“Motore, Trasformazione…. Azione!”

Molto prima di LOST, JJ Abrams aveva sfornato già ben due capolavori un po’ meno conosciuti, il drama-comedy Felicity e, quasi con lo stesso cast, la spy story ALIAS[1].

La trama mi ha subito convinto, “Alias”, racconta le vicende di Sidney Bristow (interpretata da Jennifer Garner), studentessa al college, alla quale viene offerto un lavoro all’interno di una sezione della CIA, che lei accetta, e che la fa diventare nel giro di pochissimo tempo operativa. Dopo qualche tempo, e qualche missione, Sydney scopre che all’interno della sezione lavora anche il padre, Jack Bristow (interpretato da Victor Garber), con il quale non è mai riuscita ad instaurare un vero e proprio rapporto padre – figlia…

Ma non è tutto, a quanto pare la sezione di cui fa parte, l’SD-6 non sia esattamente dalla parte dei buoni… quale è la verità? E chi la conosce?

Da questo telefilm è uscito Bradley Cooper, se la trama non vi ha convinto forse lo farà questa notizia. Ma non solo, le guest star di questa serie sono innumerevoli e vantano la Rossellini e Tarantino…

Quello che mi piace di più di questa serie è la grandezza, ogni puntata si sviluppa in diverse città e mette in scena una serie così fitta di intrighi e a un certo punto ci vorrebbe una lavagna gigante per collegarli tutti. E poi le trasformazioni della protagonista (anche se obiettivamente Jennifer Garner è una donna così particolare che è difficile non riconoscerla anche con parrucche, trucchi e accenti diversi); pare che ogni cambio di costume sia costato 5 mila dollari…

Quanto avrei voluto essere Sidney! Quanto avrei voluto avere a mia disposizione tutte quelle strabilianti tecnologie, trasformarmi in chiunque volessi, combattere come una guerriera ed essere sensuale come una femme fatale. E le lingue! Quanto avrei voluto parlare bene tutte quelle lingue…
…ALIAS mi ha concesso di sognare e di sperare anche che il massimo del mio girl power è il tenere testa ai bulletti di periferia…

 

Arvin Sloane (Ron Rifkin)è il personaggio da tenere d’occhio, è quello al quale tutto attorno ruota, nel bene e soprattutto nel male! Astuto, ambiguo, manipolatore… eppure in più di un’occasione ci si trova a tifare per lui!
Ma sono tantissimi i personaggi ai quali affezionarsi, a partire dal dolce Marshall (Kevin Weisman), al romantico Vaughn (Michael Vartan[2]), allo spietato Sark (David Anders per cui ho una cotta esagerata da allora!!!).

 

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Vincitrice di un Golden Globe e quattro Emmy Awards, è la spy story che mi ha accompagnato per cinque lunghi autunni, non esattamente la mia stagione preferita, aiutandomi a non affogare nei compiti e nel grigiore. Ricordo che ad un certo punto con mio fratello avevamo cominciato a tracciare degli schemi su un quaderno per capire e anticipare le mosse, ma JJ ci ha sempre fregati! (forse non aveva le idee chiare quanto noi però perché sul finale è andato a parare in un surrealismo un po’ eccentrico ed eccessivo, ma anche questo fa parte del suo fascino…).

 

Deve piacere il tocco alla Abrams, perché come per LOST poi, già qui aveva inserito alcuni misteri ricorrenti da giocare a scoprirne la funzione e la risposta: come la ricorrenza del numero 47[3] e delle parole segrete[4]. La storia di Rambaldi[5] è quella che ci ha confusi di più ma alla fine tutti i pezzi del puzzle sparso in ben cinque stagioni sembrano tornare perfettamente ognuno al proprio posto e questo non è scontato! Molte serie si perdono grandi pezzi per strada, ALIAS, pur scivolando nel genere magico, riesce a rispondere a tutte le domande! Ed è per questo che continuo a consigliarlo nonostante sia “datato”.

Ma almeno non è scontato, non è già tutto prevedibile, è una serie tv come non se ne fanno più, piena di veri colpi di scena, morti tragiche (all’epoca gli eroi erano ancora intoccabili non dimentichiamolo) e alleanze da far gridare davanti alla tv!

E davanti alla tv, con copertina e vino rosso, ci abbino un tiramisù….     che sembra dolce e invece è un piatto salato, perché come la nostra Sidney ha deciso di mascherarsi e trasformarsi.
E perché mi piace assai!

 

 

 

Tiramisù salato
(la ricetta è della mia cara amica Anna)

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Ingredienti per uno stampo da 22 cm
-6 uova a temperatura ambiente

-50g di zucchero
-5g di sale
-160g farina 00

Ingredienti per il ripieno
-150g prosciutto cotto
-150g maionese
-40g lattuga romana
-100g Emmentaler
300g pomodori ramati.

