“Venticinque + IVA”

Mi hanno sempre prospettato i 30 anni nemmeno fossero il millennium bug del 2000.
Me lo ricordo bene io il millennium bug (avere 30 anni servirà almeno a vantare un po’ di momenti di vita vissuta dopo che per anni tutti ti hanno detto “ah io me lo ricordo, io c’ero”, a sto giro me lo ricordo pure io. IO C’ERO. Non è il muro di Berlino, non è Armstrong sulla Luna, ma me lo ricordo). Ecco i 30 anni sono un po’ come quel bug minaccioso, quel terrore latente che da novembre iniziò a serpeggiare tra tutti con la paura che allo battere della mezzanotte del 31 dicembre del 1999 tutto quello che c’era di computerizzato andasse smarrito. E così mi hanno sempre prospettato i 30 anni: un gigantesco bug ormonale, emotivo, fisico e psicologico. Però il 1 gennaio del 2000 non successe nulla, il mondo è andato avanti, esattamente come il giorno prima…

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E anche questo mio 30esimo anno di vita sulla Terra.

Perciò al giro di boa, superati questi fatidici 30, e messo una ennesima candelina, ho finalmente fatto pace con me stessa: ho fatto pace con la cellulite, con le smagliature, messo nel cassetto i trucchi pastello, a vantaggio di una nuova consapevolezza, della padronanza di me stessa.

A 30 anni ti caricano di aspettative: lavoro, famiglia, figli, marito. CHE ANSIA! Però ho scoperto una cosa importante anche se non ho un figlio e un marito, ho scoperto che mamma e papà sono il tesoro più prezioso che ho, che mio fratello sarà la spalla per la mia vecchiaia, e che le amiche, quelle vere, quelle che sono rimaste “nonostante tutto”, sono la mia seconda famiglia. 

Magari non tutti a 30 anni siamo riusciti a “creare qualcosa” però siamo riusciti a capire quali sono i veri valori, e secondo me il giorno in cui preferiamo la cena in famiglia perché quel giorno mamma ha fatto la lasagna solo per te alla serata in discoteca, abbiamo fatto un passo avanti e non uno indietro.

Smetti finalmente di mendicare considerazioni, telefonate, appuntamenti, sentimenti e gratificazioni. A 30 anni hai perso, purtroppo inevitabilmente, qualcuno a cui tenevi lungo la strada e questo ti rende attenta, furba, disincantata, ma splendidamente disposta ad aprirti a nuove esperienze.

In questo anno di superamento dei fatidici 30 mi sono successe così tante cose che un po’ di scombussolamento l’ho vissuto, ma non credo che siano così legati all’età.
Se proprio posso essere onesta, l’età che mi ripiacerebbe rivivere sono i 25. Sì perché si è abbastanza grandi per fare tutto ciò che vogliamo, ancora abbastanza giovincelli per concederci qualche “bambinata”, e soprattutto non abbastanza grandi da subire tutte le pressioni delle responsabilità.

E poi suona bene, 25. Un quarto di secolo.

Perciò se siete d’accordo, da ora in poi non dirò che ho 30,31,32 anni. Ma che ne ho 25 + IVA!!!

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Graphic by: Gioia

 


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