Inverno.

Maglioni a collo alto, tazze fumanti, piatti abbondanti e piumoni. Il camino. La neve. Chiacchiere con gli amici davanti ai giochi da tavolo ritirati fuori da soffitte e cantine.

“Tutto ciò che sentiva ora era invidia. Queste persone avevano aspettative. Del mondo, del futuro, non importava: l’aspettativa era un concetto così innovativo per lui che non poteva fare a meno di essere un po’ commosso da quello che stavano dicendo. Qualunque cosa fosse.”
― Colson Whitehead, Apex nasconde il dolore

Ho sempre immaginato che quando fossi andata a vivere per conto mio avrei passato l’inverno in questo modo. Non so se credevo di diventare milionaria tutto d’un botto per comprarmi uno chalet con tanto di camino e stanze per ogni ospite (considerando tra l’altro che il mio desiderio è di vivere sul mare! Cioè proprio quasi dentro… quindi questa sarebbe pure la seconda o terza proprietà) o semplicemente da brava sceneggiatrice mi sono lasciata trascinare dalla finzione, perché da sola ci vivo, l’inverno sta arrivando, ma io non solo non ho un camino, né stanze per tutti, ma lavorerò circa 12h al giorno quindi dubito avrò voglia di preparare deliziosi banchetti o di giocare dopo cena…

Sarebbe bello avere una vita alla Friends, in cui si vive insieme, si lavora ogni tanto, si passa il tempo libero assieme e nonostante ciò si ha tempo anche di avere diverse relazioni amorose e non; ma la realtà è un po’ più vicina a Grey’s Anatomy in cui ogni santo giorno succede una disgrazia imprevista e crolla ogni piano e tocca rialzarsi su e di nuovo, e di nuovo, e di nuovo

Per fortuna, a salvarmi dal pessimismo cosmico ci pensano i libri!

Di ogni genere, forma e colore, a volte qualcuno particolarmente divertente, come quello che sto per suggerirvi.

Innanzitutto, sapevate che esiste un mestiere denominato “consulente per la terminologia?”, io non ne avevo idea, anche se a ben pensarci ha senso. Qualcuno dovrà pur dare i nomi ai prodotti…

 Il protagonista di “Apex nasconde il dolore” è appunto un consulente di terminologia. Se qualcuno ha bisogno del nome giusto per il suo nuovo prodotto – che si tratti di un’automobile o di un antidepressivo, di una merendina o di un cucchiaio -, lui è la persona giusta. 

In questo caso specifico deve andare a Winthop perché gli abitanti hanno deciso di cambiare nome alla cittadina.

Già le premesse vi fanno ben intuire che questo è il classico romanzo-commedia da sostituire alle repliche televisive!!!

Il punto è che non è affatto semplice scegliere un nuovo nome per Winthrop. Ci sono almeno tre persone in grado di suggestionare le sue preferenze: Lucky Aberdeen, ricco uomo d’affari che si è fatto da sé, bramoso di dare alla sua città un nome sufficientemente attraente da attirare altre società capitalistiche ad investire, Albie Winthrop, rampollo aristocratico risoluto a non apportare nessun tipo di variazione concreta, e il primo cittadino Regina Goode animata da idee stravaganti e progetti bislacchi…

Questo insieme di personaggi, il mistero sul perché il protagonista zoppica, come mai ha lasciato il lavoro, la scrittura frizzante, a tratti surreale, e un ritmo narrativo serrato, sono gli ingredienti perfetti per ricaricarci per questo inverno così lungo! Se poi ci mettiamo davvero una copertina, un camino (o nel mio caso una stufetta elettrica) e un dolce[1], siamo proprio ad alti livelli di relax e divertimento!!

“Più tardi decise che i dettagli non erano importanti, che la vera lezione degli incidenti non è il come o il perché, ma il mondo dato per scontato da cui ti esiliano”.
― Colson Whitehead, Apex nasconde il dolore


67_apex nasconde il dolore

[1] Churros
-120 g di burro
-250 ml di acqua
-125 g di farina 00
-20 g di zucchero molato
-2 uova1 pizzico di sale
-olio di semi di arachidi per friggere
-zucchero a velo e zucchero semolato
-Nutella
Prendete un pentolino dal fono spesso e scaldate l’acqua sul fuoco. Aggiungete lo zucchero e fatelo sciogliere, mescolando con una spatola, aggiungere un pizzico di sale. Unite il burro a pezzetti e mescolate per farlo sciogliere. Aggiungere la farina setacciata, gradualmente, mescolando continuamente per evitare la formazione di grumi. Lasciate cuocere a fuoco medio. Quando sul fondo del pentolino si sarà formata una patina bianca, spendete il fuoco, spostate il pentolino e lasciate raffreddare il composto nella pentola stessa. Una volta freddo, trasferite il composto in una planetaria, aggiungete un uovo, azionate la planetaria e lavorate il composto fino a completo assorbimento del primo uovo; aggiungete il secondo uovo e continuate a lavorare il composto, fate assorbire l’uovo completamente. L’impasto sarà pronto quando avete una pasta morbida e lucida. Preparate una padella capiente con 1 litro di olio per friggere di semi di arachide. Preparate una sac-a-poche con beccuccio a stella di medie dimensioni. Quando l’olio sarà bollente (170-180 gradi), premete una striscia di impasto direttamente nell’album pentola, dovrete ottenere dei bastoncini di circa 10 cm, tagliate l’estremità con un paio di forbici. Friggete i Churros per circa tre minuti, girandoli finché non saranno dorati uniformemente. Scolateli su carta assorbente. Ancora caldi, rotolatevi nello zucchero semolato e spolverateli, se vi va, con zucchero a velo.