“Casalinghe (non troppo) disperate”

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Graphic by: Gioia

Strudel di mele con pasta fillo
(la ricetta è della mia cara amica Anna)

Ingredienti  per 6 porzioni:
-5 mele verdi tipo Granny Smith di media grandezza
-il succo di 1/2 limone
-150g di zucchero semolato
-1 cucchiaino di cannella
-1 cucchiaino di zucchero vanigliato
-1 cucchiaio di farina
-20g di burro fuso
-80g di uvetta o uva sultanina
-3 o 4 fogli di pasta fillo
-1 uovo sbattuto insieme a 3 cucchiai di latte
-zucchero a velo q.b. per spolverare

Procedimento:

Come prima cosa riscaldiamo il forno a 220° e Imburriamo o foderiamo con della carta da forno una teglia rettangolare per biscotti.
Sbucciamo le mele e le tagliamo in 4 spicchi grandi, eliminiamo il torsolo e quindi tagliamo in spicchi sottilissimi.  in un piatto e bagnarle con il succo di limone.
Mescoliamo lo zucchero semolato, cannella, zucchero vanigliato e farina e versiamo il composto nel piatto delle mele. Mescoliamo bene per ricoprirle con il composto, quindi aggiungiamo anche l’uvetta. Stendiamo un primo foglio di pasta fillo su un piano di lavoro e spennelliamo con del burro. Adagiamo sopra il secondo foglio e spennelliamo anche quello; procedere allo stesso modo per il terzo e il quarto foglio. Distribuiamo le mele per lungo su uno dei due lati e arrotoliamo lo strudel cominciando proprio dal lato con le mele. Una volta arrotolato tutto, spennelliamo tutta la superficie con il mix di uovo e latte soffermandoci in particolare sul bordo, in modo da sigillarlo bene. Trasferire lo strudel sulla teglia imburrata. Inforniamo e cuociamo lo strudel per 25 minuti o finché sarà dorato. Sfornare e lasciar riposare per almeno 20 minuti prima di affettarlo. Appena prima di servirlo, spolverarlo con lo zucchero a velo.

Come direbbe Bree, non ci si presenta mai a casa delle persone a mani vuote. Anche se è casa vostra. E allora tutti ai fornelli per preparare un delizioso strudel di mele, frutto tanto caro alle protagoniste della serie di cui andremo a fare una scorpacciata!

La mela, simbolo del peccato, fa da sfondo a una serie di segreti e misteri tutti ben nascosti sotto i tappeti delle ricche case di Wisteria Lane, un quartiere immaginario alto borghese, scosso dall’improvviso quanto imprevedibile suicidio di una delle abitanti più in auge: Mary Alice Young. Perché si è uccisa? Cos’è che l’algida Bree, la modaiola Gabrielle, l’illustratrice Susan e l’unica vera casalinga disperata Lynette non hanno capito?

Per otto leziose stagioni (2004-2012), Desperate Housewives ha tenuto attaccati allo schermo massaie ansiose (e mariti impiccioni) diventando un caso mediatico, senza precedenti, che decantava fan illustri come l’ex-first lady Laura Bush. Una serie sui generis, difficilmente catalogabile (a metà fra la soap-opera, la commedia noir e il giallo)

Vi starete chiedendo come abbiano fatto a girare otto stagioni intorno a questo, be, non l’hanno fatto, questo mistero si apre e si chiude nella prima stagione, poi ne arriva un altro e un altro e un altro…  e così via, ogni stagione in qualche modo potrebbe essere vista autonomamente, se non fosse per il meraviglioso sviluppo dei personaggi principali che mano a mano costruiscono una propria identità e ci svelano un po’ di più di loro stesse. Come la serie ci insegnerà più volte ed in diverse forme, le apparenze ingannano, sempre: i personaggi che ci vengono presentati hanno infinite sfaccettature.

 

Adoro Bree, ho una predilezione per lei, anche se in alcune stagioni il personaggio interpretato da Marcia Cross è andato del tutto fuori dalla strada designata, ma anche la storia di Lynette è davvero interessante e ben costruita, e quello che ammiro di più e per cui consiglio la serie, è che nonostante i toni della soap opera, non manca mai di affrontare temi cruciali della modernità, come il suicidio, l’adozione, l’ansia, il disturbo ossessivo compulsivo, la donna divisa fra famiglia e carriera, l’omosessualità, le gravidanze indesiderate e via discorrendo. Con toni leggeri e nessuna pretesa di moralismo, Desperate Housewives riesce là dove altri hanno fallito.

Quando hanno annunciato la chiusura lì per lì ne sono stata contenta, perché nella vita di quattro casalinghe disperate (anche se non troppo visto il successo negli affari, in amore, con i figli ecc) quante disgrazie ed eventi catastrofici possono capitare? (la puntata tornado ancora me la sogno la notte!!); però poi mi è mancato, ormai era come se fossero davvero le mie vicine di casa pettegole e a tratti irritanti. E così ogni volta che rai4 rimanda le repliche (con un criterio di stagioni random tutto suo) mi ritrovo a cucinare un dolce, spesso lo strudel, e dedicarmi alle mie vecchie amiche.

 

 

 

Questa è la serie tv giusta innanzitutto per chi ama i dolci, cucinare, avere il controllo, indagare, per le persone che amano il gossip, specie se macchiato di nero.

Pensate di sapere tutto sui vostri vicini?

Io non ne sarei così sicura… ma non vi consiglio di indagare. Meglio concentrarsi sugli abitanti di Fairview…

 È la serie tv per chi è indeciso su che genere guardare e un po’ come la primavera che un po’ fa caldo un po’ fa freddo, questo telefilm accontenta un po’ tutti, come un cardigan ben stirato che all’occorrenza si può mettere sulle spalle. O ben riposto in borsa. Ma attenzione che non si sgualcisca…

 


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