ghIeri, 15 settembre, ho fatto il viaggio in metro osservando con timore ogni borsa, zaino, cellulare, marsupio, valigia e valigetta… pensando “e se succedesse qui, adesso? Se scoppiasse una bomba? Se cominciassero a spararci addosso?”, “saranno queste le ultime facce che vedrò? Sconosciuti… in una metro…?”

Che cosa vogliono da noi? Cosa vogliono toglierci? Cosa devono vincere?

Non ci arrenderemo, diciamo sempre. Non ci toglieranno la dignità. Non dobbiamo farci fermare, diciamo, non dobbiamo avere paura, diciamo, non dobbiamo farli vincere.

E infatti continuiamo a viaggiare, a prendere aerei, autobus e metro. A vivere.

Però ieri ho guardato negli occhi di questi sconosciuti, e alcuni erano timorosi quanto i miei. Altri addirittura di più. Perfino in una folla persa ognuna sul proprio smartphone si percepiva la paura…

E allora credo che un po’ abbiano già vinto…