“Un WEEKEND ogni anno”

Quando hai 15 anni, l’Estate sembra infinita. Ci sono mille progetti, tutti accumulati dall’anno scolastico appena concluso. Tutti da finire prima che ne ricominci un altro.

Quando hai 15 anni l’Estate è piena di flirt, di avventure, di amicizie nuove, vecchie, prestate.

Quando hai 15 anni e sei nell’epoca pre-internet sul telefono, l’Estate è magica perché vuol dire conoscenze, figuracce, amori, bagni al mare.

Quando hai 15 anni e sei nell’epoca pre-internet sul telefono, e vieni da un altro Pianeta, come me, e quindi sicuro ti becchi una febbre nel bel mezzo della vacanza al mare, vuol dire LIBRI!

Sulla terrazza, nelle ore più tenui del mattino, la me quindicenne si esponeva alla brezza marina invidiando chi se ne stava ancora a dormire e si sarebbe andato a bruciacchiare la pelle sulla spiaggia nelle ore calde.
La me che non riusciva a dormire per il sudore e l’impazienza, si sedeva sulla sdraio con una tazza di latte freddo o menta e orzata e una pezza fredda sulla fronte, consolata da Christofer Pike[1] e i suoi personaggi che stavano vivendo un WEEKEND[2] molto più avventuroso del mio!

Infatti, quello che doveva essere un felice week-end tra amici si trasforma ben presto in un fine settimana del terrore. La protagonista, Shani – nella quale mi sono immedesimata subito!-  si improvvisa detective per riuscire a scoprire la verità, mettendo da parte i sentimenti che prova per l’unico nuovo arrivato, il misterioso Flynn. Ad aiutare la ragazza nelle sue indagini c’è uno stregone che parla solo messicano. Questo libro è giallo coinvolgente ed entusiasmante nel quale, più che mai, l’apparenza inganna. Mi sono sentita subito dentro la storia, per le descrizioni accurate e per i pochi personaggi, che però vengono descritti minuziosamente.

 

All’epoca avevo già iniziato a fare teatro anche come sceneggiatrice, perciò la mia mente è subito volata a una versione recitata del romanzo, anche se obiettivamente qualche ambientazione (come il deserto messicano o l’esplosione del garage) poteva essere un pochino difficile da riprodurre.

 

“Non ci fu nessun seguito legale, nessun dito accusatore fu puntato contro nessuno. La vita riprese come sempre. Tranne che per Robin.”[3]

 

79_weekend
Tralie Graphic

Ma la storia era così avvincente che non potevo fare a meno di immaginarmela davanti agli occhi. Ad ogni modo, finito di leggere in un paio di mattine, mi è rimasto dentro. E da allora ogni estate me lo rileggo, nonostante sia arrivata alla veneranda età di 31 anni. Possibilmente sempre nello stesso weekend: il quarto di luglio. Perché nonostante le atmosfere siano ovviamente diverse da allora, e lo sia la mia vita soprattutto, mi dà sempre quella sensazione che i personaggi escano dalle pagine e si materializzino per raccontarti la storia. Ormai la sottotrama romantica non mi fa andare più in brodo di giuggiole perché non somiglia più a quella che vivo davvero nei miei giorni da quindicenne, e il mistero è risolto per cui la suspense non è la stessa di allora.

Rimane invece immutato l’amore per l’ascetismo di fondo! Tutta la storia metaforica sull’aquila il pettirosso e il serpente, tutta la parte mistica, che col tempo ho imparato ad apprezzare nelle opere.

Però non smetto la tradizione. Mi piace tornare un po’ adolescente. Sognare ancora di proporlo a teatro, che nel frattempo coi nuovi mezzi digitali mi fa ben sperare anche per le scene più ostiche.

E consiglio questa lettura sia a chi si sta approcciando per la prima volta a questo piacere, sia per chi è bello navigato e vorrebbe riposare un po’ la mente senza però smettere di dedicarsi alla lettura. È chiaro che non bisogna aspettarsi IL romanzo, è una storia semplice, con personaggi semplici, ma che secondo me non delude affatto.

Perciò vi invito a seguire la tradizione con me, luglio, una bella orzata alla menta, un ombrellone, una sdraio e il mare in sottofondo….

Ah, che volete di più dalla vita?

 

……Forse, tornare ad avere 15 anni?!?!

 

 

 

 

 


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Christopher_Pike_(scrittore)
[2] Un gruppo di adolescenti americani si prepara a trascorrere un allegro week-end in Messico, nella splendida villa di due ricche compagne di scuola. Ma l’atmosfera non è delle più tranquille: ogni cosa, infatti, sembra riportarli al passato, al terribile momento in cui una di loro, Robin, è stata misteriosamente avvelenata ed è rimasta invalida, legata per sempre ad una macchina per la dialisi. A poco a poco la vacanza si trasforma in un incubo e i ragazzi cominciano a temere per la propria vita, mentre la villa rimane isolata dal mondo e una voce insistente chiede loro la verità su quella notte di un anno prima, la notte del veleno.
[3] Dal romanzo.

 


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