“Benvenuti al ‘Processo del Secolo'”

*Tramezzini Gustosi
(la ricetta è della mia amica, Anna)

4Ingredienti:

-400 g di tonno in scatola
-500 g di maionese 
-400 g di prosciutto crudo
-Sottilette q.b.
-Pan bauletto o altro pane da tramezzino senza crosta

 

Preparazione

Per prima cosa versiamo il tonno in una ciotola stando bene attenti a che scoli l’olio, schiacciando anche con una forchetta per aiutare il processo. Una volta ben asciutto ci aggiungiamo la maionese e mescoliamo bene per rendere la salsa cremosa e senza grumi. Ancora una volta possiamo aiutarci con la forchetta. Tagliamo ogni fetta di pane di due e ci spalmiamo sopra la salsa tonnata, poi ci mettiamo mezza fetta di prosciutto crudo, mezza sottiletta e richiudiamo con l’altra metà di fetta di pane. Procediamo così fino a finire gli ingredienti.

Questo snack semplice ma gustosissimo è adatto a tutta la famiglia, come merenda o aperitivo.

 

La primissima volta che sono andata a casa della mia amica Anna, da buona ospite del sud mi fece trovare un pranzo da 7 portate (dolce escluso), nonostante fossi abituata all’esperienza grazie alle mie origini e ai miei parenti, sono comunque rimasta scioccata dalla quantità e dalla qualità del cibo in tavola. Ma, ricordo, che quello che mi colpì di più fra tutto quel ben di Dio, furono dei semplicissimi tramezzini*. Una goduria del palato, un’esplosione di gusto. Me ne mangiai almeno dieci, pentendomene amaramente perché sua madre volle comunque che (giustamente) assaggiassi anche tutto il resto, e da allora, pur essendo passati sei anni o forse più, ogni volta che scendo a trovarla mi gusto i tramezzini come se fosse la prima volta.
Qualche tempo fa mi è capitato di prepararli a mia volta per degli ospiti e anche loro ne sono rimasti deliziati, segno che per quanto possa andare di moda un piatto super elaborato, è la semplicità a farla da padrona.
In cucina, come nelle serie tv. Mi spiego meglio. Ultimamente ci aspettiamo serie tv con grandi effetti speciali, siamo affezionati alla postproduzione di GOT, alla fotografia di 22.11.63, ai salti temporali di LOST, e quasi ci annoiamo quando ci viene proposto qualcosa di più “normale”, di più quotidiano, a priori siamo spinti verso l’adrenalina e l’ignoto. A priori. Ma basta guardare un pilot di una serie tv senza effetti speciali straordinari, senza postproduzioni milionarie come American Crime Story: The People vs OJ Simpson, per capire ancora una volta che la semplicità è ciò che davvero ci piace!

Questa è una serie tv senza misteri, sappiamo tutti il verdetto (a meno che non si sia vissuti su un altro pianeta…), sappiamo anche quali sono state le conseguenze[1], cosa ne è oggi di quei “personaggi”, ma nonostante ciò è uno dei prodotti di più alta qualità che abbia visto nell’ultimo anno!
Cast[2], incursioni di pezzi reali, armonia della narrazione, nulla è lasciato al caso, dal pilot all’epilogo si assiste a un processo che è già scritto, già segnato, eppure ad ogni puntata ci si appassiona, ci si chiede come è possibile che sia andata proprio in quel modo.
Per questo dopo un paio di puntate, io e la mia coinquilina Federica, abbiamo concordato che lo snack perfetto per godersi appieno questo telefilm fosse quei tramezzini così semplici, conosciuti, eppure sempre deliziosi, che ci prepara Anna ogni volta che una di noi va a trovarla.

