“Ancora un passo, un altro ancora: a che servon le parole, Amore muovimi il sole…”

 

“Ogni persona è, tra le altre cose, un oggetto facile da rompere e difficile da riparare.“[1]

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Era uno di quei giorni di marzo in cui il sole splende caldo ed il vento soffia freddo: quando è estate nella luce e inverno nell’ombra.
(Charles Dickens)

 

Marzo lo chiamano il mese pazzo perché sono sai mai che meteo troverai al mattino quando ti svegli. Non sai se sarà una chiara giornata primaverile o se verrà giù dal cielo una fitta e fredda pioggia.

A cavallo fra due stagioni prepotenti, Marzo fa del suo meglio per non deludere nessuno, col rischio di finire col deludere tutti.

Forse mi farò suggestionare ma io lo sento il cambiamento nell’aria a Marzo, come gli odori diventano più pastello, i colori più intensi, i gusti più ricercati, il vestiario più personale.

E sento la tristezza che si porta il cambio di stagione, con il lento adattarsi ai nuovi ritmi, ai nuovi orari alle nuove temperature. E l’allegria per essere sopravvissuti ad un altro inverno, ad un altro inizio. Per le prospettive vacanziere, per il calore del sole.

Marzo è un mese pazzo perché lo sono le nostre emozioni, perché vorremmo essere felici ma anche empatici, malinconici e misteriosi ma anche divertenti e gioviali. E nell’affannosa corsa della vita, inciampiamo nelle nostre stesse aspettative.

Risultato immagine per espiazione gifEra una sera di Marzo quando in tv vedo una donna avvolta il un abito verde smeraldo, incantevole, eterea. La donna era Keira Knightley (Sognando Beckham, Pirati dei Caraibi) che fluttuava verso uno degli attori più bravi di questo secolo: James McAvoy (Shameless UK, Split, X-men). Lascio per un po’, e mi rendo subito conto di quanto la storia sia adatta a Marzo, con la sua silente tristezza e la sua immutata speranza. Risultato immagine per espiazione gif

Purtroppo il canale che lo trasmette interrompe la narrazione quattro volte in quindici minuti, così decido di appuntarmi il titolo e di vederlo in un’altra occasione con altri mezzi.

Passano almeno una ventina di giorni, Marzo sta per far posto ad Aprile quando passando davanti a una libreria vedo la Knightley e McAvoy su una striscia appuntata ad un libro, entro immediatamente e scopro con mio grande giubilo che il film interrotto quella sera alla tv altro non è che la trasposizione cinematografica di un romanzo di Ian McEwan[2], autore che voglio conoscere da un po’: ESPIAZIONE è il titolo, non proprio rassicurante. Ma questi mi sembrano tutti segni del destino, perciò decido di acquistarlo.

espiazione“Tutto quello che Fiona doveva fare era vivere, seguire la strada che aveva davanti e scoprire il proprio futuro. A Briony invece pareva che la sua vita si sarebbe svolta tutta in una stanza priva di porta.[3]

La sera stessa, approfittando del tepore di fine Marzo, mi prendo un plaid e mi metto a leggere sul balcone.

A metà racconto mi accorgo che questo è uno dei libri più tristi che abbia mai letto, ma non in senso negativo. La protagonista, con mia sorpresa, non è il personaggio di Keira, ma sua sorella, Briony. Una bambina molto, troppo, fantasiosa, che si autoconvince di aver assistito a qualcosa di terribile e che raccontandolo, condanna due persone all’infelicità eterna.

Detta così non credo vi stia venendo voglia di leggerlo, ma aspettate! McIwan[4] non è certo un autore di primo pelo, e infatti con enorme maestria ti porta dentro la storia facendotela sentire così dentro, che è impossibile staccare gli occhi dalle pagine se non per asciugarseli di tanto in tanto.

“Di quando in quando, in modo assolutamente involontario, arriva qualcuno e ti insegna qualcosa sul tuo conto. “[5]

Risultato immagine per espiazione gifSarà Marzo, con le sue atmosfere, o sarà che per me quell’anno si stata per prospettare il più buio della mia vita, ma credo di aver addirittura singhiozzato, io che raramente mi emoziono anche di fronte al film più strappalacrime. Io che disdegno qualsivoglia storia d’amore stucchevole, ho quasi perso un polmone per gridare internamente al lieto fine per questi due disgraziatissimi amanti ai quali Romeo e Giulietta fanno un baffo!!!!

L’accusa, la guerra, la lontananza. Eppure il loro Amore rimane immutato.

Espiazione è diviso in quattro parti, nell’arco di sessanta anni, e ce ne fosse una in cui non ho preso i fazzoletti, e stavolta non per i pollini!

Quando un autore arriva a creare un personaggio tanto sgradevole quanto memorabile, allora vuol dire che è riuscito nel compito più difficile per uno scrittore. E Brony è uno di quei personaggi che ti porterai dentro tutta la vita, che proverai anche a giustificare, a perdonare….

Ma se ci riuscirai o meno non lo so.

Io no.

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“Non c’è espiazione per Dio, né per il romanziere, nemmeno se fossero atei. È sempre stato un compito impossibile, ed è proprio questo il punto. Si risolve tutto nel tentativo.”[6]

espiazioneNonostante non sia una romantica, nonostante possa capire gli errori fatti in gioventù, non credo che sia riuscita del tutto ad espiare del tutto il suo enorme peccato.

Non ho più guardato il film, ma forse prima o poi lo farò, quando mi sarò ripresa dalla lettura. E non è ancora successo…. Ci sono canzoni* che ancora oggi a distanza di anni e anni improvvisamente mi riportano a Cecilia e Robbie, non penso di farcela a vederli struggere sullo schermo.

Il romanzo finisce dove era iniziato, e anche questo mi ha fatto commuovere. Mi sento di dire che con questo romanzo McEwan ha esaltato il potere stesso della scrittura: quello di creare, e quello di distruggere.

 

Non a caso TIME Magazine e The Observer  lo hanno inserito  tra i 100 libri più belli di tutti i tempi.

*


[1] Dal libro.
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Ian_McEwan#Romanzi
[3] Dal libro.
[4] Soprannominato “Ian Macabre” per i toni cupi di molti suoi scritti.
[5] Dal libro.
[6] Dal libro.

 


4 risposte a "“Ancora un passo, un altro ancora: a che servon le parole, Amore muovimi il sole…”"

  1. Uno di quei film che ti restano dentro per un sacco di tempo e che anche dopo anni e anni basta un richiamo qualsiasi a fartelo ricordare. Purtroppo non ho letto il libro, perchè appunto avevo visto già il film e ho letto che non ci sono molte differenze ma sono daccordo con tutta la tua analisi perchè fa davvero male al cuore e allo stesso tempo è bellissimo!

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    1. Non sono una cinefila, preferisco libri e serie tv, film ormai guardo solo le grandi saghe … ma visto che poi mi lamento spesso di non aver mai un film per la pizza del sabato sera me lo segno e lo guarderò, grazie!!! 😉😊

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