altra parte della città, ora, Brown nel romanzo fa sembrare anche questa una passeggiata di salute, in realtà bisogna per forza prendere i mezzi (metro Barberini) o un taxi. Io ho la tessera annuale atac, quindi proseguo sulla linea A.
La terza tappa, quella del FUOCO, è secondo me la più bella, conosco questa chiesa ma non ci entro da almeno una decina d’anni, da una gita coi miei genitori e i miei zii del sud. Essendo la Chiesa di Santa Maria della Vittoria attiva, devo stare attenta a non imbattermi nell’orario di messa, mentre aspetto che la cerimonia finisca ne approfitto per leggere la parte sull’Estati di Santa Teresa. Qui il terzo cardinale appeso in aria con delle catene sta avvampando senza che i protagonisti possano fermarlo; anzi, il comandante della gendarmeria vaticana muore, Vittoria viene rapita dall’assassino e Langdon dopo una lotta impari (in fondo è pur sempre un professore universitario mica Indiana Jones!) si salva perché “riparato” da un sepolcro che si è rovesciato su di lui, sotto il quale però rischia di rimanere asfissiato.
Questa parte la trovo un po’ eccessiva, anche perché i danni creati avrebbero fatto finire Langdon in prigione senza passare dal Via, ma vale la pena entrare: chi non l’ha mai vista dal vivo non può capirne l’inimmaginabile beatitudine che trasmette. Credenti e non rimangono folgorati di fronte a tanto bagliore.

“« E tu? » chiese. « Tu credi in Dio?»
Vittoria rimase a lungo in silenzio. « La scienza mi dice che deve esserci un dio, la mente che non lo comprenderò mai, e il cuore che non sono tenuta a farlo» . Langdon ammirò la concisione di quella risposta.”[6]

Il tour si ferma momentaneamente, sia perché sono stanca morta, sia perché c’è un temporale tremendo. Me ne torno verso casa con la sensazione che Roma abbia ancora qualche segreto per me, e questo mi piace.

 

 

Il giorno dopo riparto da Piazza Navona, uno dei miei luoghi preferiti, la Piazza degli Artisti. In Inverno questo posto è davvero magico, con le bancarelle natalizie, i pittori, i maghi, i giocolieri. Ma anche in questa bizzarra Primavera nella quale ieri ha tirato giù il cielo e oggi fanno temperature da mare e spiaggia, vale la pena visitarla.
Al centro della piazza c’è la Fontana dei Quattro Fiumi rappresentante l’emelemnto ACQUA, con il famoso obelisco centrale del Bernini (che lo stesso soffiò al Borromini non senza diversi momenti di contesa) che riproduce in forma umana il Nilo, il Gange, il Danubio e il Rio de la Plata. Qui Langdon scopre il quarto cardinale, morto affogato.
Come????

Com’è umanamente possibile annegare in questa fontana? – Mi chiedo mentre la giro da ogni angolazione. Nemmeno con dei pesi di piombo, nemmeno con addosso un’armatura di ferro! L’acqua è così bassa che basterebbe pochissimo a rialzarsi, anche con ferite e pesi, tanto più che Langdon è lì a pochi passi a lottare con l’assassino nell’acqua…. COME? Mi chiedo ancora.. è troppo, troppo bassa perché sia anche lontanamente credibile, ma è finzione, è romanzo, gliela lasciamo passare… Il cardinale schiatta e non resta che finire il percorso.

“Non c’è nemico più temibile di quello di cui nessuno ha più paura.”[7]

In cima all’obelisco posto sopra la fontana c’è una colomba, simbolo dell’angelo della pace. La colomba ha il becco posto in direzione di Castel Sant’Angelo, e così Langdon capisce che è lì che deve andare.
Ora, io mi ritengo una persona di discreta intelligenza, conosco la città e mai, mai nella vita ci sarei potuta arrivare semplicemente guardando la colomba sopra l’obelisco, come fa il professore che nemmeno conosce Roma????
Sto cominciando a ricordare perché sono passati così tanti anni prima che lo riprendessi in considerazione, questo romanzo.
Un pregio ce l’ha però, mi ha fatto scoprire il Passetto, il lungo passaggio segreto che collega l’ex prigione a San Pietro, purtroppo si può visitare solo in periodi specifici[8] dell’anno e fino ad un certo punto, quindi mi vedo costretta a seguirlo con gli occhi da sotto.
Castel Sant’Angelo è il mio monumento preferito a Roma, l’avrò visitato almeno cinquanta volte, di giorno, di notte, in tutte le stagioni. Ma non smette di affascinarmi, non smette di farmi spezzare il fiato quando dalla cima vedo tutta Roma, quando alzo gli occhi e metto a fuoco San Michele con la sua temibile spada.
angeli e demoni
La scena ambientata qui non la descrivo per evitare spoiler a quei pochi che non hanno letto il libro o visto il film ma…… NO.
Questa proprio non gliela passo, fiction o non fiction ci sono dei limiti, il Tevere è uno di questi………………………………………..

“Galileo riteneva che la chiesa e la scienza non fossero nemiche, ma semplicemente che fossero due linguaggi diversi che raccontano la stessa storia. “ [9]

Mangiando di gusto la mia pizza bianca con la mortadella[10] mi incammino verso il Pantheon, luogo dove Lagdon inizialmente credeva partisse il Cammino degli Illuminati. La lettura è finita e anche il tour, il romanzo alla fine mi è piaciuto, nonostante alcune scene molto americanizzate, perché parla della mia città, la fa scoprire anche a chi per un motivo o per un altro non può vederla di persona.
Sicuramente leggerlo nei luoghi che descrive lo rende più affascinante, si tollerano un po’ di più le esagerazioni, ma anche seduti comodamente sul divano credo sia il più bello (forse l’unico che vale la pena leggere, per me) romanzo di Dan Brown.

 

 

“La fede è universale. Sono arbitrarie le interpretazioni specifiche che ne diamo. C’è chi prega Gesù, chi va alla Mecca, chi studia le particelle subatomiche. Ma in un modo o nell’altro siamo tutti in cerca della verità, di qualcosa che ci trascende.”[11]

 

 

 


[1] Dal romanzo.
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Angeli_e_demoni_(romanzo)#Trama
[3] Dal romanzo.
[4] Per salvare i cardinali, il professor Langdon deve trovare la chiave di un enigma, celata nell’archivio del Vaticano.
L’indizio da trovare è in un libro di Galileo Galilei che contiene l’indicazione per raggiungere un luogo segreto che gli Illuminati chiamavano la chiesa dell’illuminazione alla quale si arriva attraverso il cammino iniziatici.
[5]

 

[6] Dal romanzo.
[7] Dal romanzo.
[8] NDA, sono riuscita a vedere il passetto l’anno successivo a questo tour e devo dire che è stato emozionante.
[9] Dal romanzo.
[10] Tipico snack romano.
[11] Dal romanzo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...