“Tante voci una sola Storia…”

“La memoria è fragile e il corso di una vita è molto breve e tutto avviene così in fretta, che non riusciamo a vedere il rapporto tra gli eventi, non possiamo misurare le conseguenze delle azioni, crediamo nella finzione del tempo, nel presente, nel passato, nel futuro.” [1]

 

bIsabella Allende[2] l’ho scoperta a scuola, un aprile nel quale la mia professoressa di italiano ci diede una rosa di romanzi dell’autrice cilena fra i quali scegliere e sul quale poi avremmo dovuto fare un compito in classe. La mia professoressa è sempre stata una divoratrice di libri e sono stata molto fortunata ad averla per tre anni perché mi ha aiutato a scoprire tantissimi autori italiani e non, contemporanei e non.
A lei devo la scoperta di autori come Kerouac, Pirandello, Serrano, Montale, Sciascia, Zafon, e potrei continuare all’infinito.

È un vero peccato che la lettura debba ancora essere imposta, ancora passare come un compito necessario nelle scuole, anziché un enorme, immenso piacere.
Perciò, nel mio piccolissimo spazio virtuale, lancio un appello ai genitori, primi insegnanti della vita, a far capire ai bambini, da subito, da piccolissimi, quanto fermarsi un’ora o due a leggere, a perdersi nella fantasia di una favola, di un classico o un romanzo, sia uno dei piaceri più grandi di questa breve vita.
Dovrebbero essere l’esempio e far capire che essere curiosi, intelligenti, è un bene! E MAI, MAI qualcosa di cui vergognarsi.
Perché non tutti i professori sono come la mia, con la pazienza e la voglia di insegnare qualcosa al di là del semplice programma imposto. E non si può arrivare alle superiori a vedere la lettura di un romanzo come una specie di punizione!

Scusate la breve parentesi, ma ci tengo davvero, avendo iniziato da poco un percorso di insegnamento a mia volta, mi rendo conto di quanto si veda la differenza fra i bambini che leggono e quelli che non lo fanno!

La fantasia, la creatività, l’uso di sinonimi, la proprietà di linguaggio.

Quanto poco ci vorrebbe a farli crescere con un bagaglio culturale più intenso, magico, interessante.

Ad ogni modo, dovevo scegliere fra vari titoli di questa autrice di cui allora non sapevo un bel niente, così sono andata a istinto e ho scelto il titolo che più mi intrigava, senza sapere di avere appena scelto il primissimo dei suoi libri: La casa degli spiriti[3].

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“Non me ne potevo andare, perché lontano da questa terra sarei stata come gli alberi che tagliano a Natale, quei poveri pini senza radici che durano un po’ di tempo e poi muoiono.” [4]

 

Il romanzo è raccontato a tratti in prima persona e a tratti in terza[5]. Le differenti voci narranti, i diversi punti di vista, si inseguono in un’esposizione limpida e fluente. La grande capacità della Allende è di trascinarti nei suoi meccanismi, ti conduce nella storia, ti fa legare con i personaggi che penetreranno per sempre nel tuo mondo fantastico, diventando così parte dell’ideale sociale. Le descrizioni ti riempiono gli occhi, ti fanno innamorare dei paesaggi che descrive, ti fanno sentire lì.

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So che da questo libro è stato tratto un film con un cast eccezionale, ma non l’ho mai visto, preferisco tenermi i personaggi della mia immaginazione, con i loro pregi e i loro difetti, scelti da me e me soltanto.

E’ un libro che molti etichettano come “per donne” ma che secondo me può leggere chiunque, dalla studentessa di terzo liceo all’uomo in pensione! Perché c’è Storia, magia, amore, dolore, famiglia, guerra. Temi universali per eccellenza!

Risultato immagine per reading on a river gifIl luogo ideale dove godersi questa storia è a mio parere sulla sponda di un fiume, su una di quelle panchine scomode ma con la visuale perfetta, mentre una leggera brezza vi fa litigare con le pagine. Dove il canto degli uccellini si mescola a quello dell’acqua che scivola via lenta ma inesorabile. Magari con un bel pasticcio di granchio (chupe de centolla)[6] e un succo di frutta da gustare ascoltando una raccolta di musica classica rivisitata in chiave moderna, mentre la primavera esplode intorno a voi.

