“Salva la Fantasia, salva il Mondo”

heroes
Tralie Graphic

Okonomiyaki
(la ricetta è presa come spunto da un ricettario di Expo2015 e personalizzata da me)

 

 

Ingredienti per 2 Okonomiyaki

Per l’impasto:
– 300 grammi Farina

– 2 Uova
– 400ml di acqua
– Cavolo cappuccio q.b.
– Salsa Bulldog
– Preparato per Okonomiyaki

Per il condimento

“Okonomi” significa “quello che vuoi“, ed è per questo che possiamo sbizzarrirci quando prepariamo questo piatto, provando nuove versioni per ogni nuova puntata! E’ un ottimo piatto per aiutarci a svuotare il frigorifero.
Per un okonomiyaki a base di pesce utilizzeremo seppie, gamberetti e polipo, mentre se desideriamo fare un okonomiyaki a base di carne impiegheremo carpaccio di manzo e pancetta di maiale.
Poco prima di servire l’okonomiyaki aggiungiamo della salsa tonkatsu.

 

Preparazione:

Impastiamo la farina con l’acqua, puliamo i cavoli, li tagliamo molto fini e li aggiungiamo all’impasto, successivamente immettiamo tutti gli altri ingredienti tagliati in pezzi piccoli.
Mescoliamo fino a procurarci un impasto ben mescolato e cuociamo a fuoco medio in padella per alcuni minuti finché ben cotto.

 

 

 

 

«L’evoluzione è un processo imperfetto e spesso violento. La morale perde significato. La lotto fra il bene e il male si riduce a una scelta elementare: sopravvivere o soccombere.»[1]

 

“Povero il mondo che ha bisogno di eroi”, diceva Galileo un po’ di tempo fa, giusto qualche secolo… non ho mai condiviso appieno questo suo pensiero. Credo che sia una buona cosa ambire non tanto ad avere degli eroi, quando ad esserlo.
Nel mondo quotidiano credo ce ne siano molti, alcuni scelgono professioni in cui si evidenzia questa dote, come i vigili del fuoco, i dottori, i poliziotti. Altri sono eroi silenziosi come i volontari, i donatori di sangue, le persone per bene.

Ma nella fantasia ci scateniamo, doniamo loro facoltà e poteri sopra la norma, illudendoci che così questo nostro mondo potrebbe davvero cambiare.
Scordandoci spesso che dove ci sono i supereroi, ci sono i super cattivi!

Ho sempre amato i supereroi, l’idea che ci siano persone straordinarie in grado di fare cose indicibili per il resto dell’umanità. Mi affascina soprattutto quando i poteri di questi esseri sovrannaturali non vengono da pianeti lontani o radiazioni nucleari, né da animali o veleni, ma da loro stessi. Dall’evoluzione. Da quel 70% del nostro cervello che non utilizziamo e che forse, chissà, potrebbe contenere la chiave per la trasformazione.

 

X-man è il mio fumetto preferito proprio per questo motivo, perciò immaginate la mia reazione quando mio fratello tornò a casa nell’Estate del 2006 dicendomi che a Settembre sarebbe partita una serie tv sugli eroi contemporanei, con personaggi che pur essendo persone comuni si trovano a vivere eventi incredibili, a salvare il mondo, incrociandosi gli uni con gli altri come se fossero legati dalla catena del destino.

Eroi, non supereroi. È una distinzione che mi piace.

Metteteci che uno dei protagonisti sarà Milo Ventimiglia aka Jess di Una Mamma per Amica, non faticherete a immaginare che sono stata tutto il resto dell’estate ad aspettare la messa in onda (allora ancora aspettavo, che ingenua, eh?).

Ne sarei stata delusa? Estasiata? Ero eccitatissima.

