“Io, un po’ Cenerentola lo sono”

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“C’era una volta in un paese lontano,un piccolo regno pacifico e prosperoso, ricco di antiche e poetiche  tradizioni…lì in un maestoso castello viveva un nobile signore con la sua figlioletta adorata. Benché egli non facesse mai mancare nulla alla sua bambina capiva che ella avrebbe avuto bisogno delle cure di una mamma così si risposò con una donna vedova di nobile famiglia che aveva due bambine:Anastasia e Genoveffa. Purtroppo il buon uomo morì improvvisamente e la matrigna invidiosa della bellezza della bambina che faceva sfigurare le sue brutte figlie la relegò in cucina, tanto che alla bambina fu dato il nomignolo di Cenerentola. Passarono gli anni e il castello andò in rovina  perché le ricchezze della famiglia venivano sperperate per viziare le due ragazze ma nonostante Cenerentola fosse costretta a fare da serva nella sua stessa casa non smise di essere buona  e gentile perché ad ogni levare del sole ella sentiva rinascere nel cuore la speranza che i suoi sogni di felicità si sarebbero avverati”.

 

E poi , tac, inizia quello che probabilmente è il film più famoso della Disney:Cenerentola.Uno dei più visti , si, e anche uno dei più” criticati”; proprio poco tempo fa ne discutevamo tra amici…e quindi si è posto il quesito : Cenerentola anacronistica figura della, seppur simpatica, arrampicatrice sociale o no?
Sembra da pazzi  fare un ragionamento su questo ma ,si sa, i personaggi della letteratura o della filmografia incarnano sempre una tipologia umana, e quindi questa riflessione parte da una favola ma guarda alla realtà.
In effetti all’inizio del film Cenerentola è una povera sfigata , vessata da una stronza di matrigna e due cessi di sorellastre, ed oltre alla suo gran cuore e alla sua bellezza non è che possa contare su altro. Non è una donna “con le ovaie” , probabilmente se lo fosse stata avrebbe preso a padellate la matrigna…e non è neanche particolarmente colta perché magari in quel caso avrebbe  scritto le sue memorie in latino, o in greco antico.
Per concludere questo quadretto non proprio encomiastico, c’è da registrare che non è nemmeno troppo intraprendente e forse , chissà, nemmeno una gran cima altrimenti avrebbe trovato il modo di non subire tutte quelle ingiustizie.
Non sarà una stupida, ma certo non è una donna eccezionale, non è una sessantottina nè una che gestisce alla grande le situazioni.


Ma c’è un nutrito popolo di bestioline animate  a darle conforto, e ad aiutarla nei momenti di crisi.E la sua madrina la mitica  Fata Smemorina, che solo il nome è tutto un programma…;)
E tutti insieme sostengono Cenerentola al grido di “Aspetta e credi fermamente”( che detto così sembra un motto di qualche reggimento militare ), perché di fatto lei è una che ci crede sempre( anche se non si sa come fa) che la vita possa essere migliore.
Non sarà una femmina da combattimento, ok,  ma è una che interiormente sa di essere spinta a un alto destino. E’ una sentimentale ottimista, la nostra sfigatella Cenerentola, anche all’inizio del film quando spazza la cenere e “governa” le galline.
E poi va al ballo.

 

“Il giovane principe che si inchina alle invitate , ad un certo punto alza gli occhi e il suo volto si illumina  perché, eccola,non sa chi sia ne da dove venga.Ma che gli importa di saperlo, il suo cuore sa che quella è la fanciulla che dovrà divenire sua sposa”

Cenerentola ha fatto centro : il Principe l’ha scelta. Nella storia si apre un altro capitolo, una possibile via di fuga dalla grigia vita di Cenerentola.
Ma non è nell’ascesa sociale, in definitiva  Cenerentola è andata solo per farsi un giro e non capisce nemmeno subito che il fico che l’ha invita a ballare è proprio il principe( giustamente è bello pure lui, un principe azzurro che sia un catorcio non si può sentire).
E’ nell’amore.

Chiariamo subito questo punto spinoso: anni di lotte per l’emancipazione femminile ( sacrosante per carità, a patto che non siano dissacranti) hanno tentato di prendere a picconate la figura del principe azzurro.
Va bene l’aspetto razionale dei sentimenti, giusta la visione della donna che non sia solo l’incantevole oggettino che rallegra il gran ballo di corte e accettabile dire che forse Cenerentola potrebbe fare anche a meno del suddetto principastro e, fuggendo dal castello, iscriversi a Yale.
Ma non esiste scena più bella , più evocativa di quella in cui il principe sperona i due c**si delle sorellastre e va da Cenerentola.
Sarà irreale , non c’è dubbio, e poco moderna ma è bellissima.
E quelle che sostengono il contrario, asseriscono una grande caz**ta.

E’ la sublimazione del personaggio di Cenerentola, ma non perché sia riuscita ad accalappiare il buon partito come vuole la versione materialistica della storia. E’ la ragazzina incasinata, insicura e indecisa ( ma del resto chi non lo è?) , un po’ immatura  che non ha mai trovato il coraggio di strozzare con tappeto del salotto  la matrigna che fa strike.
Solo grazie alla sua bellezza interiore , a quel suo essere sentimentale e ottimista.
Al principe non gliene può fregare di meno di chi sia o non sia, non sta a farle il processo alle intenzioni se non si è fatta valere come avrebbe dovuto, non le chiede nemmeno come si chiama perché di base l’amava anche prima di vederla  e al ballo lui non la conosce, la riconosce.
E quando lei fugge e perde la scarpetta ( ci sarebbe una barzelletta da raccontare ma non mi pare il contesto giusto) lui non si arrende e la cerca.
E la trova , alla fine , che lo aspettava “credendo fermamente” e conservando l’altra scarpetta di cristallo.
La trova e la salva , ma in definitiva è lei che salva lui ( come saggiamente postulato in pretty woman), elevandolo,dandosi a lui.
Non si vaga per un regno intero, casa per casa , solo alla ricerca di una bella gnocca!

Il  bel finale di una storia che fa sognare i bambini, e una metafora a suon di favola che ci dimostra come certe volte non sono le grandi cime che cambiano la storia.

Sarà che io un po’ spero in una storia alla Cenerentola e un po’ come lei mi ci sento, ma sto decisamente dalla sua parte!

 

 

PS. Nella scena in cui lei dice all’araldo ( a cui la matrigna ha appena fatto lo sgambetto facendo si che si rompesse la scarpetta) “Vedete io ho l’altra scarpetta” io avrei fatto seguire un bel “piglaitevela in c…..” rivolto alle sorellastre…
ma…mi sa che non si poteva!

 


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