“Guai a finire sulla LISTA NERA di Red”

 

Ormai quasi tre anni fa, ero in un famoso negozio di libri e dvd di via Nazionale a Roma, vagavo fra gli scaffali in cerca di qualcosa da regalare a mio fratello per Natale, qualche dvd con inserti speciali della Marvel magari, o un’altra saga fantasy, quando l’occhio mi cade su un dvd di una serie tv con in primo piano James Spader[1], uno dei nostri attori preferiti. Leggo la trama: Il suo nome è Red Reddington ed è uno dei criminali più ricercati al mondo. Un bel giorno si consegna all’Fbi e offre la sua preziosa «lista nera» di nomi per scovare i terroristi che si nascondono negli Stati Uniti. Unica condizione: parlerà solo con l’agente speciale Elizabeth Keen, neo assunta dell’agenzia.
Perché? Cosa è successo di così straordinario da aver fatto tornare un latitante nel posto in cui tutti lo vogliono morto?

E mi convinco. Lo prendo!

 

Come spesso mi accade quando faccio regali di cui posso usufruire a mia volta, non ho resistito e gliel’ho fatto aprire almeno con tre settimane d’anticipo rispetto alla scadenza tradizionale. Mio fratello non aveva mai sentito parlare di questa serie tv, ma come me è stato entusiasta leggendo chi fosse il protagonista.

La iniziamo subito, ignari che Red ha un patrimonio pressoché infinito e che adora il cibo, per cui ogni puntata oltre a garantire un colpo di scena dietro l’altro, casi da risolvere e misteri a gogò (a cominciare dal segreto che lega Reddington a Elizabeth. E pure il marito della bella agente non la racconta giusta.), ci trascina in un ristorante di lusso dietro l’altro, tanto da farci venire voglia di un qualche piatto raffinato* da poter accompagnare a un vino costoso[2] (o almeno più costoso di quello che prendiamo normalmente al supermercato!).

Abbiamo finito tutta la prima stagione in una settimana, e così sono corsa a comprare la seconda stagione per continuare il bingewatching a colpi di ricette sempre più elaborate e mal di testa da vino.

The Blacklist segue un caso a puntata, con un criminalissimo da sbattere in galera ogni 40 minuti, ma è lo sviluppo orizzontale che tiene davvero lo spettatore incollato allo schermo per seguire contemporaneamente i piani di Reddington, tutt’altro che limpidi; la doppia vita del marito di Elizabeth, Tom; il passato della stessa Elizabeth, fin troppo denso di misteri. 

 

È una serie con un ottimo doppiaggio che però dà il suo meglio in originale, in cui Spader tiene banco sempre e comunque. E le puntate in cui appare meno sono le meno interessanti. Red non è solo il burattinaio ma anche il fulcro di tutte le emozioni interne degli altri personaggi.
I cattivi di turno sono più o meno intriganti, ma è il loro rapporto con Reddington a deciderlo più che le loro azioni personali.
Non c’è che dire è una serie tv che ha totalmente azzeccato il protagonista.

Anche perché se in un primo momento eravamo dalla parte di Elisabeth, a un certo punto siamo passati al lato oscuro con Red (come prevedibile) e con Tom (meno prevedibile!), amando talmente tanto questo personaggio inizialmente odiato da gioire all’annuncio di uno spin-off[3] quasi del tutto incentrato su di lui. Anche se poi per mancanza di coordinazione fra noi, non siamo riusciti a cominciare e abbiamo saputo che l’hanno anche cancellato. Peccato.

Ad ogni modo la passione per Red non si spegne, e caso dopo caso, nome della lista dopo l’altro, lo seguiamo in ogni avventura convinti che prima o poi ci rivelerà tutti i suoi segreti!

 

 

 

 

 

*Millefoglie di filetto e funghi porcini
(la ricetta è della mia amica, Anna)

 

 

blacklistposter1Ingredienti per 4 persone:
-1 spicchio aglio
-500 grammi manzo filetto
-q.b.  olio extravergine d’oliva
– 4 fette di pane in casseta (o pancarré)
– q.b.  pepe
– q.b.  sale
-200 grammi funghi porcini
-q.b.  timo.
-4 fette di pancetta

Attrezzi richiesti:
4 coppapasta

Procedimento


Come prima cosa laviamo bene i funghi, eliminiamo la parte terrosa del gambo e tagliamoli a fettine.

In una padella scaldiamo 2-3 cucchiaio di olio e facciamo rosolare l’aglio per poi unire i funghi facendoli trifolare per bene.
Prima di toglierli dal fuoco aggiustiamo di sale e pepe, aggiungiamo una fogliolina di timo e lasciamoli raffreddare.
Tagliamo il filetto a fettine sottili e regoliamo di sale e pepe.
Con un coppapasta largo 8-10 cm, e alto 5-6 cm, incidiamo le fette di pan in cassetta, eliminando tutto il restante superfluo, e procediamo così con tutte e 4 le fette. (i 4 coppapasta ci serviranno per dare forma alle mille foglie, quindi incideremo ognuna delle fette con il un coppapasta diverso.)
Mantenendo la fette di pane come base (Senza rimuovere il coppapasta), aggiungiamo un cucchiaio di funghi sulla fetta di pane e poi una fetta di filetto.
Continuiamo così, creando diversi strati di carne e funghi, fino a raggiungere il bordo del coppapasta (assicuriamoci di terminare con uno strato di funghi.)
Disponiamo i coppapasta su una placca da forno e lasciamo cuocere in forno a 200 gradi per 8 minuti per avere della carne al sangue, 10 per una cottura media della carne.
Mentre attendiamo che la nostra millefoglie sia pronta in una padella fredda disponiamo le fette di pancetta e lasciamo cuocere fino a quando non saranno ben dorate e croccanti, in modo tale da avere una consistenza abbastanza dura.
Quando le millefoglie saranno pronte, con delicatezza, sfiliamo i coppapasta e condiamo con un filo d’olio a crudo. (Gesti troppo bruschi potrebbero compromettere la forma della mille foglie, quindi fate attenzione.) Abbelliamo le nostre millefoglie con una fetta di pancetta croccante sistemandola tra i funghi, come se fosse una vela e una fogliolina di timo.
Servire ben caldo e… buon appetito

 

 

 


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/James_Spader
[2] http://www.piemonteagri.it/qualita/it/prodotti/vini/489-bramaterra noi nella riserva di papà scovammo questo e devo dire che era delizioso!
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/The_Blacklist:_Redemption

One thought on ““Guai a finire sulla LISTA NERA di Red”

  1. Non ho finito di leggere per non rovinarmi la trama… lo guarderò per il mio ricordo di Red John… John il rosso, che mi è piaciuta così tanto (the mentalist) che per qualche tempo presi il nome e marchio e diventai Red Sean.
    Comunque ho già sentito parlare di questa serie, prossimamente sul mio notebook!!! 😊

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