“Andare o Restare, questo è il dilemma…”

“Le persone come Marina non appartengono a nessuno, perché non riescono ad appartenere nemmeno a loro stesse.”[1]

 

Non sono avvezza alle storie d’amore, penso di averlo ripetuto molte volte, ma fatto sta che continuano a regalarmele, e io, da avida lettrice, non posso guardarle finire in uno scaffale a prendere polvere: devo leggerle. Spesso a fine lettura me ne pento, annoiata a morte dalla banalità della storia, dei personaggi, degli intrecci che alla seconda riga già rivelano il finale. Ma talvolta capita qualche eccezione, qualche perla nel mucchio di gusci vuoti!

Evidentemente chi me l’ha regalato mi conosce meglio, o forse è semplicemente un caso… chi lo sa. Fatto sta che quando il mio amico di vecchia data mi ha donato “Marina Bellezza” di Silvia Avallone ero davvero molto scettica, ma tre settimane dopo mi sono ricreduta. Pur essendo un regalo di Natale, nelle mie mani è approdato in Marzo, il che fa capire quanto raramente riesca a vedere certi amici, vergognoso! Ma questo è un altro discorso, fatto sta che forse a leggerlo nel freddo Dicembre non mi avrebbe fatto lo stesso effetto. Marzo, col tempo pazzo e sbarazzino si sposa perfettamente a questa storia d’amore di altri tempi eppure così contemporanea!

Non solo amore.

Cinquecento e passa pagine sulla provincia e sul crescere in posti lontani, con una sola biblioteca e molti bar dove andare le mattine, i pomeriggi, le sere. È il desiderio della ragazzina che dà il nome al libro di arrivare in televisione, per lasciare quei posti una volta appartenuti ai nonni inseguendo la celebrità a trascinare il libro.
Ma allo stesso tempo mostra l’altra faccia della medaglia, quella dei ragazzi che vogliono tornare a lavorare la terra, allevare il bestiame.

Marina Bellezza e Andrea Caucino sono i rappresentanti di queste due fazioni.

 

“Bisogna trovare il coraggio di restare, di costruire qualcosa di duraturo, di nuovo, e farlo qui.”[2]

 

Chi di noi non si è trovato di fronte a questo dubbio amletico?

Andare, cercare la fortuna fuori, magari all’estero, cambiare totalmente vita e prospettive. Oppure restare, cercare di cambiare le cose nel proprio Paese, nella propria casa.

Andare o restare[3].

64_marina bellezza

“ «Io non voglio diventare ricco, non voglio diventare famoso, non voglio vivere con l’assillo di essere di più o di meno degli altri!» Esplose, finalmente. «Quella vita lì è un inferno, l’ho visto quando mio padre è diventato sindaco, che avevamo tutti quei giornalisti in casa… A me non interessa. Mio fratello scrive sulle riviste d’ingegneria aerospaziale» sorrise, «gli pubblicano gli articoli con il suo nome, bello grande neanche fosse Obama… Io voglio essere invisibile, capisci? Non voglio lasciare traccia, voglio solo svegliarmi la mattina e stare bene!» Gridava.”[4]

 

 

 

Il tutto farcito da drammi familiari che molto spesso nelle critiche ho letto definire “alla beautiful” e che invece, purtroppo!, assomigliano fin troppo alle vite dei miei coetanei o delle generazioni più giovani con i quali ho spesso a che fare.

Genitori assenti, alcolisti, intrecci di tradimenti. Non sono fantasia, credetemi! Sono semplicemente uno specchio della società che non ci va di guardare e allora puntiamo il dito e gridiamo all’esagerazione. Ma non è così. Non ho trovato nulla di esagerato nelle descrizioni della perdita della fiducia nel sistema “famiglia”. Forse, dovremmo farci tutti un bell’esame di coscienza…

 

“Ci sono cose che si trascinano in silenzio per decenni, senza che nessuno possa neppure sospettarne l’esistenza.”[5]

 

 

 


[1] Dal romanzo.
[2] Dal romanzo.
[3] https://youtu.be/BN1WwnEDWAM
[4] Dal romanzo.
[5] Dal romanzo.

One thought on ““Andare o Restare, questo è il dilemma…”

  1. Personalmente ho preferito Acciaio, ma sono d’accordo con te sulla veridicità del dramma familiare, purtroppo lo vivo ogni giorno sulla mia pelle, spesso sono io a fare la mamma a mia madre.

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