“Benvenuti ad Hawkins, dove accadono le cose più strane”

* Patate speziate con maionese al basilico

(la ricetta è della mia cara amica, Anna)

 

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Tralie Graphic

Ingredienti per le patate per 4 persone:

-8 Patate rosse.
-150g Parmigiano
-1 Cucchiaino di Paprika forte.
-1 Cucchiaino di rosmarino secco
-1 Cucchiaino di pepe
-30g prezzemolo
-Sale q.b
-50 ml Olio extravergine d’oliva

Ingredienti per la maionese al basilico

-2 Tuorli di uovo
-Succo di 1/2 limone
-Sale e pepe q.b
-Olio extra vergine di oliva
-10 foglie di basilico

Maionese al basilico:

Versiamo i tuorli in una ciotola, uniamo il sale ed il pepe, quindi iniziamo a frullare con un frullatore ad immersione aggiungendo l’olio a filo.
Una volta che la maionese inizia ad addensarsi uniamo anche il succo di limone, ma poco per volta ed alternandolo con l’olio. Prima di completare uniamo anche le foglie di basilico, continuando a frullare, ed un pizzico di pepe.
Raggiunta la cremosità desiderata trasferiamo la maionese in un vasetto di vetro.

Patate speziate:

Per questa ricetta le patate non vanno pelate, dunque laviamole bene e asciughiamole allo stesso modo.
Tagliamo le patate prima a metà e poi a stick, riempiamo una ciotola d’acqua nella quale immergere le patate e lasciamole in ammollo per circa 20 minuti, durante questo tempo cambiamo l’acqua circa 3 volte, così si eliminerà l’amido in eccesso.
Asciughiamo nuovamente gli stick di patate e versiamoli in una ciotola molto capiente e condiamole con l’olio e il parmigiano, con le mani mescoliamo in modo tale che i due ingredienti finiscano su ogni stick.
Uniamo il resto delle spezie e mescoliamo ancora una volta.
Disponiamo le patate, dal lato della buccia, su una terrina da forno e inforniamo per 30 minuti a 220°
Mentre le patate cuociono tritiamo finemente il prezzemolo, con il quale, a cottura ultimata, condiremo le patate, spolveriamo con del sale e serviamo accompagnate dalla maionese al basilico.

 

 

Finalmente ci siamo! Copertina, patate speziate* e sono pronta per rifare tutta la maratona della prima stagione di Stranger Things, in attesa che oggi esca tutta la seconda stagione!

Adoro, adoro, adoro, le serie così autunnali. Col fischio del vento fuori dalla finestra, le foglie che frusciano via lontane e il sacchetto di patatine calde fra le mani guantate. Il primo freddo, quello bello, che non ti spacca le ossa ma ti dà un po’ di pace dopo il caldo estivo. E mai come quest’anno ce n’è stato bisogno. Considerando anche che l’ottobrata romana non si è fatta attendere, ci voleva questo primo sentore di sciarpe e castagne nell’aria. Luce rigorosamente spenta, tende e persiane chiuse e siete pronti: benvenuti ad Hawkins, dove accadono le cose più strane.

Qualcuno potrebbe storcere il naso all’idea di protagonisti così giovani, ma vi sfido a trovar loro un difetto dopo aver guardato il pilot! Al di là della bravura di Winona Ryder, spiccano Millie Bob Brown (Eleven), Finn Wolfhard (Mike), Gaten Matarazzo (Dustin), Noah Schnapp (Will) e Caleb McLaughlin (Lucas), giovanissimi e già straordinari! Ogni espressione, battuta, azione, sembra così reale da farci completamente dimenticare di star guardando una fiction.

Come ha scritto Lucy Mangan sul Guardian, “Tutti i bambini attori sono così bravi da confermare il mio giudizio sull’Area 51: non ha niente a che fare con gli alieni, ma è il posto in cui Hollywood alleva i suoi giovani talenti”.

Sovrannaturale, scienza, parapsicologia, esperimenti, fantasia, si mescolano con maestria in questa serie rivelazione, un po’ E.T. un po’ Super8, dalle atmosfere favolosamente anni Ottanta

<<è bello rifugiarsi in un’epoca più intima, in cui le relazioni si svolgevano tra persona e persona, in carne e ossa, e c’era un’innocenza che ora sembra sparita. I nostri personaggi non sono degli eroi: dirlo significherebbe sminuirli. Sono piuttosto persone normali che compiono azioni eroiche>>[1]

 (poveri protagonisti che devono tenersi quel look anche dopo le riprese!) in cui niente è come sembra. I ritmi non sono violenti ma nemmeno lenti, credo siano ideali per un pomeriggio con gli amici davanti la tv, a fantasticare e farsi suggestionare dalle luci intermittenti e i muri dai quali escono strane creature.

Da guardare dopo il tramonto!

Anche perché pare che tutta la serie sia stata ispirata da una storia vera (o presunta tale) piuttosto diffusa in America del Nord: progetto Montauk[2] (che era anche il titolo originario scelto dai fratelli Duffer, creatori della serie).

 

Leggenda o verità, il mistero che si nasconde dietro alla scomparsa di Will e delle altre persone di Hawkins, tiene incollati allo schermo senza pietà. Anche perché dietro alla facciata alla X-Files, si nasconde un lato tenerissimo fatto di amori adolescenziali, amicizie eterne, affetto incondizionato. Accettazione del diverso e superamento del pregiudizio. Ed è per questo che AMO questa serie!

Perciò, ci vediamo dall’altra parte del varco, tra sedici episodi.

E se proprio non riuscite a non sentirvi nostalgici e fremete nell’attesa… potremmo sempre imparare a giocare a Dungeon and Dragons per ingannare l’attesa.

Sempre che non si trasformi in una specie di Jumanji……

 

 

 

 


[1] Natalia Dyer, Nancy – Lucca Comics 2016
[2] https://www.wired.it/play/televisione/2017/11/03/progetto-montauk-leggenda-stranger-things/

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