 

 

 

“Era dell’idea che dando un nome ai problemi, questi si sarebbero materializzati e non sarebbe più stato possibile ignorarli; invece, se si fossero mantenuti nel limbo delle parole non dette, avrebbero potuto scomparire da soli, col passare del tempo.”[7]

 

Questo libro scelto per puro caso, ha raggiunto le corde dell’anima, non solo mi ha stretto a sé, ma mi ha trascinato talmente tanto da condurmi a provare emozioni fortissime. In questo libro si tesse la storia familiare alla magia, alla storia vera e propria del Cile, in una combinazione scritta con grande perizia. In taluni attimi ho dovuto scostare da me il libro, perché certe pagine mi sono arrivate dentro da commuovermi.

 

Risultato immagine per reading on a river gif“Mia nonna aveva scritto per cinquant’anni sui quaderni in cui annotava la vita. Trafugati da qualche spirito complice, si sono miracolosamente salvati dal rogo infame, in cui sono perite tante altre carte della famiglia.
Li ho qui, ai miei piedi, stretti da nastri colorati, separati per fatti e non per ordine cronologico, così come lei li ha lasciati prima di andarsene. Clara li ha scritti perché mi servissero ora per riscattare le cose del passato e sopravvivere al mio stesso terrore. Il primo è un quaderno di scuola di venti pagine, scritto con una delicata calligrafia infantile. Comincia così: “Barrabàs arrivò in famiglia per via mare…”[8]

 

Non ricordo quanto presi al compito in classe, ma da allora ho letto quasi tutti i libri di questa scrittrice capace di trasportarti in luoghi reali e magici contemporaneamente. E, come la Allende ha l’abitudine di scrivere sempre in Gennaio[9], io ho preso quella di leggerla sempre in Aprile, come muto ringraziamento alla mia professoressa che mi ha insegnato molto più di quello che le era in obbligo.

 

 

 


[1] Dal romanzo.
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Isabel_Allende
[3] “La casa degli spiriti” è diventato l’ultimo, cronologicamenteparlando, di una trilogia di ci fanno parte “ La figlia della fortuna” e “Ritratto in seppia”.
[4] Dal romanzo.
[5] Rosa dai capelli verdi, Clara la chiaroveggente, Blanca e Alba, tutte donne che condivideranno parte della loro vita con Esteban Trueba, il burbero e autoritario proprietario della tenuta “Tre Marie” nella campagna cilena, figura cardine del romanzo e della famiglia.
[6] http://www.sevenblog.it/pasticcio-granchio/
[7] Dal romanzo.
[8] Dal romanzo.
[9] Curiosità: Isabel Allende comincia a scrivere ogni suo romanzo l’8 gennaio. Sia che abbia già in testa un’idea definita, sia che non sappia neanche da dove cominciare: è un rito propiziatorio iniziato per caso l’8 gennaio del 1981, quando Allende si trovava già a Caracas, in autoesilio dopo il golpe del generale Pinochet in cui aveva trovato la morte il cugino di suo padre, il presidente Salvador Allende. Isabel Allende non è ancora la scrittrice di bestseller che conosciamo, ma è una giornalista con un matrimonio in crisi e due figli che stanno per andare all’università. Quando scopre che suo nonno, in Cile, sta per morire, comincia a scrivergli una lunga lettera. Non verrà mai letta dal destinatario, ma sarà l’inizio del suo libro più conosciuto: La casa degli spiriti che uscirà un anno dopo, nel 1982.

2 risposte a "“Tante voci una sola Storia…”"

  1. Non ho mai letto niente della Allende, ma sopra nella mia libreria devo avere… un libro che se non vado errato si chiama “la casa degli spiriti” o qualcosa di simile. Anche lui lì, in attesa di essere letto. Per quanto riguarda il discorso delle letture obbligatorie lo lego al caso scoppiato qualche mese fa dei laureati analfabeti. Ok i genitori e insegnanti devono dare una spinta e direzionare i giovani su cose che, gli possano far bene e insieme divertire. Ma le letture obbligatorie secondo me ci devono essere anzi, io ne ho fatte veramente poche. Ce ne sarebbe voluta qualcuna in più, avrei apprezzato prima un mondo che non conoscevo. Per chi invece legge per piacere e basta… l’utilitá di leggere un libro rimane sempre enorme, soprattutto a bimbi e ragazzi! Bisognerebbe sceglierle si, ma mettere ancora più letture obbligatorie…

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    1. Si il mio discorso è proprio fare di queste letture “obbligatorie” un piacere, arrivarci già consapevoli che leggere non è una tortura! Che potrebbe capitare una storia che non ci piace (e me ne sono letta di libri brutti!) ma che la successiva potrebbe essere straordinaria e cambiarci la vita, addirittura.
      Quello che vorrei passasse è il messaggio che leggere fa diventare persone migliori. E quindi “obbligo” diventi “abitudine”‘….
      Ma siamo lontani anni luce purtroppo

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