 

Il 20 settembre ero davanti alla tv insieme a mio fratello e per due ore siamo rimasti senza parole di fronte a un prodotto tanto simile ai nostri amati fumetti e allo stesso tempo completamente distinto, nuovo. Come in un fumetto, la serie è divisa in stagioni, in “volumi”: Genesis, Generations, Villains e Fugitives e Redemption. Che percorrono le cinque fasi fondamentali della storia di un qualsivoglia insieme di supereroi: la nascita e scoperta dei propri poteri, il confronto con una nuova minaccia, la ricerca di un modo per rendere artificialmente possibile l’acquisizione di poteri, la lotta per la sopravvivenza.

 

Heroes riesce completamente nel suo intento, quello di trasporre perfettamente i supereroi moderni in una serie tv, sdoganando trame complicatissime e fantasiose, un puzzle in cui i pezzi di ogni puntata, di ogni personaggio, combaciano con quelli di un altro protagonista. Luoghi, lingue, distanze non fermano il destino di questo variegato gruppo di uomini e donne straordinari – fra i quali voglio mettere in luce Hiro Nakamura (interpretato da Masi Oka – Scrubs) e Niki Sanders (Ali Larter – Final Destination 2); che devono affrontare una doppia minaccia: quella interna condotta da uno dei cattivi più convincenti di tutti i tempi, Sylar (Zachary Quinto – Star Trek), ed esterna capitanata dall’agente del Governo Noah Bennett (Jack Coleman – Dynasty).

Purtroppo la programmazione tv fu un vero disastro, gli cambiarono collocazione, orario, più e più volte, perciò solo nell’Estate del 2009 io e mio fratello siamo riusciti a vederlo tutto e goderci ogni puntata, tra l’altro nel frattempo era arrivata anche la seconda stagione quindi abbiamo fatto una vera scorpacciata.

Innamorati del personaggio di Hiro ci siamo fatti – quando possibile – una pancia di cibo giapponese*, adesso che è facilmente acquistabile, sdoganato, ve lo consiglio caldamente perché ci si sposa benissimo!!!

È ad oggi ancora una delle mie serie preferite, anche senza un vero e proprio finale, anche con dei buchi narrativi evidenti. 

Ma è magica, straordinaria, super. È stata capace di costruire un intero mondo narrativo pieno di personaggi meravigliosi, un universo nel quale si sta dalla parte dei buoni ma si resta ammaliati dai villains, una serie tv che ti fa riflettere sulla pericolosità dei superpoteri, ma che allo stesso tempo te li fa ambire, brami per avere quei poteri, e quello che mi piace maggiormente di Heroes è forse proprio la varietà dei poteri, che essendo frutto dell’evoluzione non sono sempre perfetti e per grandiosità come la rigenerazione cellulare o il teletrasporto, ci sono le visioni catastrofiche, i fulmini dalle mani e il risucchio dell’energia (come in X-man, ai quali si sono evidentemente ispirati), e che nonostante i poteri, le responsabilità, l’essere diversi, i protagonisti si trovano comunque a dover affrontare la vita di tutti i giorni: le crisi familiari, i problemi sul lavoro, il nepotismo, la mancanza di soldi…

Con la differenza che hanno tutti uno scopo più ampio: salvare il Mondo.

 

“Salva la cheerleader, salva il mondo” è la frase ricorrente della prima stagione, ogni sceneggiatore dovrebbe prenderla come monito e cambiare la parola cheerleader con “fantasia” vista la mancanza di originalità degli ultimi tempi, dei reboot[2], degli spin-off e degli attaccamenti morbosi a prodotti che sarebbero dovuti finire da molte stagioni.

Ci riusciranno?

Salveranno il Mondo?

Non vi resta che prepararvi dei deliziosi Okonomiyaki e iniziare la maratona delle 4 stagioni di Heroes per scoprirlo!

 

Che cosa state aspettando?

 

 

 


[1] Dalla puntata 1×06.
[2] Heroes stesso doveva tornare sugli schermi con una nuova veste, nuove trame e nuovi personaggi, ma Heroes: Reborn è stato un flop già dalle primissime puntate e il network ha deciso di cancellare la serie prima che potessi avere modo di approcciarla.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...