“I segreti possono trascinarti a fondo”

 

 

 

60_dentro l'acqua
Graphic by: Federica

« Non sei cambiata. Avrei dovuto saperlo. Anzi, in realtà lo sapevo. Hai sempre amato il mulino e il fiume, ed eri ossessionata da quelle donne, dalle cose che avevano fatto, da ciò che si erano lasciate alle spalle. E adesso questo. Oh Nel, sei davvero arrivata a tanto?»[1]

Questa credo possa definirsi per me l’Estate dei thriller, che è sicuramente uno dei generi che preferisco, ma di solito me li lascio per l’inverno, avvolta nelle coperte e con una bella cioccolata calda a consolarmi. Invece questa volta sono stata attratta dalla spiaggia, dal mare calmo e il vento quasi del tutto fermo per fare una bella scorpacciata di alta tensione emotiva.

Isolandomi dai pochi coraggiosi che sotto i 38° di questo infernale luglio giocavano a racchettoni e dalle famiglie numerose che tentavano di tenere a bada sette/otto bambini sotto due miseri ombrelloni, ho iniziato tre thriller di tutto rispetto. E devo dire che nonostante la luce accecante, le temperature bollenti e la costante ricerca di refrigerio, sono riusciti a trasportarmi nelle penombre delle angosce e dei misteri di questo genere narrativo.

 

«La cosa che proprio non capivo era come fosse possibile che Sean fosse rimasto a Beckford. Era lì, presente nel momento della morte di sua madre, anche se non aveva propriamente assistito alla caduta. Che effetto può avere su una persona? »[2]

 

In particolare, le dieci voci dei protagonisti di “Dentro l’acqua” di Paula Hawkins non mi hanno affatto deluso. Ogni voce racconta una parte della storia, e lo fa dal proprio punto di vista, perciò pur essendo il lettore a conoscenza di tutto, sembra sempre che manchi un particolare, che sfugga qualcosa. E alla fine, più che un classico thriller, sembra quasi una caccia al tesoro, un indovinello, un gioco.

Fra un gelato e una passeggiata sulla riva bollente, mi chiedevo chi stesse mentendo e chi invece dicesse la verità, e se i miei sospetti cadevano su un personaggio, ecco che il suo punto di vista mi forviava e mi portava a puntarne un altro.

È un romanzo teatrale, è come se si partecipasse a una cena con delitto, dove sai per certo che tutti recitano una parte ma non riesci subito a capire chi mente meglio o di più. E chi in realtà non sta affatto dicendo bugie, semplicemente crede che quella sia la verità.

 

«Sapevo che Katie era morta per colpa mia, ma lei continuava a comportarsi come se fosse sua. Ha smesso di andare a nuotare al fiume e si è fissata con questa idea di dire la verità… »[3]

 

 

 

 

Certo se le tre voci narranti del primo libro della Hawkins, La ragazza del treno, hanno confuso parecchi lettori che hanno abbandonato la sfida, immaginate con dieci! Ma il trucco è leggerlo come se fosse uno spettacolo o un enigma, un gioco da spiaggia. Impossibile non rimanere affascinati dall’attrazione fatale che sembra avere questo lago protagonista della storia, ed in particolare di quella parte chiamato “Lo stagno delle annegate” dove fin da tempi immemori donne di ogni età ed etnia sono morte affogate, per incidente, suicidio o omicidio…

Nel, l’ultima vittima, era ossessionata dalla storia delle donne finite tragicamente e ci trascina a fondo con lei in un susseguirsi di domande senza risposte. Fino a che finalmente il puzzle inizia a comporsi… eppure sembra sempre che manca un pezzo. La soluzione è lì, proprio in fronte a noi, ma ci sfugge. È sempre stata a portata di mano fin dalle primissime pagine, ma si arriva alla fine con il dubbio, e questo mi è piaciuto perché di solito scopro il colpevole a pagina 20.

 

«Mentre scivolava sott’acqua, si chiedeva se sarebbe stato esattamente così, se avrebbe sentito qualcosa. Si chiedeva dov’era finita tutta la sua combattività. »[4]

 

Inutile dire che la location ideale sarebbe la riva di un lago, magari anche uno di quelli con tante leggende attorno. Mi era venuta una mezza idea di affittare una barchetta e andarmelo a leggere in mezzo al lago di Nemi, ma purtroppo non ne ho avuto il tempo.

E poi ho sempre avuto un po’ paura dei laghi….

 

 

 

 

 


[1] Dal romanzo.
[2] Dal romanzo.
[3] Dal romanzo.
[4] Dal romanzo.

3 risposte a "“I segreti possono trascinarti a fondo”"

    1. Ti ringrazio. Il template è tra quelli gratuiti sì, infatti è uno dei più semplici ce ne sono anche di più belli ma purtroppo io e le tecnologie non andiamo d’accordo e non saprei gestirli ahaha
      Le gif le inserisco tramite la funzione “inserisci immagine tramite url” è facilissimo 🙂
      Grazie mille del supporto!

      Mi piace

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