“Metti una sera davanti al camino………..”

 

Le coppie che stanno insieme da moltissimi anni hanno una complicità e un modo di interagire fra loro che mi ha sempre affascinato. Quando due persone arrivano a conoscersi così a fondo, i loro dialoghi hanno molto di non detto a parole, ma più con i sguardi e con i gesti, e spesso per un osservatore esterno è difficile comprendere il senso ed il significato profondo di una conversazione. Quando la coppia in questione sono i propri genitori entra in gioco una sorta di romanticismo nell’ascoltare i loro discorsi, sia che parlino delle faccende da sbrigare in casa, sia che ricordino qualche evento legato alla loro infanzia o alla loro adolescenza. Si sono sposati poco più che ventenni e condividono il tetto coniugale da 40 anni: di chiacchierate che sfiorano tutta la gamma delle emozioni e delle situazioni ce ne sono state e ce ne saranno ancora a bizzeffe.. ma i siparietti spassosi che quest’uomo e questa donna riescono a intavolare hanno per una figlia curiosa e stralunata come me dell’incredibile.

giphy1 Una sera d’inverno di qualche anno fa, di fronte a un caminetto dalle fiamme poco slanciate [la paura di mio padre che possa saltare una scintilla fuori dal caminetto e fare “alla diavola” l’intero ambiente intima tutta la famiglia ad usufruire di un calore abbastanza circoscritto: il resto di casa mia potrebbe essere la location ideale per un eventuale remake di Frozen], mio padre aveva appena finito di fumare una sigaretta e visto che si era stancato di ritagliare “L’esperto risponde” dai vari “Sole 24 ore” e a quanto pare non aveva voglia di interrogarsi nuovamente sul futuro della figlia seduta sul divano di fronte, aveva deciso di “riempire il silenzio” prendendo una rivista acquistata da un vivaista diversi mesi prima ed intavolare una conversazione con mia madre. Argomento: piante da acquistare per sistemare il giardino intorno casa. Una breve “occhiata al cielo” da parte di lei e lui già aveva iniziato a leggere i nomi scientifici di varie piante e diversi fiori. Le scritte erano in piccolo, i nomi spesso in latino, e mio padre ha sempre avuto dei seri problemi alla vista. “ Salies.. ca prea!.. no.. Saleu au cupraha!.. questa pianta una volta l’avevamo!”, lei aveva sospirato soltanto.. non aveva molta voglia di parlare, oltretutto non aveva il giornale con tanto di foto davanti: avrebbe dovuto capire di che pianta parlasse solo dal nome che aveva pronunciato!.. Continuando a sfogliare il catalogo: ecco un’immagine che avrebbe potuto smuovere l’interesse della moglie: “La magnolia, questa dovevamo comprarla, ma poi non se ne è fatto più niente” e lei, sempre fissando il fuoco: “Ce l’abbiamo.. è davanti casa!”- “Però è seccata!”, con uno sguardo da: 1 a 1, palla al centro, allora lei aveva replicato:“ Sono spuntate da poco delle bacche rosse, se non la prende il gelo, forse ci saranno delle possibilità”. Un giro di pagina per trovare qualche altro appiglio..: “Secondo me dovremmo prendere delle camelie”.. a quel punto lei si è messa più dritta sulla sedia, avendo capito che il marito non avrebbe mollato presto l’argomento, dunque sarebbe stato meglio dargli retta.. magari, sperava, avrebbero preso delle decisioni definitive in merito al da farsi, anche se sapeva perfettamente che dal fioraio ci sarebbe andato solo lui ed avrebbe deciso lì per lì, in base anche alla disponibilità e ai consigli, cosa comprare e cosa no. “Le camelie sono troppo piccole, non vanno bene per dove dobbiamo metterle noi” – “Però poi cresceranno.. questa pianta è bella: Ca..talpa.. uhm.. la mettiamo davanti casa!”. Lei, buttando un’occhiata sulla foto, aveva replicato: “No, lì va una pianta bassa, un arbusto” – “Ecco un arbusto”indicando soddisfatto un’altra foto – “No! Quello è un arbusto rampicante”. Ormai da un lato era coinvolta, dall’altro era l’ennesimo tentativo di fargli capire una volta per tutte le piante più adatte da acquistare: gli ha preso dalle mani il giornale e ha cercato un indice che portasse alla pagina dove ci sarebbero stati gli arbusti. Era durato poco: mio padre era intervenuto puntando un’altra foto “Questa mi piace! Dovremmo prenderla!” – “Ce l’abbiamo! E’ quella che ha nostra cugina davanti casa, con i fiori bianchi..” – “Ah sì! A noi però saranno rossi!” – “quelli sono i boccioli rossi, quando e se fiorirà, sarà bianca come la sua”. Riprendendosi il giornale con un gesto per dire : “ti voglio bene, ma non sai proprio cercare”, aveva tentato di pronunciare il nome in latino di qualche altra pianta che lo aveva colpito, ma a quel punto era stata lei a interromperlo facendogli notare la foto di una pianta che avevano e che purtroppo non stava venendo su bene, ma lui le aveva trovato immediatamente la soluzione: “Sarà stata attaccata da qualche parassita, devo comprare il concime”. Mia madre ha ribattuto: “ Non è un problema di parassiti, è un problema di costituzione, bisognerebbe farla vedere da qualcuno che ne capisce”. Tuttavia lui era già distratto e ha continuato a leggere ad alta voce i nomi delle piante che avevano mosso la sua curiosità.. nel mentre lei commentava che il vivaista da cui andavano non prestava mai l’attenzione dovuta al cliente, dando l’aria di voler liquidare tutti in quattro e quattr’otto.

*temp*
Graphic by: Gioia

“Prudelia David..  ma l’azalea è anche bella.. e andrebbe bene!” – “Ma cosa dici?! È un fiore che non ha una costituzione legnosa.. non va bene dove la vuoi piantare tu, e poi ce la diedero l’anno scorso ma ci seccò!”. Visto che praticamente nessuna delle proposte è stata valutata positivamente mio padre ha chiuso di scatto il giornale e ha concluso che l’unica soluzione sarebbe stata tornare dal fioraio e farsi sentire: mettendolo alle strette, sarebbe stato obbligato ad ascoltare. Non si è fatto aspettare il commento di lei: “Certo, come no!”.. quest’espressione nascondeva un “Ti conosco, e già mi immagino come andrà..”  Lui era ritornato allora all’argomento camelia, commentando come avesse per lui un nome davvero insolito.. “Hai detto la stessa cosa quattro anni fa” – “Quindi ce l’abbiamo!”- soddisfatto- . “Non più! Se l’è mangiata la pecora della vicina!”.

… “Vado a comprarmi le sigarette”…

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