“Quella volta che mi ritrovai fidanzata a mia insaputa…”

È successo a tutti (almeno credo) nella vita di vedersi appiopparsi un partner nonostante non ci sia assolutamente niente di tenero. Le motivazioni sono le più svariate, dalla più logica: si è molto amici e gli altri fraintendono; alla più assurda: quella persona piace a qualcuno che per giustificare il proprio fallimento si autoconvince che stia con un altro/a, con voi, in particolare.

Una volta sono stata data per accompagnata con un tizio che nemmeno conoscevo se non di vista, vagamente, solo perché capitava di prendere spesso l’autobus alla stessa ora. Un’altra volta invece mi sono sentita chiedere come andasse la mia convivenza….

 

Solitamente queste voci non sono dannose, tutt’al più potrebbero essere un problema se la persona che ti piace realmente pensa tu sia già impegnato con un altro, ma una volta messe a tacere e chiarito che il gossip è fasullo tutto torna alla normalità.

Una volta però mi è successo un episodio che ha dell’incredibile e che mi rende sempre più convinta del fatto che nessuno sceneggiatore potrà mai eguagliare l’assurdità della vita vera!

Era un’Estate, messa in pausa la cotta per il mio compagno di classe che non avrei rivisto per i successivi tre mesi e che ci avrebbe messo altri cinque anni per decidersi a baciarmi…, ero pronta per i classici flirt estivi. Sono uscita a prendere un gelato con un’amica e incontro un gruppetto di ragazzi che attaccano subito bottone – ah i bei tempi in cui si concedevano ancora approcci faccia a faccia!!!

Chiacchieriamo, ridiamo, scherziamo, uno di loro mi chiede se vogliamo vederci il pomeriggio successivo, da soli.

Perché no, mi dico, in fondo è Estate, “lui” è già partito, questo è molto carino e simpatico….

… non avessi mai accettato.

Il pomeriggio successivo mi porta in un bar nel quale mi presenta la sorella e un cugino. Prematuro, penso, ma poteva anche essere una coincidenza che lei fosse lì, e sarebbe stato sgarbato non presentarci no?

Il pomeriggio lo passiamo a chiacchierare e scambiarci qualche bacio e niente di più, con la promessa di rivedersi nel weekend se entrambi fossimo stati liberi.
Sembrava l’alba della classica storiella che poi a fine mese nemmeno ti ricordi.

Se non che quel fine settimana non ero libera. Lui si è arrabbiato molto, ci è rimasto male, mi ha scritto una specie di canzone/poesia su quanto fosse ingiusto averlo lasciato solo per due interi giorni….

Un po’ sconvolta avevo deciso di lasciarlo perdere, ma la mia amica – che aveva puntato il suo amico e aveva bisogno di una spalla – mi convinse a uscirci di nuovo, perché in fondo carino era carino, no?

Come se bastasse.

Ad ogni modo facciamo questa uscita a quattro nella quale mi rendo sempre più conto che io e questo tizio non abbiamo niente in comune, e nemmeno la prospettiva di un flirt estivo è sufficiente a farmelo tenere in lista. Sto pensando a come dirglielo con tatto quando entriamo nello stesso locale del primo appuntamento e questa volta scopro che è della sua famiglia, alla quale mi presenta come “la sua fidanzata”.

 

Mamma, papà, zii, nonni, cugini, parenti acquisiti, mi sfilano davanti come in un incubo dal quale non riesco a svegliarmi.

Nel giro di dieci minuti sono stata invitata a due matrimoni e un battesimo, e per un attimo credo e spero che qualcuno esca da un momento all’altro gridando “sei su scherzi a parteeeeee” ridendo con e di me.

Invece i minuti passano, la nonna mi racconta tutta la storia della famiglia, ma nessuno viene a salvarmi. Aggravante: la mia amica e il suo ganzo se la sono filata con la scusa di un compleanno e io sono lì a fissare il tipo che sorridente e fiero mi tratta come se fossi la futura sposa.

Ma come? Ma quando? Ma soprattutto, perché?

Subito dopo che sono riuscita a convincerlo a riaccompagnarmi a casa (dandogli l’indirizzo sbagliato!) gli ho chiesto spiegazioni e lui è sembrato davvero basito dal mio poco entusiasmo all’ufficializzazione del rapporto.

41_fidanzamento.jpgMa quale rapporto se ci siamo sì e no baciati due volte?!

Disperazione totale per due giorni, finalmente si è rassegnato al fatto che fra noi non solo non c’era questo grande amore ma non c’era proprio niente di niente.

 All’epoca non mi ero nemmeno resa conto di quanto questo comportamento potesse essere pericoloso, fortunatamente non lo è stato per me, solo imbarazzante. Ma a sentire tutto ciò che sta succedendo in questi mesi mi rendo conto di quanto sia stata fortunata che fosse solo un po’ eccentrico e non uno stalker pazzo maniaco!

 

 

Ad ogni modo, un paio di mesi dopo l’ho incontrato sull’autobus ed essendo incastrati a sardina non ho potuto evitarlo, così l’ho salutato con distacco, lui invece tutto allegro mi presenta una certa H. “la mia fidanzata!”, dice.

E io, guardandola con un po’ di compatimento, non posso fare a meno di chiedermi, chissà se lei lo sa….

 


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