“Il Cinese e il Coccodrillo”

 

Inverno. Maglioni a collo alto, tazze fumanti, piatti abbondanti e piumoni. Il camino. La neve. Chiacchiere con gli amici davanti ai giochi da tavolo ritirati fuori da soffitte e cantine.

Ho sempre immaginato che quando fossi andata a vivere per conto mio avrei passato l’inverno in questo modo. Non so se credevo di diventare milionaria tutto d’un botto per comprarmi uno chalet con tanto di camino e stanze per ogni ospite (considerando tra l’altro che il mio desiderio è di vivere sul mare! Cioè proprio quasi dentro… quindi questa sarebbe pure la seconda o terza proprietà) o semplicemente da brava sceneggiatrice mi sono lasciata trascinare dalla finzione, perché da sola ci vivo, l’inverno sta arrivando, ma io non solo non ho un camino, né stanze per tutti, ma lavorerò circa 12h al giorno quindi dubito avrò voglia di preparare deliziosi banchetti o di giocare dopo cena…

Sarebbe bello avere una vita alla Friends, in cui si vive insieme, si lavora ogni tanto, si passa il tempo libero assieme e nonostante ciò si ha tempo anche di avere diverse relazioni amorose e non; ma la realtà è un po’ più vicina a Grey’s Anatomy in cui ogni santo giorno succede una disgrazia imprevista e crolla ogni piano e tocca rialzarsi su e di nuovo, e di nuovo, e di nuovo…

 

Per fortuna che a consolarci da tutto ciò esistono la pizza, la cioccolata e… I LIBRI!!!! I miei amati, preziosissimi libri, dai quali ora sono circondata. E così, mentre il primo freddo si abbatte su Roma condensando il fiato, mi ritrovo a cercare qualcosa che si sposi perfettamente alla giornata e al mio umore.
Il libro c’è, peccato lo abbia già letto, ma posso sempre consigliarlo a voi!

Ho già parlato dell’autore, Maurizio De Giovanni, e della saga del suo meraviglioso commissario dagli occhi verdi e il cuore spezzato, ma oggi mi viene in mente un altro dei suoi libri, uno di quelli che vanno letti quando si ha un po’ di nostalgia nell’anima. Una velata malinconia. Non che dobbiate essere tristi e piagnucoloni eh, ma ci vuole un po’ di predisposizione alla poesia. E alla tragedia.Risultati immagini per crocodile gif

Il protagonista si chiama Lojacono (detto Il Cinese per i suoi occhi allungati e lo sguardo sempre pensieroso), e qualcuno lo potrebbe conoscere per la serie tv tratta dalla seconda saga[1] scritta da De Giovanni: I Bastardi di Pizzofalcone[2], la città è Napoli, l’assassino uno strano individuo che pare pianga subito dopo aver ucciso le sue vittime e che per questo viene chiamato Coccodrillo.

Prendete una tazza fumante di cioccolata calda con una bella dose di panna montata se preferite il dolce, oppure una bella margherita con mozzarella di bufala se amate di più il salato, la giusta colonna sonora* ed immergetevi in questa storia straziante e straordinaria dal finale imprevedibile[3] e dalle atmosfere noir, quelle vere.

La narrazione è qualcosa di puro, di meraviglioso,  descrizioni così intime che ci si trova dentro la storia completamente. In certi paragrafi mi sono fermata mordicchiando le labbra invidiosa, pensando “perché non l’ho scritto io?”, i personaggi emotivamente scandagliati, ben descritti, mai noiosi, molto umani.

Nessuna wonderpoliziotta o batdetective, semplici menti investigative che con fatica e intuito cercano di risolvere il caso e la vita privata. uIn questo la serie manca moltissimo! Però a sua discolpa c’è da dire che questo “prequel” non è stato inserito (il che vuol dire che non avete nemmeno la classica scusa del “ho già visto il telefilm quindi so chi è l’assassino non ha più senso leggere il libro”, tra l’altro ha SEMPRE SENSO leggere un libro!!!). La nostalgia di casa che ha Lojacono e allo stesso tempo il rigetto per quella terra che lo ha sputato via, e per questa che l’ha ospitato con malagrazia, ci accompagna per tutte le pagine. E ci mostra quanto sia importante trovare un piccolo rifugio che ci faccia sentire a casa, anche solo per un po’. Una persona che sia disposta a condividere qualche silenzio, o a riempirlo rumorosamente; non si tratta solo di un giallo, ma di uno spaccato di vita vera, di una narrazione di introversione etica dei vari personaggi principali, di un romanzo che parla di affetto, odio, dolore e famiglia.

 

 

Vedrete che vi verrà voglia di leggere anche tutti gli altri. Se mi sbaglio smentitemi pure.

 

Buona lettura.

 


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/I_bastardi_di_Pizzofalcone
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/I_bastardi_di_Pizzofalcone_(serie_televisiva)
[3] SPOILER ALERT NON LEGGERE SE NON AVETE CONCLUSO IL LIBRO. Quello che mi ha spiazzata e lasciata senza fiato è la mancanza del classico happy ending. Nonostante Lojacono ce la metta tutta, nonostante capisca chi e quando colpirà… non riesce a fermarlo in tempo. Sinceramente non mi era mai capitato, non in un giallo italiano almeno! Quindi seppur sotto shock, ne sono rimasta molto colpita!

*


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