Il linguaggio moderno è sempre più globalizzato, al giorno d’oggi i termini che vengono appresi sono universali e basta pronunciare parole come app, network e social per essere compresi da chiunque e in qualunque parte della Terra. 

Eppure, di ritorno da una vacanza in terra spagnola, mi ha travolto un irrefrenabile desiderio di apprendere una nuova lingua e quando mi sono resa conto che certe voglie in piena estate non sono facilmente esaudibili mi sono convinta di usufruire di questo mondo a distanza zero qual è il web.

Trovarsi infatti in piena estate con questo desiderio impellente di conoscenza non è stato poi troppo facile. Tutti i corsi serali per dilettanti iniziano all’arrivo dell’autunno e quelli online mi sono sembrati un buon compromesso almeno per iniziare. Mi sono detta di provare con qualcosa sul web giusto per capire se fossi davvero motivata e magari crearmi una base per il fantomatico corso.

 

Sembrava una buona idea in quel momento.
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Graphic by: Veronica

Armata di tablet mi avventuro nell’insidioso mondo delle app con corsi di lingua e dopo qualche buco nell’acqua approdo su quella che sembra essere la piattaforma giusta per me.
L’intento nella mia testa resta quello di stimolare il mio interesse dopo una vacanza alla scoperta di Valencia. Non lo imparerò al punto da andarci ad abitare come sempre mi dico al ritorno da un viaggio, ma conoscere una lingua in più non può certo fare male e, come si è soliti dire di questi tempi, fa curriculum.
Ero pronta a imparare ma di certo non mi sarei mai aspettata di conoscere qualcosa di me di cui non sapevo l’esistenza.

Quante volte capita nella vita di scoprire caratteristiche di sé stessi che non avevamo idea fossero parte di noi? Come quando scopri di essere più preparata in una lingua che hai appena iniziato a studiare piuttosto che in quella che ti ha vista nascere e crescere negli ultimi 27 anni.

L’applicazione che mi inizia a seguire nel percorso di apprendimento sembra entusiasta dei miei progressi quotidiani, la percentuale di apprendimento ha picchi con valori talmente alti che mi convincono di essere la prima di una classe composta solo da me.
Più passano i giorni più i miei risultati crescono, così spinta da una vena di autostima mi prendo una pausa dall’apprendimento dello spagnolo per esplorare le altre funzioni dell’app e provare i test per verificare il livello di conoscenza delle lingue.
Spavalda decido di svolgere quello di inglese ma il risultato di 45% mi delude, per carità non sarò madrelingua e non sarò un asso come ho appena scoperto di essere per il più assonante spagnolo, ma tutto sommato mi sembra di cavarmela meglio di quel valore.

È allora che decido di fare il test per valutare il mio italiano.

 

Ebbene sì signori e signore, l’applicazione mi rifila un misero 23% che riapre in me ferite risalenti ai tempi dei banchi di scuola che non mi vedevano eccellere quanto sperassi (non avevo scelto lo scientifico a caso!).
Ventitré percento. VENTITRÉ PERCENTO. Capite? Su 100 punti totali io ne avevo presi solo ventitré!!!

È così che ho deciso di chiudere e disinstallare questa indubbiamente affidabile app di lingua ed iscrivermi ad una scuola per un corso di lingua con una vera insegnante in carne ed ossa!