 

Procedimento

 

Rompiamo le uova in una ciotola, aggiungiamo lo zucchero e il sale e montiamo il tutto per circa 15 minuti, fino a quanto il composto risulterà gonfio e spumoso.
Setacciamo metà della farina direttamente all’interno del composto di uova e mescoliamo con una spatola o con una frusta, dal basso verso l’alto.
Setacciamo anche la farina rimasta e uniamola delicatamente fino ad ottenere un composto uniforme. Imburriamo e infariniamo uno stampo da 22 cm nel quale versiamo il composto, livelliamo il tutto, con una spatola o ruotando dolcemente lo stampo su di un ripiano.
Cuociamo il pan di spagna in forno preriscaldato a 170° per 30-35 minuti.
Mentre lasciamo raffreddare il pan di spagna laviamo i pomdori e li tagliamo a fette, laviamo le foglie di insalate e asciughiamole.
Una volta che il pan di spagna si sarà raffreddato tagliamolo ricavando 3 dischi dello stesso spessore.
Iniziamo a farcire, stendiamo metà della maionese sulla base e continuiamo poi con le fette di emmentaler, prosciutto.
Riponiamo un altro strato di pan di spagna e spalmiamo la maionese restante, le fettine di pomodoro e in fine le foglie di insalata.
Richiudiamo con il terzo e ultimo strato, tagliamo il pan di spagna nella forma che più preferiamo ed è pronto per essere servito.

 

 

 

 

 


[1] La serie tv ha avuto così tanto successo che nel 2004 ne è stato tratto un videogioco omonimo, Alias: The Game, di cui è sempre protagonista Sydney Bristow. Il videogioco si colloca temporalmente alla fine della seconda stagione. È disponibile per PC, PlayStation 2 e Xbox. E Nel settembre 2005 la Buena Vista Lab ha pubblicato un romanzo grafico omonimo, Alias, basato sulla serie, interamente concepito e sviluppato alla divisione italiana della The Walt Disney Company a Milano, scritto da Pierluigi Cothran e disegnato da Alberto Ponticelli. Nel volume, di 68 pagine, Sydney Bristow è un agente segreto al servizio della CIA, la cui missione è quella di recuperare un taccuino appartenuto a Milo Rambaldi, scienziato del XV secolo, che ha creato un siero, destinato a dare vita ad un supersoldato. La graphic novel è stata tradotta anche in inglese, e presentata al San Diego Comic-Con International 2005.
[2] Curiosità: Tra un ciak e l’altro di Alias la Garner si è innamorata del coprotagonista Michael Vartan, ma con il tempo qualcosa è cambiato. Ha incrociato di nuovo la strada di Ben Affleck, incontrato sul set di Pearl Harbor, ed è rimasta incinta della prima figlia durante le riprese. La produzione ha inserito la gravidanza nella storyline di Sydney Bristow ma per Vartan il colpo è stato troppo duro e così ha chiesto di poter comparire sempre meno. Il pancione dell’ex fidanzata gli ha scombussolato la vita, ma per il gran finale è tornato in scena per l’happy ending.
[3] Il numero 47, ha un legame importantissimo con Alias e in moltissimi episodi lo si vede apparire o in modo esplicito oppure nascosto in mezzo ad altri numeri. Il 47 inoltre si nasconde anche in mezzo ad altre ricorrenze: Il numero atomico dell’argento è 47e cercando delle iniziali che corrispondano alla sua abbreviazione “AG” troviamo riscontro in Allison Georgia Doren, il duplicato di Francie.
Se si sommano le parole dei titoli originali (in inglese) della seconda stagione si ottiene il numero 48 molto vicino al numero 47.
Se inoltre prendiamo ad esempio “The Telling” titolo originale dell’episodio “Il Dire” unendo le due parole si ottiene il numero 47.
Sommando le lettere dei nomi Sydney Bristow, Michael Vaughn, Jack Bristow e Marcus Dixon si ottiene il numero 47.
47 Sono i manufatti di Rambaldi.
[4] http://www.aliasitalia.it/push_thorugh_awp.asp
[5] Questo “Profeta” tanto ammirato nel telefilm ovviamente non esiste anche se nella leggenda raccontata da J.J. Abrams c’è qualcosa di vero;  tipo la reale esistenza di Papa Alessandro VI e la passione ossessiva di Adolf Hitler per l’occulto (il Reich organizzò delle spedizioni naziste nelle aree più remote del mistico Tibet). In realtà Milo Rambaldi è una bella storiella inventata dagli sceneggiatori. Il cognome è stato ispirato dall’italiano Carlo Rambaldi, l’artista degli effetti speciali che ha progettato l’alieno protagonista del film “E.T. l’extraterrestre” (1982). “Nostravinci” non era l’appellativo usato da Hitler per indicare il profeta, ma una semplice composizione dei nomi di Nostradamus e Leonardo da Vinci. Nella vicenda di Alias il mistero Rambaldi è la chiave della storia nelle vicende dei protagonisti: da ricordare la “Pagina 47” che rappresenta Sydney come l’Eletta che dovrà seguire la parola di Rambaldi…….

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