“La verità troverà te”

51_ la psichiatra

«Il cervello umano è composto all’incirca da cento miliardi di cellule nervose collegate fra loro da più di cento migliaia si sinapsi. I singoli pensieri si formano a una velocità incredibilmente alta, ben prima che la mente possa esprimerli in forma verbale»[1]

 

 

 

 

Vi capita mai di essere “chiamati” da un libro? Se ne sta lì, sul suo scaffale insieme a tanti altri, e quando gli passi davanti è come se ti sussurrasse “prendimiiii, leggimiiii”.Spero di sì o comincio a pensare di avere le allucinazioni. O forse è solo l’effetto post libro.

 

«Sembri proprio spaventata, sembrava dire lo sguardo del gatto. “Ed è proprio come mi sento”»[2]

Ad ogni modo, tre anni fa sono passata davanti a uno scaffale e “La psichiatra” di Wulf Dorn, mi ha chiamata, sedotta fino a convincermi a prenderlo. Poi però per un motivo o per un altro l’ho tenuto lì, sul mio di scaffale a prendere polvere e tempo, senza leggerlo. Fino a questo inverno, in un pomeriggio particolarmente piovoso, mentre sistemavo la stanza ho sentito nuovamente quel richiamo magico, inquietante e quasi ipnotizzata l’ho preso e finalmente ho iniziato questa avventura con Ellen Roth, L’Uomo Nero e la sua paziente senza nome.
Fin dalle prime pagine mi sembrava di vedere ombre ovunque, di sentire voci, di non essere particolarmente al sicuro. E credo che questo faccia del romanzo un ottimo thriller come non ne leggevo da un po’.

«Si sbaglia, cara collega, io le credo. Tuttavia devo riconoscere che trovo piuttosto bizzarro che nessuno fosse a conoscenza di questa paziente a parte lei… »[3]

Ultimamente l’ibridazione con il classico giallo con la vena ironica o col rosa, ha un po’ appiattito la parte psicologica e angosciante che il genere thriller deve trasmettere. Con questo romanzo è tornata in tutto il suo tragico splendore, tanto da farmi tremare come una foglia ad ogni spiffero, ogni tuono.

Un pomeriggio ero così assorta che all’aprirsi della porta di ingresso ho lanciato un urlo!

«Allora, chi sono? Ti lascio tre giorni di tempo per scoprirlo…dovrai dirmelo a mezzogiorno. Altrimenti, il lupo cattivo verrà a prenderti. Allora ucciderò entrambe, te e quella disgraziata.»[4]

Probabilmente sto scoraggiando qualcuno con questa descrizione, ma secondo me l’ansia, la paura, sono gli ingredienti di un buon thriller psicologico e se piace il genere consiglio non solo “La Psichiatra” ma tutti i romanzi del tedesco Dorn[5].

In inverno, ovviamente, quando la pioggia scroscia sui vetri e le ombre sono profonde, quando il buio è la parte maggiore del giorno e tutte le paure escono allo scoperto….

 

 

 


[1] Dal romanzo.
[2] Dal romanzo.
[3] Dal romanzo.
[4] Dal romanzo.
[5] http://www.wuz.it/biografia/1092/Dorn-Wulf.html

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