“Drammi e Risate SENZA VERGOGNA”

Agosto è uno di quei mesi in cui se vivi in città rischi di impazzire. O sei fortunato e te ne vai in vacanza, o sei meno fortunato e lavori ma almeno ti tieni impegnato nelle ore più calde della giornata, oppure sei proprio sfigato e pur avendo le ferie sei costretto a passarle in città fra afa e canto delle cicale.
Agosto è quel mese così caldo che qualsiasi metodo è accettabile per rinfrescarsi: perfino fare la ice-challenge….

o una sua variante più casalinga…

Personalmente, nelle giornate troppo trafficate per andare al mare e veramente troppo calde perfino per uscire e correre in piscina, mi sparo il ventilatore a velocità 3, infilo i piedi in una bacinella di acqua e sale, cibo spazzatura su un vassoio vicino, birra ghiacciata in una mano, e telecomando nell’altra per una maratona di Shameless.

Devo ammettere che la prima volta che ho beccato questa serie tv mi sono sentita molto a disagio e non sono riuscita nemmeno a finire l’episodio, in circa quindici minuti ho assistito a scene violente, di sesso esplicito e ad un linguaggio a dir poco cacofonico.
L’avevo perciò esclusa dal mio elenco di telefilm da seguire.
Poco male.
Poi però è arrivato Agosto, le zanzare malefiche sopravvivevano anche al veleno più sofisticato, l’aria girava calda, non riuscivo a dormire, ho acceso la tv e dopo un’ora di zapping ho decretato che tutto sommato farmi due risate con Shameless era il minore dei mali.
Ed è così, di notte insonne all’altra, mi sono appassionata ai drammi dei Gallagher, agli amori sfigati di Fiona, al bipolarismo di Ian, alla sboccata sensibilità di Lip. Perfino alla volgare supponenza di Frank.

 

Se per l’allinearsi dei pianeti la notte riuscivo a prendere sonno e mancavo l’appuntamento, ecco che il giorno dopo cercavo l’episodio online e prima che me ne rendessi conto, ne sono diventata dipendente, ho completamente mollato la programmazione televisiva superandola di buon grado in pochi giorni.

La notte, spaparanzata come ho già spiegato qualche riga sopra, rimane il mio modo preferito di ammirare questo piccolo gioiellino; superato il trauma del linguaggio e dei temi così diretti, mi sono resa conto che in realtà affronta degli argomenti anche molto seri, importanti. La povertà, l’assistenza sociale, le droghe, l’omosessualità, le malattie mentali.
Lo fa senza morale, senza buonismo di fondo, anzi.

L’unico inconveniente è che guardandolo si rischia di mettere su una decina di chili perché fra birra a gogo (che con il caldo agostiniano ci sta!) e il cibo che ti invoglia a mangiare è dura resistere.
Nonostante siano sotto la soglia di povertà per gli standard di Chicago, i Gallagher trovano sempre il modo di avere cibo in tavola (e non certo piatti salutari, ma pizza, hamburger, hot dog*, waffle, lasagna di tre giorni prima, pollo arrosto e via dicendo), e birra a volontà. Bevono anche super alcolici, ma la birra è la bevanda di famiglia, quella che trovi alle riunioni in cucina, nelle discussioni, dopo una giornata particolarmente pesante.

Sono rimasta molto sorpresa nel vedere attori come Joan Cusak (“La custode di mia sorella” – “Se scappi ti sposo” ), Dermot Mulroney (“Il matrimonio del mio migliore amico”) e Sasha Alexander (“Rizzoli and Isle”) prendere parte allo show. E ancora più eccezionale è stato venire a sapere che prima della versione USA c’è stata quella UK in cui recitava niente poco di meno che James McAvoy (“X-men” – “Split”)!

A quanto pare però la versione USA ha avuto molto più successo e riconoscimenti…

 

 

Non c’è dubbio che questa è una di quelle serie tv che o si amano o si odiano, non ci sono vie di mezzo, o ci si appassiona ai drammi della famiglia Gallagher e dei loro strampalati vicini, si impara a ridere con loro e a trovare soluzioni bizzarre ad ogni problema; oppure si spegne d’impulso la tv sentendo addosso una sensazione di imbarazzo latente.

 

 

Al momento sono un po’ indietro rispetto alla programmazione ufficiale, ma sono convinta che questo Agosto senza vacanze e che si preannuncia caldissimo, sarà la giusta occasione per tornare in pari con questi sgangherati compagni d’Estate.

 

 

shameless* Hot Dog Chicago Style
(la ricetta è del mio amico inglese, John)

 

Ingredienti (x2 hot dog):
– 2 panini per Hot Dog con semi di sesamo

– 4 Wurstel cotti alla griglia o al vapore
– Senape q.b.
– ½ cipolla bianca tritata
– 2 cetriolini sottaceto interi
– 2 cetriolini sottaceto tritati
– 4 peperoncini verdi sottaceto
– 1 pomodoro tagliato a fette
– Sale q.b.

 

 

Procedimento

Scaldiamo il pane a vapore e disponiamo 2 wurstel cotti alla griglia per ogni panino, condiamo con abbondante senape e aggiungiamo i cetriolini sottaceto tritati; con un cucchiaio distribuiamo la cipolla, le fette di pomodoro e 2 peperoncini per ogni panino. Affettiamo finemente i cetriolini interi e li poniamo sui wurstel, a questo punto spolveriamo col sale e ci imbrattiamo i vestiti mangiandoli!

 

 

Devo ammettere che non sono la mia variante preferita, non essendo fan né dei cetriolini né della cipolla, ma essendo ambientato a Chicago mi è sembrata una buona combinazione. Personalmente io condisco l’hot dog semplicemente con senape, maionese e pomodori secchi, una variante più italiana.
L’importante è che mai, MAI, mettiate il ketchup, a meno che vogliate fare arrabbiare gli abitanti di Chicago, e credetemi, non vi conviene!

 

 


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