I Classici: “Il grande Gatsby”

67_gatsby
Tralie Graphic

Atmosfere anni Venti, l’età del jazz, il proibizionismo[1], le luci, i party, le belle auto e i vestiti da cocktail. Come non lasciarsi affascinare? Si pensa subito ai gioielli, al trucco, alle scenografie. Alla ricchezza!
Probabilmente chi li ha vissuti non sarebbe proprio d’accordo con l’immaginario che si è creato attorno ai magici anni Venti, poiché folgorati da luci e colori, si fa presto a dimenticare che quel decennio è proprio a cavallo fra le due guerre mondiali, e che tutta quella esagerazione, ostentazione di potere, denaro e felicità serviva a coprire una maggioranza della popolazione in miseria e depressione.

Il manifesto del decennio, almeno di quello statunitense, sappiamo bene quanto fossero diverse le vite in europa!, è senza dubbio IL GRANDE GATSBY, uscito nel 1925 dalle abili mani di Francis Scott Fitzgerald (1896-1900). Il romanzo, per quei pochi che non lo sapessero, è basato sulla figura, indecifrabile e ambigua, di Jay Gatsby, un self made man arricchitosi in maniera abbastanza sospetta, che, assillato dalla figura dell’amata Daisy, simbolizza miti e contrapposizioni del “sogno americano”. A narrarla è lo Nick Carraway, un personaggio sostanzialmente l’opposto di Gatsby.

Ho una storia particolare con questo grande classico, perché la prima volta che lo lessi – se così si può dire – lo feci in inglese. All’epoca però il mio inglese era decisamente meno fluente di quello di ora, e penso di essermi persa pagine e pagine di fatti e dialoghi nel disperato tentativo di arrivare alla conclusione.
Non c’era google ad aiutarmi, né qualche magico traduttore, o qualcuno che lo avesse riassunto online. C’erano il vocabolario e i bignami. That’s all.

L’approccio fu alquanto tragico, e per un bel po’ solo a sentire nominare Fitzgerald mi veniva un brivido lungo la schiena.

 

Risultati immagini per grande gatsby gifAnni dopo, parecchi, uscì il favoloso film[2] con Leonardo Di Caprio, e per lui e solo per lui tornai ad approcciarmi a questa storia.

Inutile dire che me ne innamorai! E così, decisi di dare al romanzo una seconda occasione, a casa avevo ancora la versione originale, ma questa volta ho comprato la traduzione italiana e ho letto quella.

Che meraviglia!

Che meraviglia!!

Altri due anni dopo, leggendo finalmente la versione inglese con una certa consapevolezza in più, mi sono accorta di quanto mi fossi persa le prime due volte che lo avevo letto.
Lo stile, le parole, i dialoghi, sono qualcosa di perfettamente pensato per ogni personaggio, per ogni situazione; e solo in questa terza lettura mi sono accorta di quanto sia una storia di solitudine e indifferenza e solo secondariamente una storia d’ amore.

È proprio vero che i <<i libri sono specchi, riflettono ciò che abbiamo dentro>>[3], e infatti io più di capire come sarebbe andata fra Jay e Daisy, volevo sapere se Nick sarebbe diventato uno scrittore lasciandosi alle spalle la noiosa vita da banchiere.

 

Risultati immagini per grande gatsby gif“Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C’è sfuggito di nuovo, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia… e una bella mattina…
Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato…”[4]

Fitzgerald sfoggia un mondo d’illusioni, ci fa credere che possiamo essere migliori di quello che siamo ma che alla fine, quando si fanno i conti quelle che rimane è poco. Ci regala due ultimi capitoli strazianti, nei quali affonda il coltello sempre più nella piaga infetta della falsità e della carenza di valori (escluso quello del denaro) della società americana del suo tempo (solo del suo??? Guardate chi hanno votato…).

Quello che mi colpisce, che mi spinge a dire “sì è un grande classico da leggere” è la vicinanza con l’epoca contemporanea.

La crisi dei valori, la costante ricerca del potere, di qualcosa di meglio, di più… dell’ostentare un’immagine di noi che appartiene al pubblico (prima erano i party, ora le foto sui social), ma che spesso nascondono, nemmeno troppo bene, una profonda solitudine.

Fitzgerald avrebbe potuto scrivere lo stesso romanzo anche oggi, cambiando un po’ le atmosfere ma non la trama di base, non le ambizioni di Jay, la superficialità di Daisy, l’immagine che conta più della sostanza.

 

“Guardai mia cugina, che cominciò a farmi domande con la sua voce bassa ed eccitante. Era il tipo di voce che le orecchie seguono come se ogni parola fosse un arrangiamento di note che non verrà mai più suonato. Il viso era triste e bello, pieno di cose luminose, occhi luminosi e una luminosa bocca appassionata, e c’era un’eccitazione nella sua voce che gli uomini che l’avevano amata facevano fatica a dimenticare: un irresistibile desiderio cantato, un “Ascoltami” bisbigliato, una promessa che le cose allegre ed eccitanti che aveva appena fatto le avrebbe rifatte di lì a poco.”[5]

 

Continuiamo a dire di non ripetere gli errori del passato, ci raccomandiamo, creiamo tecnologie che ce lo impediscano. Ma alla fine dei conti forse Nieztsche aveva ragione « Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo» e tutto non è che un Eterno Ritorno.

Io spero proprio di no, e voi?

 

 

 

 


[1] Periodo che va dal 1919 al 1933 e in cui negli Stati Uniti è proibita la produzione e vendita di alcolici. L’emendamento, fortemente voluto da società religiose e gruppi politici fondamentalisti, favorisce il fiorire di attività di produzione illegale e di contrabbando, solitamente gestite da gangster e associazioni mafiose.
[2] La particolarità del film è che Nick racconta la sua storia attraverso la stesura di un romanzo, il suo, che nient’altro è che “The Great Gatsby”. Egli stesso diventa Fitzgerald e le suddette frasi sono parte integrante sia del romanzo vero e proprio, sia del romanzo nel film.
[3] Zafon.
[4] Dal romanzo.
[5] Dal romanzo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...