American Crime Story è una specie di format-franchising, una serie antologica[3], come il predecessore American Horror Story tiene un filo conduttore ma ogni stagione parla di qualcosa a sé. La seconda stagione ad esempio sarà sul delitto Versace, la terza, pare, sull’uragano Katrina. Quello che lega le varie trame sono i processi, le ingiustizie e il fatto che (a differenza di Horror) siano tutte storie vere[4]. La serie ha tra l’altro fatto incetta di premi, non solo ha portato a casa 22 nomination agli ultimi Emmy, ma ha da poco vinto anche due Golden Globe, uno come miglior miniserie e uno come miglior attrice protagonista a Sarah Paulson[5].
OJ Simpson. Un nome, una storia, quasi una leggenda. Ancora oggi lo si usa come esempio nei tribunali e non. Ma come è andata veramente?
Ha provato a raccontarcelo più fedelmente possibile Ryan Murphy prendendo spunto dal romanzo di Jeffry Toobin: The Run of His Life: The People v. O. J. Simpson
Il primo episodio della prima stagione è uscito il 2 febbraio di quest’anno e non è un caso: nello stesso giorno del 1985, infatti, O. J. Simpson e Nicole Brown si erano sposati! Io e Federica però lo abbiamo iniziato in Aprile, quasi per inaugurare la nuova casa con una serie tv in comune, e ho trovato confortante l’averlo visto in Primavera perché dopo ogni puntata avevamo entrambe necessità di una lunga passeggiata e il clima era piuttosto favorevole; ci serviva perché alcune puntate sono piuttosto dure, per i temi trattati: razzismo[6], sessismo, violenze della polizia; sia per l’ingiustizia palese che si respira puntata dopo puntata. 

Mi piace il parallelismo con la quotidianità, la diretta televisiva dell’arresto e dell’udienza era la grande novità del tempo, con tanto di finali NBA sospese per collegarsi con il pedinamento del Bronco di O.J., quello è stato l’inizio della fine per i processi mediatici. Quanti programmi contate ad oggi su fatti di cronaca realmente accaduti?
Oggi le condanne si fanno in tv, sui social, prima che in tribunale. E credo che averci fatto vedere come è iniziato questo processo sia intelligente e devastante.
La cosa che mi ha colpito maggiormente è come durante i dieci episodi molto spesso ci si dimentichi che l’accusa è di duplice omicidio, è come se Nicole fosse una vittima di serie A e il povero Ronald Goldman di serie B.
Un altro punto che mi sento di sottolineare è la performance di  Sterling K. Brown (_ This is Us) nel ruolo di Chris Darden e David Schwimmer (Friends) in quello di Robert Kardashian, quasi tutti gli interpreti somigliano in modo abbastanza inquietante agli originali, ma loro due sono stati così bravi, così reali nelle loro interpretazioni, da farmi dimenticare più di una volta che quella fosse una versione romanzata e non un docu-film!

Come ho detto, è una serie tv senza misteri ma vi assicuro che  sarete perennemente in tensione, pur sapendo come va a finire, vi arrabbierete molto, rifletterete e vi commuoverete. Perciò per la Primavera che verrà consiglio di trovare altre persone appassionate di crime, di legal in particolare, preparare tantissimi tramezzini gustosi alla Anna, e cominciare una visione del processo del secolo, che sono sicura farà partire dibattiti, discussioni, pianti, risate e che vi terrà incollati allo schermo come se fosse in diretta!

 

 

 

 

 


 

[1] O.J. Simpson è finito comunque in prigione: attualmente infatti sta scontando una pena di 33 anni per rapina a mano armata e sequestro di persona.
[2] La serie segna il ritorno di John Travolta in TV dopo 40 anni da I ragazzi del sabato sera.
[3] Format  nato negli anni 50/60 in America, prima in radio e poi usato dalle produzioni televisive.
[4] Trattandosi di un caso di cronaca degli anni 90, gli attori protagonisti per studiare al meglio le loro interpretazione hanno voluto incontrare tutti coloro che sono stati coinvolti veramente nel processo.Tuttavia, il protagonista Cuba Gooding Jr. interprete di O. J. Simpson, ha deciso di non incontrare il giocatore di football e attore di cinema.
[5] Il vero avvocato, Marcia Clark, ha dichiarato che la visione della prima stagione della serie l’ha fatta riflettere molto riguardo alcune sue stesse mosse durante il processo. Si è, inoltre, complimentata con Sarah Paulson per l’interpretazione del personaggio e con l’intera produzione per aver mostrato in maniera fedele il sessismo mostrato nei suoi confronti in quegli anni
[6] Nonostante siano evidenti i riferimenti alle rivolte del 1992,  lo scenario attuale post-Ferguson e post-Baltimora non appare poi così distante.

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