“Vietato dimenticare!”

59_profumo limoneI viaggi in treno sono per me il momento perfetto per abbandonarmi completamente alla lettura, il cullare monotono della locomotiva, il cicaleggio di voci sconosciute nei corridoi stretti, sono il sottofondo perfetto per immergersi in un’avventura letteraria. Se poi i rumori sono troppo forti e fastidiosi, come ultimamente succede, con telefonate inopportune o liti ancora più inopportune, allora ci si può armare del caro vecchio fedele ripetitore mp3 e trovare la giusta colonna sonora*.

I treni stanno diventando sempre più veloci perciò difficilmente riesco ad iniziare e finire un libro in viaggio come un tempo, e devo ammettere che un po’ mi manca. Ma nel viaggio di andata per Venezia di un paio di primavere fa, sono riuscita a trovare un posto a sedere isolato e completare metà del romanzo che mi ero portata, finendo poi la seconda metà nel viaggio di ritorno.

Non sono mai stata sulla Costa Blanca, pur avendo girato quasi tutta la Spagna; eppure mi è stato facilissimo sognarla ad occhi aperti perché Clara Sanchez riesce a trasportarti nei luoghi che descrive con estrema facilità. E, purtroppo, è stato facile anche disegnare i cattivi della storia, due “adorabili canaglie” dall’aspetto elegante e gentile che invece altro non sono che degli inguaribili nazisti.

No, non è una storia ambientata negli anni Quaranta, né sotto il Franchismo. È una storia attuale, romanzata quanto basta a renderla sopportabile, ma che ci ricorda come questa piaga non sia stata ancora del tutto sconfitta. Come ci siano ancora dei gruppi a sostegno di un ideale a dir poco agghiacciante. E per quanto il profumo delle foglie di limone del titolo ci faccia pensare a una candida storia d’amore nata in un frutteto, in realtà nasconde la puzza di marcio del male che si traveste da bene.

Inquietante, pensare che il nostro vicino di casa che si offre sempre di portarci le buste più pesanti, possa essere un ex fascista. O una spia russa. O chissà quale altro doppiogiochista.

Essendo stata in visita ai campi di concentramento, trovo estremamente importante che si continuino a raccontare storie che evitino che si dimentichi! Anche se romanzate, anche se colorate da sentimentalismi.

Ormai i testimoni sono quasi tutti al Creatore, e le nuove generazioni possono “ricordare” solo attraverso i racconti di qualcuno che la guerra non l’ha vissuta direttamente. Quindi ben vengano i libri che permettano loro di sapere e di conoscere.

Ma come si fa a conoscere davvero qualcuno?

Ed io, che sono in un treno pieno di sconosciuti, comincio a guardare tutti con sospetto. E se la dolce vecchietta fosse in realtà una serial killer?

E se quella coppia così apparentemente beneducata stesse in realtà progettando una rapina?

Facile diventare paranoici.

Ad ogni modo, quello che mi ha lasciato positivamente colpita alla fine della lettura e del viaggio è che in questo romanzo c’è tutto: amore, paura, vendetta, senilità, giovinezza, emozione, umiliazione, superiorità, saggezza.

E’ un libro da leggere per acuire, in seguito in altri scritti, i temi esposti, un inizio per non far spegnere mai la fiamma della memoria.

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