“Sofia: la ragazza asimmetrica”

«Sofia», disse l’infermiera a voce alta, «lo sai che cos’è la nascita? È una nave che parte per la guerra».[1]

 

Nella libreria dove lavoro, da un po’ di tempo viene uno scrittore a farci conoscere nuovi autori attraverso tre delle loro opere. Non sempre sceglie le più conosciute, anzi a dire il vero non lo fa quasi mai. Sceglie quelle che, a suo parere, sono state le più significative nel percorso di narratore. Quelle senza le quali non avrebbe potuto continuare a scrivere.

Ed è così che ho conosciuto Paolo Cognetti, di cui avevo sentito parlare per la candidatura (vinta) allo Strega, ma del quale non avevo mai letto nulla. Anche perché la montagna non è esattamente il mio luogo preferito, per cui non mi ero mai sentita attratta dal suo genere di scrittura.

Sbagliavo.

Filippo Accettella, ci ha consigliato tre dei suoi libri e io ho scelto quello che dal titolo mi sembrava potesse piacermi leggermente più degli altri: Sofia si veste sempre di nero.

“Sofia Muratori ama farsi il bagno. Sofia è piena di piercing, mangia poco, non saluta né quando arriva né quando si congeda. Sofia vuole fare l’attrice ma non sa piangere a comando.”
wwSofia si veste sempre di nero perché il nero è il colore della sua anima, dei suoi pensieri, delle sue fedi tracollate di fronte all’impietoso ripetersi dei rituali di morte.

Un romanzo particolarissimo, e che sono molto contenta di aver letto perché mi ha fatto scoprire non solo un autore di grande talento, ma un genere letterario da me un po’ snobbato: quello dei racconti brevi.

Perché questo romanzo altro non è che una serie di racconti tenuti insieme da un filo sottilissimo chiamato Sofia. Una bambina, poi ragazza, poi donna, che ci porta avanti nella storia, che però paradossalmente, potrebbe anche essere letta senza la sua presenza. Ogni capitolo, infatti, è raccontato da uno sguardo che non coincide mai con quello di Sofia, ma con uomini e donne che hanno avuto a che fare con lei: l’infermiera che assiste alla sua nascita, la ragazza conosciuta in ospedale quando tenta il suicidio, i genitori, gli amici di Brooklyn.  

 

“Abitare, abito, abitudine. È tutta roba che ci mettiamo addosso, tutti i nostri strati protettivi.”[2]

 

Abituata ai romanzi lunghi, sono rimasta molto colpita da come invece Cognetti sia riuscito a farmi immergermi completamente nella storia in così poche pagine. Accettella ci ha detto che Cognetti si è ispirato molto alla celebre scrittrice canadese, Alice Munro, per la quale “una storia è come una casa all’interno della quale il lettore si muove a piacimento tra le stanze, i corridoi, si ferma ad un davanzale a guardar fuori.”.

E in effetti ci si sente così nella lettura di questo lungo racconto breve.

Tutti, in un modo e nell’altro, si sentono spinti e mutati da quella ragazza milanese che beve caffè amaro, fuma troppe sigarette, ha uno strano rapporto con il cibo e con il prossimo, fluttua come una sirena nelle vasche altrui. E anche il lettore si sente toccato e cambiato da lei.

 

Risultati immagini per lisbeth salander gif“Avrà ricordi marginali e nitidi come questi. Come le foto di famiglia che non ritraggono niente di particolare, e non si sa bene perché siano state scattate né quando, però anni dopo valgono molto più di interi album dedicati a compleanni e matrimoni.”[3]

 

 

Mi ha fatto molto piacere scoprire la grazia con la quale un uomo scava nella psicologia femminile senza mai farla risultare banale o imprecisa. Mi è venuta voglia di leggere anche gli altri suoi racconti brevi, e chissà che prima o poi non mi convincerà, grazie alla sua poesia, a farmi inoltrare nelle Otto Montagne…

 

 

La musica perfetta per questa lettura, e forse, un po’ per la vita: 

 


[1] Dal romanzo.
[2] Dal romanzo.
[3] Dal romanzo.

4 risposte a "“Sofia: la ragazza asimmetrica”"

  1. In programma con uno dei gruppi di lettura che seguo abbiamo le otto montagne. E so che avevano già letto qualcosa di Cognetti l’anno scorso, ma non facevo ancora parte del gruppo. Forse proprio quello di cui hai parlato, comunque sicuramente un autore da leggere almeno una volta. Ho pensato anche io che la montagna non è il mio genere, ma meta gruppo mi ha zittito invitandomi a leggere prima qualcosa di suo. Quindi non vedo l’ora di vedere come ha fatto a convincere praticamente tutti quelli che so aver letto qualcosa di suo!!!

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      1. Mah lo spero!!! Io ho votato per leggere un altro filone letterario prima, ma alla fine si parlava solo di Cognetti e dell’altro filone. Vedremo.. magari la curiosità mi spingerà a prendere il libro che lì avevano già letto tutti ritenendolo più che soddisfacente e poi quando sarà il momento prenderò l’ultimo insieme a tutti 🙂

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